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19 Dicembre 2018

Zone marine aperte alla ricerca e coltivazione di idrocarburi

Di seguito è riportata una descrizione delle zone marine con riferimenti normativi ed accordi internazionali. Informazioni dettagliate sono disponibili nel Supplemento al BUIG Anno LVII n.2 IL MARE (aggiornato al 28 febbraio 2013).



Zone marine aperte alla presentazione di nuove istanze


I titoli minerari per la ricerca e la coltivazione di idrocarburi in mare, vengono conferiti dal Ministero dello sviluppo economico in aree della piattaforma continentale italiana istituite con leggi e decreti ministeriali, denominate "Zone marine" e identificate con lettere dell’alfabeto.
Finora sono state aperte, con la Legge 21 luglio 1967, n. 613, le Zone A, B, C, D e E, e, con decreto ministeriale, le Zone F e G.

Negli ultimi anni sono state introdotte, ai fini della salvaguardia delle coste e della tutela ambientale, ulteriori limitazioni alle aree dove possono essere svolte nuove attività minerarie.

In particolare il Decreto Legislativo 3 aprile 2006 n. 152, “Norme in materia ambientale” definisce le aree in cui sono vietate le nuove attività di ricerca, di prospezione e di coltivazione di idrocarburi liquidi e gassosi in mare (art. 6, comma 17). Il divieto è stabilito nelle zone di mare poste entro dodici miglia dalle linee di costa lungo l'intero perimetro costiero nazionale e dal perimetro esterno delle aree marine e costiere protette.
Altre limitazioni sono poste dall’articolo 4 della Legge 9 gennaio 1991, n. 9 (divieto nelle acque del Golfo di Napoli, del Golfo di Salerno e delle Isole Egadi e nelle acque del Golfo di Venezia, nel tratto di mare compreso tra il parallelo passante per la foce del fiume Tagliamento e il parallelo passante per la foce del ramo di Goro del fiume Po).

Le modifiche normative introdotte nel corso degli anni hanno di fatto ridotto le aree in cui è possibile presentare nuove istanze per il conferimento di titoli minerari.

Al fine di meglio definire le aree in cui è possibile effettuare nuove attività di ricerca di idrocarburi con il recente Decreto Ministeriale 9 agosto 2013 si è proceduto ad una rimodulazione della zona “E” e ad una ricognizione delle zone marine aperte alla presentazione di nuove istanze.

Schede tecniche

Nelle schede tecniche è riportata la descrizione delle singole zone marine:

  • Mappe delle aree come istituite e di quelle rimodulate per la presentazione di nuove istanze
  • Elenco dei vertici, descrittivi o coordinate geografiche, che delimitano tali aree
  • Riferimenti normativi della loro istituzione e modifica
  • Accordi internazionali

 

 

19 Dicembre 2018

Titoli minerari e impianti

Informazioni più dettagliate sono disponibili nel numero speciale del BUIG dedicato alle attività offshore IL MARE.

Carte dei titoli minerari

Situazione al 30 aprile 2018

Piemonte
Lombardia
Veneto
Emilia Romagna
Toscana
Marche
Lazio
Abruzzo
Molise
Campania
Puglia
Basilicata
Calabria
Sicilia
Zona A
Zona B
Zona C
Zona D
Zona F
Zona G

Carte degli impianti

Situazione al 31 dicembre 2017

Piemonte
Lombardia
Veneto
Emilia Romagna
Marche
Lazio
Abruzzo
Molise
Puglia
Basilicata
Calabria
Sicilia
Zona A
Zona B
Zona C
Zona D
Zona F
Zona G


Carta dei titoli minerari vigenti e degli impianti

Tramite i seguenti collegamenti è possibile eseguire il dowload dei poligoni dei titoli minerari in formato KML
Aggiornamento: 30 dicembre 2018

  1. Permessi di ricerca
  2. Concessioni di coltivazione
  3. Concessioni di stoccaggio

 

Titoli minerari geotermici

L' elenco dei titoli minerari per la ricerca e la coltivazione di risorse geotermiche è in corso di aggiornamento nell’ambito del Tavolo tecnico sulla geotermia, costituito con le regioni interessate, per dell'aggiornamento dell'Inventario delle risorse geotermiche nazionali secondo quanto previsto dall'articolo 2 del Decreto Legislativo 11 febbraio 2010, n.22.
Dati al 30 aprile 2016

Toscana e Umbria
Lazio
Campania
Sicilia
Sardegna
Lombardia, Veneto e Emilia Romagna

 

19 Dicembre 2018

Cartografia

La Cartografia della DGS UNMIG nasce dalla cartografia mineraria, le cui attività iniziano già alla fine degli anni cinquanta con l’istituzione dell’Ufficio minerario degli idrocarburi e le georisorse, con lo scopo di georeferenziare e localizzare le aree interessate dalle attività minerarie, i relativi impianti (pozzi, centrali, piattaforme) e i giacimenti e con la produzione della Carta d’Italia dei titoli minerari e di altre carte tematiche relativamente alle attività di esplorazione, ricerca e coltivazione di idrocarburi in mare in terra.

