Infortuni
Anno 2013
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Nell’ambito delle attività di ricerca, coltivazione e stoccaggio di idrocarburi (ad esclusione della Sicilia onshore), nel 2013 si sono verificati, in totale, 16 infortuni . Il dato 2013 indica una netta riduzione (-55%) rispetto all’anno precedente. Non si sono verificati infortuni mortali.
Dei 16 infortuni considerati, 12 si sono verificati nello svolgersi di attività O&G, i restanti 4, avvenuti nell’ambito di concessioni/permessi e quindi opportunamente denunciati agli Uffici UNMIG, non sono specifici delle attività O&G, ma si sono verificati in area mineraria o nel percorso casa-lavoro. Di seguito si riportano le circostanze dei 4 infortuni: “l’infortunata, mentre sollevava un secchio d'acqua per effettuare pulizie, accusava forte dolore alla schiena”, “l’infortunato, durante uno spostamento mediante auto aziendale, si scontrava quasi frontalmente con un auto proveniente dal senso di marcia opposto”, ”l’infortunato muovendosi a piedi in attesa dell'arrivo dei Vibro cadeva accidentalmente sul terreno urtando con la mano destra”, ” l’infortunato, tornato a casa dal lavoro, uscendo dalla propria autovettura si procurava una lesione al ginocchio destro”.
Dei 16 infortuni, il 31 % è classificato di entità grave (con prognosi superiore a 30 giorni) e il 69 % non grave.

LieviGraviTotaleTotale
(solo attività O&G)
Terra4263
Mare73109
Totale1151612

Nelle attività offshore si sono registrati 10 infortuni. Nelle attività a terra il numero d’infortuni è pari a 6, dei quali 3 sono avvenuti nell’ambito dei siti di stoccaggio e non sono strettamente correlati alle attività O&G.
Considerando il numero totale di infortuni denunciati (pari a 16) ed il numero totale di ore lavorate, (pari a 9.638.033), nel 2013 è stato registrato un LTIF (Lost Time Injury Frequency) uguale a 1,66. Si mette in evidenza la significativa riduzione (-58%) del valore dell’indicatore rispetto al dato UNMIG 2012 (LTIF 2012 uguale a 3,93 pari a 36 infortuni per 9.159.503 ore lavorate).

Altri utili elementi di paragone vengono dalle statistiche internazionali sugli infortuni nel settore O&G elaborate da OGP (International Oil & Gas Producers Association). L’OGP ha calcolato per il 2012 un LTIF su scala mondiale pari a 0,48 , un LTIF su scala europea pari a 0,91 e un LTIF per l’Italia di 1,55. Si consideri tuttavia che il confronto tra i dati UNMIG e OGP deve essere effettuato tenendo conto che, ai fini del consolidamento dati OGP, alcune tipologie di infortuni – considerate dalla normativa italiana - non sono invece incluse nelle statistiche OGP (es. avvenuti nell’ambito della preparazione di cibo per consumo personale o conseguenti ad attività svolte fuori dall’orario di lavoro).
Oltre al LTIF, gli indicatori storici per la valutazione degli infortuni nelle attività energetico-minerarie sono il numero d’infortuni occorsi in produzione per milione di TEP prodotto ed il numero d’infortuni occorsi in perforazione per metro perforato. Entrambi gli indici evidenziano miglioramenti rispetto al 2012 come indicato nella tabella a seguire.

PERFORAZIONE199520092010201120122013
Metri perforati137.56580.52156.64055.81051.47645.335
Incidenti Occorsi121241213194
Indice aggregato 1
[incidenti/m. perforati]
8,80 E-042,98 E-042,12 E-042,33 E-043,69 E-040,88 E-04
Variazione indice
rispetto all'anno 1995
-66%-76%-74%-58%-90%

PRODUZIONE199520092010201120122013
Gas [miliardi di Smc]20,47,97,98,38,57,7
Petrolio [milioni di tonn]5,24,55,15,35,45,4
Totale [milioni di tep ] 21,510,8211,411,9412,211,6
Incidenti occorsi125273515152
Indice aggregato 2
[incidenti/milioni di tep]
5,812,503,061,261,230,17
Variazione indice
rispetto all'anno 1995
-57%-47%-78%-79%-97%

È opportuno precisare che, per la determinazione dei due indici, per il 2013 sono stati presi in considerazione solo gli infortuni accaduti rispettivamente nelle operazioni di perforazione e produzione, nel corso dell’attività, riportate nella successiva tabella. L’approccio si differenzia rispetto a quanto fatto in anni precedenti quando nelle due categorie confluivano anche gli infortuni che, pur non prettamente collegati alle attività in oggetto, si verificavano nei siti di produzione o perforazione. L’esclusione delle operazioni “non proprie”, pur conteggiate nel LTIF, rafforza l’efficacia degli indici nel monitoraggio, evidenziando eventuali criticità presenti nelle due attività chiave del settore. Nella comparazione con i valori degli indici degli anni passati bisogna quindi tenere in opportuna considerazione la modifica metodologica apportata.
Nella tabella a seguire si riporta la classificazione degli incidenti distinti per attività.

Infortuni Anno 2013 - Classificazione infortuni per attività.
LieviGraviTotale
Condotte101
Impianti000
Installazioni101
Perforazione224
Produzione202
Immersioni000
Prospezione geofisica112
Imbarcazioni/elicotteri000
Altre attività426
Totale11516
Si evidenzia come, a meno della voce “altre attività”, il maggior numero d’infortuni si concentra nella categoria “perforazione”.
Nella seguente tabella è indicata la classificazione degli infortuni secondo la causa determinante.

Infortuni Anno 2013 - Classificazione infortuni per causa.
LieviGraviTotale
Scivolamenti o cadute426
Cadute oggetti000
Macchinari 314
Manipolazione oggetti202
Incendi o esplosioni000
Elettricità101
Sostanze pericolose000
Radiazioni ionizzanti000
Eruzioni incontrollate000
Altre123
Totale11516

Si rileva come scivolamenti e cadute costituiscano la causa maggiore d’infortuni. In relazione agli infortuni legati all’uso dei macchinari due sono accaduti durante l’utilizzo di sistemi di sollevamento e due nell’utilizzo di utensili (mole).
In conclusione nel 2013 viene confermata la tendenza alla riduzione degli infortuni sul lavoro nel settore energetico – minerario già sottolineato per gli anni precedenti. Tutti gli indicatori 2013 (LTIF, incidenti in perforazione per metro perforato, incidenti in produzione per milione di TEP) riflettono il decremento. L’attività con maggior numero d’incidenti è quella di perforazione. Le principali cause di incidente sono gli scivolamenti, le cadute e l’utilizzo dei macchinari, che rappresentano gli ambiti d’intervento nei quali agire per ulteriori miglioramenti delle performance di sicurezza.