Collaborazioni e accordi per la sicurezza offshore
CNR-ISMAR
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La DGS-UNMIG ha stipulato accordi con due sezioni del Consiglio Nazionale per le Ricerche (CNR) ovvero con l'Istituto di scienze marine (ISMA) e con l'Istituto per il rilevamento elettromagnetico dell’ambiente (IREA).

Il Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) è ente pubblico nazionale di ricerca con competenza scientifica generale, vigilato dal Ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca (MIUR). È dotato di personalità giuridica di diritto pubblico e di autonomia scientifica, finanziaria, organizzativa, patrimoniale e contabile. La missione del CNR è riassunta nell'obiettivo "creare valore attraverso le conoscenze generate dalla ricerca", perseguendo, tramite lo sviluppo della ricerca scientifica e la promozione dell'innovazione, la competitività del sistema produttivo e i bisogni individuali e collettivi dei cittadini. Alla base di tale missione, c'è il convincimento che l'attività di ricerca e sviluppo sia determinante per generare maggior occupazione, benessere e coesione sociale.

Le attività del CNR si articolano in macro aree di ricerca scientifica e tecnologica a carattere interdisciplinare, individuate in numero comunque non superiore a dodici dal consiglio di amministrazione previo parere favorevole del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, in relazione allo sviluppo degli scenari e delle opportunità della scienza e della tecnologia in ambito europeo e internazionale.

Per lo svolgimento di tali attività e di ogni altra attività connessa, ivi compreso l'utilizzo economico dei risultati della propria ricerca, il CNR, secondo criteri e modalità determinati con proprio regolamento, può stipulare accordi e convenzioni, partecipare o costituire consorzi, fondazioni o società con soggetti pubblici e privati, italiani e stranieri. Il CNR può altresì partecipare a centri di ricerca internazionali in collaborazione con analoghe istituzioni scientifiche di altri Paesi.



www.ismar.cnr.it/

L’ISMAR svolge ricerche in aree mediterranee, oceaniche e polari per studiare l’evoluzione degli oceani e dei margini continentali, per definire l’attività di vulcani, faglie e frane sottomarine e gli scenari di impatto sulle coste. È impegnata nello studio dell’influenza dei cambiamenti climatici sulla circolazione oceanica, l’acidificazione, i cicli bio-geochimici e la produttività dei mari. Effettua studi sugli habitat e l'ecologia marina, il crescente inquinamento delle aree costiere e profonde. Inoltre esamina le risorse alieutiche per il mantenimento dello sfruttamento entro limiti sostenibili e migliorare le pratiche di maricoltura e acquicoltura e i fattori naturali e antropici che impattano economicamente e socialmente su coste e lagune dalla preistoria all’epoca industriale.

Nell’ambito dell’accordo operativo con la DGS-UNMIG verranno sviluppati i temi:

  1. Analisi dei processi di bio-fouling sui materiali usati in mare e possibili rimedi sostenibili per l’ambiente, valutazione dell’impiego di rivestimenti innovativi, loro grado di affidabilità e durata.
  2. Caratterizzazione di faglie potenzialmente attive attraverso l’utilizzo del database di dati geofisici (sismica monocanale, multicanale, e batimetria singlebeam e multibeam) acquisiti dall’ISMAR con particolare riferimento al Mare Adriatico ed allo Stretto di Sicilia.
  3. Compilazione e caratterizzazione di tutti i movimenti franosi in scarpata e deformazioni in piattaforma continentale presenti in prossimità degli impianti di produzione.
  4. Modellazione oceanografica di previsione delle correnti superficiali.
  5. Mappatura delle emissioni naturali di idrocarburi al fine di tentare una migliore distinzione tra emissioni “antropiche” e background naturale.
  6. Studi delle condizioni geologiche e stratigrafiche delle nuove zone marine aperte alla ricerca e coltivazione degli idrocarburi, anche attraverso l’utilizzo e l’analisi di dati geologici e geofisici in possesso dell’ISMAR.
  7. Realizzazione di modelli predittivi di fenomeni meteo-marini estremi (onde estreme) che possono minacciare le piattaforme; elementi di mitigazione attraverso l’uso di tecnologie di monitoraggio innovative.