Con il progressivo sviluppo del sistema informativo della Direzione generale e l’avvento di sistemi GIS, tutto il settore della Cartografia ha ampliato e valorizzato le proprie competenze, divenendo un vero e proprio GEO database le cui informazioni vengono aggiornate mensilmente contestualmente alla pubblicazione nel BUIG e nel sito web di provvedimenti emanati e/o di istanze pervenute alla DGS UNMIG ed alla DGSAIE, ed anche a seguito di altre procedure tecnico-amministrative autorizzate con pareri e nulla osta delle Sezioni UNMIG ed in collegamento con le richieste e i provvedimenti emanati dalla DGSAIE.

Attraverso la georeferenziazione di elementi di interesse, quali aree di titoli minerari, aree richieste per nuove attività, pozzi in terra e in mare, piattaforme marine, aree protette, aree di divieto, limiti regionali, provinciali e comunali, ecc., la cartografia digitale supporta i processi tecnico-amministrativi di competenza e rende possibile una pianificazione del territorio e dello spazio marino completa di tutte le informazioni geografiche attinenti. Consente l’individuazione di specifiche aree per l’apertura di nuove zone marine o la rimodulazione di quelle già aperte, una ricognizione puntuale degli impianti in terra e in mare, l’individuazione degli enti locali il cui territorio può essere interessato da attività minerarie, l’individuazione di eventuali interferenze con aree vietate.

Con l’ampliamento delle competenze della Direzione generale e le trasformazioni degli ultimi anni, il ruolo della cartografia è divenuto, pertanto, sempre più strategico, non solo nella produzione di carte - che a tutt’oggi prosegue, si amplia e si diversifica - ma anche nella pianificazione e programmazione delle attività, nella gestione sostenibile dello spazio marittimo e dei territori, nelle strategie rivolte ad una maggiore sicurezza nelle operazioni, ad una migliore comunicazione con gli stakeholder, alla valorizzazione di politiche di open data.

Le principali attività della Cartografia:

  • Implementazione e aggiornamento dei dati conoscitivi tramite l’acquisizione di coordinate geografiche, shape file, dati socio-economici-amministrativi, forniti dagli uffici DGS UNMIG, DGSAIE e da altri enti quali MATTM, ISPRA, MAECI, MIT, IIM, Regioni, ISTAT, ecc.
  • Produzione di carte tematiche relative ai titoli minerari, agli impianti, ai giacimenti, per pubblicazioni diverse e per usi interni alle due Direzioni generali.
  • Attività di overlaying, analisi dei dati, realizzazione di studi e ricognizioni, finalizzati anche ad interventi sulle zone marine, la cui superficie complessivamente aperta alle nuove attività è stata ridotta nel 2013 di circa il 45%, e sulle aree dei titoli minerari, intervento che, in un’ottica di sempre maggiore sostenibilità degli spazi marini, ha portato negli ultimi cinque anni alla riduzione di circa il 12% della superficie interessata da concessioni di coltivazione in mare.
  • Attività a supporto del lavoro di decomissioning di piattaforme marine, di revisioni normative, di confronto con attività di altri Paesi del Mediterraneo, in collaborazione con il MAECI e con l’IIM.
  • Proseguono le diverse procedure tecnico-cartografiche finalizzate alla predisposizione del Piano per la Transizione Energetica Sostenibile delle Aree Idonee (PiTESAI), alla realizzazione di studi e mappe, all’individuazione dei criteri e analisi di fattibilità.
  • Partecipazione a Tavoli tecnici e Gruppi di lavoro quali “CARTA MARINA”, “COMITATO TECNICO PER L’ELABORAZIONE DEI PIANI DI GESTIONE DELLO SPAZIO MARITTIMO”, “TAVOLO TECNICO ITALIA/MALTA”, nei cui ambiti sono stati forniti supporti cartografici, dati conoscitivi e pareri.

