Infortuni
Anno 2015
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Ricerca, coltivazione e stoccaggio d’idrocarburi - Italia

Durante il 2015, nell’ambito delle attività di ricerca, coltivazione e stoccaggio d’idrocarburi (ad esclusione della Sicilia onshore), si sono verificati in totale 12 infortuni. Di questi, 7 sono stati di grave entità, 5 di entità lieve (Tabella 3).

Lievi Gravi Totale
Terra257
Mare325
Totale5712
Tabella 3 - Infortuni 2015.
Distribuzione tra attività a terra e in mare.

Tra i gravi infortuni (così classificati in base al criterio di prognosi superiore a 30 giorni) si è registrato un infortunio fatale, occorso a un dipendente di una compagnia di servizi incaricata di operazioni di manutenzione a bordo di una unità navale galleggiante a servizio di un giacimento offshore. Il dipendente è deceduto nell’urto cadendo attraverso un foro di alleggerimento mentre si spostava all’interno del gavone di prora. La Sezione UNMIG competente ha completato l’inchiesta e relazionato alla Procura della Repubblica di Ragusa.
Nel 2015 si è registrata una riduzione del numero degli infortuni in misura pari al 40% rispetto all’anno precedente.
Oltre la metà (il 58%) degli infortuni totali è stata registrata nelle attività in terraferma; tra questi 2, entrambi gravi, sono avvenuti nell’ambito dei siti di stoccaggio. Il restante 42% si è verificato nelle attività offshore.
Gli infortuni denunciati sono tutti accaduti nello svolgimento di attività Oil&Gas ad eccezione di un infortunio lieve (si tratta di una cameriera in servizio presso un impianto offshore, che, nel chiudere la porta uscendo dalla cambusa, subiva un trauma contusivo schiacciandosi un dito della mano) che, pur se non strettamente correlabile ad operazioni Oil & Gas, è stato opportunamente denunciato agli Uffici UNMIG in quanto avvenuto all’interno di una concessione mineraria.
Considerando il numero totale di infortuni denunciati (pari a 12) ed il numero totale di ore lavorate (pari a 12.983.637), nel 2015 è stato registrato un LTIF - Lost Time Injury Frequency uguale a 0,92.
Questo dato conferma la tendenza alla riduzione dell’indice negli ultimi anni, con un decremento del 77% rispetto al valore più alto registrato negli ultimi cinque anni (Grafico 1) e con una marcata variazione rispetto al 2014 (-40%).


Grafico 1 - Storico LTIF 2011-2015

Oltre al LTIF, gli indicatori storici per la valutazione degli infortuni nelle attività energetico-minerarie sono il numero di infortuni occorsi in perforazione per metro perforato (Indice 1) e il numero di infortuni occorsi in produzione per milione di TEP prodotto (Indice 2). Nessun infortunio è avvenuto durante le attività di perforazione mentre si registra un infortunio in più rispetto all’anno precedente nelle attività di produzione.
Dal 2013 è stata introdotta una modifica metodologica per la determinazione dei due indici che è necessario tenere in opportuna considerazione per confrontare correttamente il dato 2015 rispetto alla serie storica (Tabelle 4 e 5) ed in particolare al dato di riferimento dell’anno 1995 (anno antecedente all’entrata in vigore del D. Lgs. 624/96). Osservando i dati, si evidenzia come, nel corso degli ultimi 20 anni, si sia registrata una notevole riduzione dell’occorrenza degli infortuni e di tutti gli indici collegati.

PERFORAZIONE19952010201320142015
Metri perforati137.56556.64046.36522.39123.745
Incidenti registrati12112460
Indice aggregato 1
[incidenti/m. perforati]
8,80 E-042,12 E-040,86 E-042,68 E-040
Tabella 4 - Infortuni 2015. Storico dell’indice 1 (incidenti/metri perforati).
Riferimenti a 1(2014), 2 (2013), 5 (2010) e 20 (1995) anni.

