Carta dei titoli minerari
Carta delle istanze e dei titoli minerari esclusivi per la ricerca e la coltivazione di idrocarburi e lo stoccaggio di gas naturale

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È stato pubblicato l'aggiornamento al 30 giugno 2011 della Carta dei titoli minerari.
La Carta, allegata al Bollettino ufficiale per gli idrocarburi e le georisorse del 31 Luglio 2011, BUIG Anno LV - N.7, riporta l'ubicazione delle istanze e dei titoli minerari esclusivi per la ricerca e la coltivazione di idrocarburi e lo stoccaggio di gas naturale.

Si coglie l'occasione della pubblicazione dell'aggiornamento semestrale per illustrare brevemente la situazione delle attività di ricerca off-shore.

Nel mare italiano sono in esercizio oltre 100 piattaforme di produzione di cui 9 dedicate alla produzione di petrolio e tutte le altre utilizzate per il gas naturale. Questi impianti sono stati installati nei decenni passati e sono sottoposti ad intensa vigilanza da parte dello specifico organo tecnico del Ministero dello sviluppo economico (UNMIG) e delle altre autorità preposte anche per gli aspetti di carattere ambientale.
Le società operatrici per la produzione nell’offshore sono attualmente l’Eni (anche con le sue articolazioni societarie Enimed, Adriatica idrocarburi e Ionica gas) ed Edison, società che offrono nel loro insieme adeguate garanzie di capacità tecnica ed economica per la gestione degli impianti stessi.
Inoltre, secondo una tendenza in rapida evoluzione nel Mare Mediterraneo, dove molti paesi sia europei che frontisti stanno promuovendo programmi di ricerca per idrocarburi nell’offshore di competenza al fine di ampliare le proprie riserve strategiche, anche in Italia sono stati assegnati negli anni passati, previa specifica procedura di tutela ambientale, 24 permessi di ricerca in mare.
Di questi ne risultano operativi 12 in quanto gli altri non sono attivi a seguito di norme che hanno impedito le relative attività (interdizione per l’Alto Adriatico per verifiche sulla subsidenza, Legge 6 agosto 2008, n. 133, e per l’introduzione del limite delle 12 miglia di rispetto per le aree protette costiere, Decreto Legislativo 29 giugno 2010 n. 128).
Le società operatrici per la ricerca nell’offshore sono attualmente solo Eni, Shell Italia e Northern Petroleum, società UE quotata alla Borsa di Londra.
Circa le procedure di conferimento dei titoli minerari e per la gestione delle attività di ricerca e di produzione, si rammenta che lo standard italiano è in linea con quelli degli altri partner europei, sia per gli aspetti minerari che ambientali, ed il livello di attenzione sulla sicurezza delle operazioni, in particolare per l’offshore, è stato recentemente implementato con disposizioni regolamentari del Ministero dello sviluppo economico (Decreto Ministeriale 4 marzo 2011), nelle more dell’emanazione di specifiche modifiche normative allo studio da parte della Commissione UE.
Infine, le numerose istanze per nuovi permessi di ricerca nell’offshore (circa 50), di cui una parte rilevante (circa il 50%) è stata interessata dai divieti introdotti con recenti norme di carattere ambientale (Decreto Legislativo 29 giugno 2010 n. 128) e pertanto non risultano più assegnabili, potranno risultare operativi solo a completamento di un articolato procedimento amministrativo che verificherà il possesso da parte delle società di tutti i requisiti tecnico-economici e della compatibilità ambientale del programma dei lavori proposto.