19 Dicembre 2018

Valorizzazione del patrimonio minerario

Eventi

 

Musei e parchi minerari 

Dopo la stagione delle grandi dismissioni delle attività minerarie ottocentesche, avvenuta nella seconda parte del ‘900, è iniziata una nuova era: un processo complesso e variegato di patrimonializzazione che ha integrato il patrimonio minerario dismesso, i relativi beni archivistici, quelli storico-sociali delle comunità locali e paesaggi dei luoghi in cui per decenni, se non per secoli, sono stati interessati all’estrazione mineraria.
Il modelli generali di riferimento sono stati vari: dapprima musei di sito, poi ecomusei - basati su un forte coinvolgimento e cooperazione tra istituzioni e comunità locali - infine quelli di «parco» inteso nelle sue accezioni complesse, ma in cui è prevista una valorizzazione sia in termini di patrimonio culturale e naturale sia come luogo per lo sviluppo sceintifico-tecnologico, per l’education, e le attività turistico-ricreative.

Tra i primi parchi istituiti, alla fine degli anni ‘90, si annoverano i seguenti 6 anche se oggi se ne contano assai di più:

Nel 2000 è stata fondata la rete europea di riferimento, la European Geoparks Network.

Nel 2006 l’ISPRA - Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, custode del patrimonio mineralogico del Servizio Geologico d’Italia, ha avviato un progetto di studio nell’intento di conoscere, lo stato dell’arte delle aree minerarie dismesse in Italia con riguardo alla loro valorizzazione e musealizzazione.

Da questo lungo processo sono scaturiti, tra le varie, due risultati significativi:

  • nel 2009 è stata istituita la Giornata Nazionale dedicata alla memoria mineraria in stretta collaborazione con l’Associazione Italiana per il Patrimonio Archeologico ed Industriale (AIPAI), in sinergia con l’Associazione Nazionale Geologia & Turismo, con il patrocino dell’Associazione Nazionale Ingegneri Minerari (ANIM) e dell’Associazione Mineraria Italiana per l’industria mineraria e petrolifera (Assomineraria);
  • nel 2015, la Rete Nazionale dei Parchi e Musei Minerari Italiani (REMI), insieme ad altre istituzioni, tra cui il Ministero dello Sviluppo Economico (DGS-UNMIG), attraverso un protocollo siglato da 17 organizzazioni, tra cui 12 parchi o musei minerari italiani, un dato che ci fornisce la dimensione di un fenomeno in crescita.

 

19 Dicembre 2018

Nulla osta minerario per linee elettriche e impianti

Nulla osta dell’autorità mineraria ai sensi dell’articolo 120 del Regio Decreto 11 dicembre 1933, n. 1775
Procedura per la verifica della non interferenza con titoli minerari per la produzione di idrocarburi e lo stoccaggio di gas naturale di nuove linee elettriche di collegamento e relativi impianti.

La Direttiva Direttoriale 11 giugno 2012 ha previsto la semplificazione delle procedure per il rilascio del Nulla osta dell’autorità mineraria ai sensi dell’articolo 120 del Regio Decreto 11 dicembre 1933, n. 1775.
La direttiva prevede che il proponente la realizzazione di linee elettriche, sia da fonti rinnovabili che ordinarie, verifichi direttamente la sussistenza di interferenze con le aree delle concessioni vigenti utilizzando i dati disponibili nel sito del Ministero dello sviluppo economico. Nel caso non vengano rilevate interferenze con attività minerarie, il progettista può rilasciare una dichiarazione di non interferenza che equivale a pronuncia positiva da parte dell’amministrazione mineraria prevista dall’articolo 120 del Regio Decreto 11 dicembre 1933, n. 1775.

Per gli impianti integrati in una struttura esistente già connessa con la rete elettrica (ad esempio un impianto fotovoltaico da ubicare sul tetto di un fabbricato esistente già allacciato elettricamente) NON è richiesto il nulla osta.
La procedura semplificata è utilizzabile per la verifica di non interferenza con le concessioni di coltivazione di idrocarburi e di stoccaggio di gas naturale rilasciate dal Ministero dello sviluppo economico. Sono quindi escluse quelle relative alle Regioni a statuto autonomo, per le quali occorre fare riferimento ai competenti uffici regionali.

La verifica di non interferenza può essere effettuata utilizzando il WebGIS UNMIG oppure tramite i seguenti file in formato KML

  1. Permessi di ricerca di idrocarburi in formato KML
  2. Concessioni di coltivazione di idrocarburi in formato KML
  3. Concessioni di stoccaggio di gas naturale in formato KML


A seguito della verifica si può presentare uno dei seguenti casi.