PRODUZIONE19952010201320142015
Gas [miliardi di Sm3]20,407,97,717,286,88
Petrolio [milioni di tonn]5,205,105,485,755,46
Totale [milioni di tep ] 21,5211,4211,6511,5710,96
Incidenti registrati12535234
Indice aggregato 2
[incidenti/milioni di tep]
5,813,060,170,260,37
Tabella 5 - Infortuni 2015. Storico dell’indice 2 (incidenti/milioni TEP prodotto).
Riferimenti a 1(2014), 2(2013), 5(2010) e 20(1995) anni.

In particolare, la classificazione degli incidenti per tipo di attività (Tabella 6) evidenzia come, a meno della voce “altre attività”, il maggior numero d’infortuni nel 2015 si sia concentrato nelle categorie “impianti” e “produzione”.
“Scivolamenti” e “cadute” (Tabella 7) rimangono tra le principali cause degli infortuni con un aumento delle conseguenze gravi rispetto all’anno precedente. Anche l’uso dei macchinari va tenuto in considerazione tra le cause d’infortuni, pur se in misura minore rispetto al 2014.

LieviGraviTotale
Condotte000
Impianti224
Installazioni101
Perforazione000
Produzione444
Immersioni000
Prospezione geofisica000
Imbarcazioni/elicotteri000
Altre attività033
Totale5712
Tabella 6 - Infortuni 2015. Classificazione infortuni per attività.

LieviGraviTotale
Scivolamenti o cadute167
Cadute oggetti000
Macchinari 213
Manipolazione oggetti000
Incendi o esplosioni000
Elettricità000
Sostanze pericolose000
Radiazioni ionizzanti000
Eruzioni incontrollate000
Altre202
Totale5712
Tabella 7 - Infortuni 2015. Classificazione infortuni per causa.


Analisi comparativa

È possibile eseguire un’analisi comparativa delle perfomance di sicurezza delle attività di ricerca, coltivazione e stoccaggio di idrocarburi in Italia, confrontando il relativo valore dell’indice LTIF sia con quello calcolato per altri settori produttivi in Italia, sia con quello relativo alle stesse attività svolte in altri Paesi europei.
Utilizzando come fonte la banca dati statistica dell’INAIL, sono state estratte le informazioni relative agli infortuni indennizzati avvenuti in Italia nel 2014 (dato di più recente pubblicazione sul sito dell’ente alla data di redazione di questa relazione). Conformemente alla prassi INAIL , gli eventi in itinere sono esclusi dal calcolo dell’indice di frequenza degli infortuni che ora viene rinominato LTIF*: i risultati ottenuti, rappresentati in questo paragrafo, mostrano come il settore dell’upstream italiano abbia performance di sicurezza sul luogo del lavoro sensibilmente migliori rispetto all’insieme di tutti i settori italiani dell’industria e servizi (Tabella 9). Il settore ha inoltre il più basso indice di frequenza infortunistica nella macro-area delle risorse minerarie.

Alcuni settori produttiviLTIF 2014
ATTIVITA’ UPSTREAM IDROCARBURI E RELATIVI SERVIZI DI SUPPORTO5,56
Fornitura energia elettrica, gas, vapore e aria condizionata3,59
Estrazione di minerali (in genere, idrocarcurburi compresi)4,71
Commercio ingrosso e dettaglio; riparazione autoveicoli motocicli 7,15
Attività Manifatturiere9,01
Costruzioni 10,83
Attività dei servizi di alloggio e di ristorazione10,93
Insieme Settori Industria e Servizi9
Tabella 9 - Comparazione LTIf* 2014 tra settore UPSTREAM e alcuni settori produttivi.
Fonte “banca dati statistica prevenzionale” INAIL - elaborazione DGS-UNMIG.

