Collaborazioni e accordi per la sicurezza offshore
Marina Militare
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La Marina Militare rappresenta una delle Forze Armate della Repubblica Italiana.

Alla Marina Militare è affidato il controllo e la condotta delle operazioni navali nelle acque territoriali e internazionali per assicurare la difesa degli interessi vitali del Paese contro ogni possibile minaccia al nostro territorio, ai concittadini all’estero, alle linee commerciali di traffico marittimo; opera a salvaguardia degli spazi euro-atlantici attraverso il contributo alla difesa collettiva della NATO, nella gestione delle crisi internazionali e concorre alla salvaguardia delle libere istituzioni, svolge compiti specifici in circostanze di calamità e in casi di straordinaria necessità e urgenza.

Attraverso i suoi Ufficiali di collegamento in distacco presso la DGS-UNMIG svolge le seguenti attività specificate nell’ambito dell’atto esecutivo dell’accordo quadro in continuo aggiornamento in base alle necessità individuate nell’ambito delle attività per la sicurezza:

  1. Attività di supporto alla DGS-UNMIG per le ispezioni sugli impianti di coltivazione offshore e sulle strutture subacquee.
    Tali attività rientrano tra quelle previste dall’Art. 115, vigilanza in mare, del D. Lgs. 66/2010 (Codice dell’Ordinamento Militare): “La Marina Espleta … la sorveglianza per la prevenzione degli inquinamenti delle acque marine da idrocarburi e dalle altre sostanze nocive nell’ambiente marino e l’accertamento delle infrazioni alle relative norme”.
    Nel 2014-2015 sono stati effettuati controlli ispettivi per l’impianti di produzione relativi al giacimento Annamaria che si estende a cavallo della linea di delimitazione Italia-Croazia.
    Per quanto riguarda i controlli sulle strutture subacquee si avvale dell’ utilizzo di ROV e AUV (Autonomous underwater vehicle) “Hugin” per controlli delle sealine a distanza dalle piattaforme o a quote profonde.
  2. Monitoraggio e il controllo in remoto della posizione dei mezzi navali che svolgono attività di prospezione nelle acque territoriali.
    È stata predisposta una piattaforma informatica attraverso l’utilizzo di specifici software (smart agent) per il tracciamento delle navi e dei sistemi di controllo e allerta relativi alle attività a disposizione del MISE.
  3. Pattugliamento delle aree marine aperte alle attività di prospezione, ricerca e coltivazione degli idrocarburi, al fine di prevenire e rilevare attività non autorizzate e sconfinamenti da Stati frontisti attraverso l’impiego specifico di 6 Navi per la compilazione della situazione generale, garantendo:
  4. Attività di raccordo con l’IIM e supporto cartografico.
    Nel 2014-2015 sono state realizzate, da parte dello stesso istituto, due dei fogli previsti per la realizzazione di mappe ricadenti nell’area Mediterranea ad uso minerario, non idonee alla navigazione, finalizzate al tracciamento delle aree per la richiesta dei titoli minerari. In particolare le aree mappate riguardano la nuova area della zona marina E ad ovest della Sardegna e le zone C e G s Sud della Sicilia.
  5. Controlli subsidenza con il sonar multibeam prima e dopo il posizionamento di piattaforme offshore.
    È stato effettuato il rilevamento batimetrico nelle aree di possibile localizzazione degli impianti nell’ambito della concessione di coltivazione G.C 1. AG
  6. Studio correnti aree di interesse (Golfo Taranto)
    È stato consegnato l’Atlante delle correnti superficiali del Mediterraneo.

Dall’inizio del 2015 sono state effettuate 300 attività di sorveglianza e controllo per un totale di 2.558 ore di pattugliamento a cura di 41 diverse Navi della Marina Militare.

Sono state anche effettuate:

È stato fornito supporto specialistico da personale dell’Istituto Idrografico della Marina per la fornitura di dati di interesse scientifico (oceanografici e climatologici) sia della DGRME che, tramite questa, ad altri istituti come il centro di ricerche AMRA di Napoli, mentre prossimamente lo forniremo all’OGS di Trieste.

Sono state, inoltre realizzate due carte per scopi minerari di zone del Canale di Sicilia e fornito materiale cartografico a favore di una mostra dedicata alle carte antiche italiane dell'Islanda tenutasi a Reykjavik presso la University of Iceland, organizzata in collaborazione con l’Ambasciata d’Italia.