  1. Il progetto non interferisce con nessun titolo minerario.
    Il nulla osta minerario può essere sostituito con una dichiarazione del progettista secondo il modello di seguito proposto.
    La dichiarazione del progettista di insussistenza di interferenze equivale a pronuncia positiva da parte dell’amministrazione mineraria prevista dall’articolo 120 del Regio Decreto 1775/1993.
    Modello di dichiarazione di non interferenza
  2. Il progetto interferisce con l'area di un titolo minerario ubicato in terraferma ma a seguito di specifico sopralluogo il proponente ha rilevato che le aree di interesse risultano prive di impianti minerari.
    Anche in questo caso il nulla osta minerario può essere sostituito con dichiarazione del progettista secondo il modello di seguito proposto.
    Inoltre è necessario inviare alla Sezione UNMIG territorialmente competente una dichiarazione sulla attuale insussistenza di interferenze, assumendo anche l’impegno di modificare l’ubicazione degli impianti, qualora all’atto dell’avvio dei lavori di realizzazione del progetto risultino in corso lavori minerari.
    La dichiarazione del progettista di insussistenza di interferenze, unitamente alla comunicazione alla sezione UNMIG, equivale a pronuncia positiva da parte dell’amministrazione mineraria prevista dall’articolo 120 del Regio Decreto 1775/1993.
    Modello di dichiarazione
    Modello di comunicazione alla Sezione UNMIG territorialmente competente
  3. Il progetto interferisce con l’area di un titolo minerario ubicato in mare
    In questo caso non essendo possibile rilevare con un sopralluogo che le aree di interesse siano prive di impianti è necessaria una valutazione tecnica del progetto da parte della Sezione UNMIG territorialmente competente.
    Nel caso la Sezione UNMIG comunichi che le aree di interesse risultano prive di impianti minerari il nulla osta minerario può essere sostituito con dichiarazione del progettista secondo il modello proposto al punto 2) opportunamente modificato con le indicazioni della Sezione UNMIG.
  4. Il progetto interferisce con l'area di un titolo minerario ed è stata rilevata la presenza di impianti minerari.
    In questo caso devono essere effettuare le necessarie modifiche progettuali da concordare con la Sezione UNMIG territorialmente competente.

Download dei modelli di dichiarazione in formato RTF

19 Dicembre 2018

Metanizzazione del mezzogiorno

 

 

QUI TESTO

 

 

19 Dicembre 2018

Materie prime

Il settore minerario trova le sue basi nel Regio Decreto 29 luglio 1927, n. 1443 recante “Norme di carattere legislativo per disciplinare la ricerca e la coltivazione delle miniere del Regno”, a tale norma di carattere generale, con il Decreto del Presidente della Repubblica 24 luglio 1977, n. 616 sono state trasferite alle Regioni le funzioni amministrative relative alle acque minerali e termali (art.61), attribuendo loro la ricerca, utilizzazione e vigilanza, nonché alle cave e torbiere (art.62).
Successivamente con l’articolo 33, 34 e 35 del Decreto Legislativo 31 marzo 1998, n. 112 - "Conferimento di funzioni e compiti amministrativi dello Stato alle regioni ed agli enti locali, in attuazione del capo I della Legge 15 marzo 1997, n. 59" – sono state trasferite alle Regioni anche le competenze relative all’attività estrattiva dei minerali solidi per cui risultano in capo alle regioni le competenze relative all’attività estrattiva in terraferma sia di miniera che di cava.

Lo stesso Dlgs 112/1998 elenca le competenze residue conservate allo Stato:

  1. la polizia mineraria per le risorse collocate in mare;
  2. l'approvazione di disciplinari tipo per gli aspetti di interesse statale;
  3. la determinazione dei limiti massimi dei diritti, canoni e contributi dovuti dai titolari dei permessi e delle concessioni, ove non siano stabiliti con legge;
  4. la ricerca mineraria, la promozione della ricerca mineraria all'estero, la raccolta e l'elaborazione dei dati relativi all'industria mineraria;
  5. la determinazione degli indirizzi della politica mineraria nazionale ed i relativi programmi;
  6. la dichiarazione di aree indiziate di minerale, sentite le regioni interessate;
  7. l'inventario delle risorse geotermiche;
  8. la definizione dei contenuti e della durata dei corsi per il diploma di cui all'articolo 27, comma 3, del Decreto del Presidente della Repubblica 9 aprile 1959, n. 128, come sostituito dall'articolo 20 del Decreto Legislativo 25 novembre 1996, n. 624;
  9. la determinazione dei limiti massimi delle tariffe da corrispondersi da parte dei richiedenti autorizzazioni, verifiche, collaudi, ove non siano stabiliti con legge;
  10. la determinazione dei requisiti generali dei progetti di riassetto ambientale che le regioni devono tenere presenti nei procedimenti per la concessione degli speciali contributi previsti dalla legislazione statale;
  11. la determinazione degli indirizzi per la raccolta dei dati in materia di sicurezza e salute dei lavoratori nel settore minerario;
  12. il riconoscimento dell'idoneità dei prodotti esplodenti e la tenuta del relativo elenco.