Non essendo presenti sul sito INAIL le informazioni sulle ore lavorate che sono necessarie per la definizione dei valori del LTIF* dei differenti settori economici, tali informazioni sono state ricavate a partire dai dati disponibili relativi al numero dei lavoratori, ipotizzando una media di 2.000 ore lavorate all’anno per ogni addetto
La frequenza degli infortuni per il settore upstream è stata calcolata considerando congiuntamente i dati INAIL per i settori ATECO denominati “Estrazione di petrolio greggio e di gas naturale” e “Attività di supporto all’estrazione di petrolio e di gas naturale”:

LTIF(INAIL/UPSTREAM)*2014=0,56

Per poter estendere l’analisi comparativa ai dati raccolti da UNMIG, è necessario escludere gli infortuni in itinere e definire i valori dell’indice di frequenza LTIF*(UNMIG), ottenendo i seguenti risultati:

LTIF(UNMIG)*2014= 1,47
LTIF(UNMIG)*2015= 0,92

Si noti la differenza tra LTIF(UNMIG)*2014 e LTIF(INAIL/UPSTREAM)*2014: essa è dovuta al fatto che i dati UNMIG si riferiscono ai soli lavoratori del settore che operano all’interno di aree di pertinenza mineraria ovvero quelle maggiormente sensibili per la sicurezza. Essendo il primo valore maggiore del secondo, si otterranno dei risultati più conservativi dall’analisi comparativa utilizzando l’indice UNMIG in luogo dell’indice INAIL e la stessa considerazione si può ragionevolmente estendere al 2015.

Rappresentando in forma grafica i risultati del confronto tra settori (Grafico 2), si può osservare come le attività controllate dalla DGS UNMIG abbiano performance di sicurezza tra le più alte nel panorama delle attività produttive nazionali, con poco più di un infortunio ogni milione di ore lavorate (media dati UNMIG 2014-2015) rispetto ai quasi 9 infortuni ogni milione di ore lavorate (dato INAIL 2014) dell’insieme di tutti i settori italiani dell’industria e dei servizi.


Grafico 2 - Estratto confronto LTIf 2014/15 tra attività controllate da UNMIG e altri settori produttivi
LTIF = numero d’infortuni indennizzati (ad esclusione eventi in itinere) per milione di ore lavorate.

Inoltre, le attività controllate dall’UNMIG hanno valori di frequenza d’infortuni sensibilmente inferiori rispetto alle altre attività estrattive controllate da altre Amministrazioni (Tabella 10).

Settore attività economicaLTIF 2014LTIF 2015Fonte dati
Attività controllate da UNMIG
(ricerca, coltivazione, stoccaggio idrocarburi)
1,470,92DGS-UNMIG
Servizi di supporto all’estrazione 2,01in attesa di pubblicazioneINAIL
Altre attività di estrazione di minerali da cave e miniere
(prodotti per l’edilizia, industria chimica o altri grezzi)
11,47in attesa di pubblicazioneINAIL
Estrazione di carbone (esclusa torba) 24,95in attesa di pubblicazioneINAIL
Estrazione di minerali metalliferi25,77in attesa di pubblicazioneINAIL
Tabella 10 - Comparazione LTIf 2014/15 tra attività controllate da UNMIG e da altre Amministrazioni.
LTIf = numero d’infortuni indennizzati (ad esclusione eventi in itinere) per milione di ore lavorate. Fonte citata in tabella; elaborazione: DGS-UNMIG

È possibile infine confrontare gli indici infortunistici del settore upstream nazionale con i dati relativi al Regno Unito e alla Norvegia.
Le fonti di riferimento sono il sito web della norvegese PSA - Petroleum Safety Authority (in particolare la pubblicazione “Trends in risk level in the Norwegian petroleum activity summary report –2014” con integrazioni ricavate dalla più estesa versione in norvegese) e il report “Annual offshore statistics & regulatory activity - 2014/2015” della HSE - Health and Safety Executive del Regno Unito.
L’analisi si riferisce ai dati infortunistici disponibili di più recente pubblicazione al momento della redazione di questa relazione. Si segnala che l’HSE pubblica i dati degli infortuni aggregandoli da aprile a marzo mentre la PSA e la DGS UNMIG hanno come riferimento l’anno solare.
Nelle sole attività di ricerca e coltivazione d’idrocarburi (escludendo lo stoccaggio del gas) si sono verificati:

