Milano - 17/10/2018
L’economia circolare per la reputazione e la performance d’impresa. Una ricerca a livello europeo
La DGS-UNMIG partecipa al convegno organizzato dal CRIET
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Si è tenuto il 17 ottobre presso l’Università di Milano-Bicocca il convegno dal titolo L’economia circolare per la reputazione e la performance d’impresa. Una ricerca a livello europeo. Nel corso del convegno sono stati presentati e commentati i risultati di un’indagine internazionale condotta da CRIET (Centro di Ricerca Interuniversitario in Economia del Territorio), in collaborazione con IPSOS Italia e LeFAC-TBS Group, presso proprietari e manager di principali aziende operanti in Europa.
Dai risultati principali di questa indagine, realizzata nel periodo marzo-settembre 2018, è emersa la convinzione diffusa che una maggiore attenzione all'ambiente e alle generazioni future può alimentare il capitale reputazionale dell'impresa, rafforzando la sua competitività e il suo posizionamento.
I driver principali che spingono le imprese verso l’economia circolare sono risultati essere la sensibilità dei proprietari delle aziende ai principi della circolarità e la volontà dei dipendenti che spingono l’impresa ad orientarsi verso il paradigma della circolarità. Tra i fattori esterni all’impresa vi sono il mercato, la collettività e i clienti.
A conclusione dei lavori, Ilaria Antoncecchi, coordinatrice scientifica degli accordi di ricerca della DGS-UNMIG MiSE, ha evidenziato che “favorire il percorso delle imprese nella transizione verso un’economia circolare è una delle priorità del Ministero dello Sviluppo Economico”. Ha inoltre affermato: "La Direzione Generale che rappresento ha realizzato, nell'ambito del network CLYPEA, uno studio con il Politecnico di Torino per la riconversione delle piattaforme in mare affinché possano recuperare materiali grezzi dall’acqua e consentire la produzione di acqua desalinizzata. È un esempio dell'innovazione di rilievo internazionale su cui siamo impegnati, che ci auguriamo possa fare emergere il valore delle tante competenze che abbiamo in Italia e che possono essere valorizzate per modelli di economia circolare”.

Comunicato stampa del CRIET