Collaborazioni e accordi per la sicurezza offshore
Capitanerie di Porto
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Alle Capitanerie di porto sono storicamente affidate la disciplina e la vigilanza su tutte le attività marittime e portuali, riconosciute con il Regio Decreto che il 20 luglio 1865 ha sancito la nascita formale del Corpo.

Il Corpo delle Capitanerie di porto - Guardia Costiera, svolge compiti relativi agli usi civili del mare ed è inquadrato funzionalmente ed organizzativamente nell’ambito del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti al quale si riconducono i suoi principali compiti istituzionali. Il Corpo, inoltre, opera in regime di dipendenza funzionale dai diversi Dicasteri, tra i quali il Ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare, e il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, che si avvalgono della sua organizzazione e delle sue competenze specialistiche.

Tra le citate competenze, in primis, la salvaguardia della vita umana in mare, della sicurezza della navigazione e del trasporto marittimo, oltreché la tutela dell’ambiente marino, dei suoi ecosistemi e l’attività di vigilanza dell’intera filiera della pesca marittima, dalla tutela delle risorse a quella del consumatore finale. A queste ultime si aggiungono le ispezioni sul naviglio nazionale mercantile, da pesca e da diporto, condotta anche sulle navi mercantili estere che scalano i porti nazionali.

Nell’ambito delle ordinarie attività di raccordo interistituzionale e quale implementazione, a livello centrale, delle relazioni funzionali ordinariamente esistenti in ambito locale tra le Autorità marittime e la DGS-UNMIG, svolge, attraverso i suoi Ufficiali di collegamento, presso il Ministero le attività relative all’accordo quadro.

  1. Implementazione di attività di vigilanza e controllo degli impianti di ricerca e coltivazione in mare con mezzi aeronavali.
  2. Cooperazione con il personale della DGS-UNMIG nell’attività di controllo e ispezione anche delle sea-lines e strutture sommerse degli impianti. Pianificazione di emergenza delle installazioni, da rendersi coerenti rispetto ai piani locali S.A.R. (Search & Rescue) e ai piani locali antinquinamento redatti dalle Autorità marittime così da ottimizzare le procedure di intervento e la programmazione delle azioni di contrasto e mitigazione in caso di incidenti, ai fini della salvaguardia della vita umana e della sicurezza ambientale.
  3. Scambio informativo CCP con DGS-UNMIG
    Oltre che relativamente ai dati per il monitoraggio delle unità navali di interesse, lo scambio di informazioni tra gli DGS-UNMIG e il Comando generale delle Capitanerie di Porto avviene principalmente per consentire alle Autorità competenti di condurre la direzione operativa e tattica dei mezzi aeronavali impiegati nelle operazioni di contrasto di inquinamento in caso di sversamenti accidentali di idrocarburi e di altre sostanza nocive, in linea con le previsioni normative di cui alla Legge 31 dicembre 1982, n. 979, del D.P.C.M 4 novembre 2010, "Piano di pronto intervento nazionale per la difesa da inquinamenti da idrocarburi e di altre sostanze nocive causati da incidenti marini" e del Decreto del Ministro dell’ambiente e tutela del territorio e del mare sulla tutela delle zone costiere dagli inquinamenti accidentali da idrocarburi e da altre sostanze nocive.
    Altri scambi informativi avvengono tra le due Amministrazioni e le società che gestiscono le piattaforme offshore e altri soggetti istituzionali interessati, a diverso titolo, in materia di sicurezza, anche ambientale, così da delineare congiuntamente procedure operative rapportate al tipo di intervento e supportate da strumentazione innovativa sempre più efficace.
  4. Altre forme di supporto sono date nelle attività di studio e formazione del rispettivo personale per un incremento di conoscenza tecnica, generalmente orientata alla prevenzione antincendio ed antinfortunistica.
  5. Individuazione e/o revisione delle c. d. “zone di sicurezza” intorno alle piattaforme, unitamente alla verifica del rispetto delle relative prescrizioni di sicurezza della navigazione e al monitoraggio delle unità navali autorizzate alla prospezione e ricerca, anche attraverso l’impiego del sistema VTMIS (Vessel Traffic Monitoring and Information System) di controllo del traffico marittimo realizzato e gestito dal Corpo delle Capitanerie di Porto quale National Competent Authority.