Non considerando i dati relativi agli infortuni avvenuti fuori dall’orario di lavoro e normalizzando rispetto alle ore lavorate, si avrebbe per la Norvegia un LTIF pari a 6,7, per il Regno Unito un LTIF pari a 2,1, per l’Italia un LTIF pari a 1,3 nel 2014, sceso a 0,9 nel 2015. Un confronto diretto di questi risultati tuttavia è scarsamente significativo viste le modalità profondamente diverse con le quali i dati infortunistici sono raccolti e classificati: basti pensare che l’HSE pubblica solo i dati degli infortuni con assenza superiore a sette giorni, per le statistiche domestiche la soglia è fissata a tre giorni mentre in Norvegia è statisticamente rilevante ogni infortunio che comporta l’assenza dal turno lavorativo. È possibile ridurre i fattori di disomogeneità se si procede al raffronto degli infortuni seri e degli eventi fatali.
La comparazione della frequenza di accadimento degli infortuni seri , attraverso l’indice LTIF (numero d’infortuni seri per milione di ore lavorate), mostra come le performance di sicurezza dell’upstream italiano siano in linea con quelle dei principali Paesi produttori europei (Tabella 11). Nella Tabella 12 la comparazione della frequenza di accadimento degli infortuni fatali.

Infortuni seri in operazioni upstream
(Ricerca e coltivazione di idrocarburi)
PaeseLTIF
infortuni seri
Periodo di riferimento
secondo dati infortunistici
disponibili di più recente pubblicazione
Fonte dati
Regno Unito0,2404/2014 - 03/2015Annual Offshore Statistics
& Regulatory Activity Report 2014/2015
Italia0,392014DGS-UNMIG
Italia0,452015DGS-UNMIG
Norvegia0,532014Trends in risk level in the norwegian
petroleum activity - summary report 2014
Petroleum Safety Authority
Tabella 11- Comparazione tra i principali Paesi in Europa con tradizione petrolifera.
LTIf = numero d’infortuni seri in UPSTREAM per milione di ore lavorate.
Fonte citata in tabella; elaborazione: DGS-UNMIG

Infortuni fatali negli ultimi 5 anni in operazioni upstream
(Ricerca e coltivazione di idrocarburi)
Paese
minerario
EventiPeriodo di riferimento
secondo dati infortunistici
disponibili di più recente pubblicazione
Fonte dati
Norvegia1
(ultimo evento 2015)
2011-2015Trends in risk level in the norwegian
petroleum activity summary report 2014
+ Sito Web Petroleum Safety Authority
Italia1
(ultimo evento 2015)
2011-2015Rapporti annuali DGS-UNMIG
Regno Unito4
(ultimo evento 2014-15)
04/2010 - 03/2015Annual Offshore Statistics
& Regulatory Activity Report 2014/2015
Tabella 12 - Comparazione tra i principali Paesi in Europa con tradizione petrolifera.
Eventi fatali in UPSTREAM
Fonte citata in tabella; elaborazione: DGS-UNMIG

Conclusioni

Nel 2015 si è registrata una importante riduzione del numero degli infortuni rispetto all’anno precedente, ricollegabile alla riduzione degli incidenti lievi. Scivolamenti e cadute costituiscono gli eventi sui quali occorre focalizzare gli interventi, con l’obiettivo di limitare il numero degli incidenti gravi e l’entità delle loro conseguenze.
Nel 2015 la maggiore frequenza degli infortuni si è verificata nello svolgimento delle attività sugli impianti e nelle operazioni di produzione. Nelle attività di perforazione nessun infortunio è stato registrato a fronte di una lieve variazione positiva dei metri perforati rispetto al 2014, quando avvennero 6 infortuni.
La tendenza alla riduzione del valore del LTIF è stata confermata nel 2015 con un leggero aumento del LTIF relativo agli infortuni gravi. La stima della frequenza degli infortuni nelle operazioni di ricerca, coltivazione e stoccaggio di idrocarburi in Italia evidenzia come le performance generali di sicurezza sul lavoro nelle attività controllate dalla DGS UNMIG rimangono alte anche nel 2015, in linea con quelle dei Paesi a grande tradizione mineraria quali Norvegia e Regno Unito, e con risultati nettamente superiori sia a quelli degli analoghi settori controllati da altre Amministrazioni sia a quelli di altri settori merceologici.


Rapporti degli anni precedenti

Anno 2014
Anno 2013
Anno 2012