Nell’ambito delle proprie competenze, la Direzione Generale si propone come supporto ad eventuali esigenze regionali ed in questa prospettiva:

  • ha intrapreso un percorso di collaborazione istituzionale tra lo Stato e alcune Regioni mediante la stipula di appositi protocolli d’intesa;
  • ha fornito collaborazione tecnica su alcuni aspetti specifici alle Regioni;
  • ha coinvolto all’occorrenza per determinate tematiche la Commissione CIRM;
  • in sinergia con la Direzione Generale per la qualità della vita del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, ha istituito un "tavolo tecnico per le specifiche problematiche derivanti dall’applicazione del Decreto Legislativo 30 maggio 2008, n. 117 sulla gestione dei rifiuti delle attività estrattive".

Queste prime attività svolte hanno condotto all’elaborazione di alcuni pareri e determinazioni che potrete trovare in questa sezione.
Si sottolinea che i pareri espressi dal Gruppo di lavoro tra MSE – MATTM sul Decreto Legislativo 30 maggio 2008, n. 117 e dal Comitato di indirizzo del protocollo d’intesa tra la Direzione e la Regione Calabria, rappresentano un supporto tecnico in quanto la decisione sulla corretta interpretazione degli argomenti trattati nello specifico contesto nazionale o regionale, può essere presa esclusivamente dagli organi istituzionali a seguito di una valutazione complessiva della questione anche in considerazione di aspetti strategici e programmatici nazionali o regionali, quali ad esempio:

  • sicurezza degli approvvigionamenti di materie prime sia in un contesto nazionale che in ambito regionale.
  • raggiungimento degli obiettivi di riciclaggio dei materiali da costruzione (art. 181 Decreto Legislativo 3 aprile 2006 n. 152, comma 1 lettera b);
  • contrasto ad attività illecite di smaltimento rifiuti che comportano compromissione all’ambiente.

 


Riferimenti normativi

  1. Regio Decreto 29 luglio 1927, n. 1443
    Norme di carattere legislativo per disciplinare la ricerca e la coltivazione delle miniere nel Regno.
  2. Decreto del Presidente della Repubblica 9 aprile 1959, n. 128
    Norme di polizia delle miniere e delle cave.
  3. Decreto del Presidente della Repubblica 24 luglio 1977, n. 616
    Attuazione della, delega di cui all'art. 1 della legge 22 luglio 1975, n. 382.
  4. Decreto Legislativo 25 novembre 1996, n. 624
    Attuazione della direttiva 92/91/CEE relativa alla sicurezza e salute dei lavoratori nelle industrie estrattive per trivellazione e della direttiva 92/104/CEE relativa alla sicurezza e salute dei lavoratori nelle industrie estrattive a cielo aperto o sotterranee.
  5. Decreto Legislativo 31 marzo 1998, n. 112
    Conferimento di funzioni e compiti amministrativi dello Stato alle regioni ed agli enti locali, in attuazione del capo I della legge 15 marzo 1997, n. 59
  6. Decreto Legislativo 3 aprile 2006 n. 152
    Norme in materia ambientale.
  7. Decreto Legislativo 30 maggio 2008, n. 117
    Attuazione della direttiva 2006/21/CE relativa alla gestione dei rifiuti delle industrie estrattive e che modifica la direttiva 2004/35/CE.

19 Dicembre 2018

Laboratorio materie prime

Per la prima volta una partnership vede insieme Istituzioni, Università, Associazioni d’impresa e di Professionisti per uno sviluppo sostenibile del comparto estrattivo.


Il Laboratorio Materie Prime nato per iniziativa di ANIM – Associazione Nazionale Ingegneri Minerari, ASSOMINERARIA – Associazione Mineraria Italiana per l'Industria Mineraria e Petrolifera, AITEC – Associazione Italiana Tecnico Economica Cemento, CRIET – Centro di Ricerca Interuniversitario in Economia del Territorio, GEAM – Associazione Georisorse e Ambiente e del Dipartimento per l’Energia, Direzione Generale per le Risorse Minerarie ed Energetiche del Ministero dello Sviluppo Economico, ha come obiettivo di incentivare le attività di ricerca per lo sviluppo sostenibile nel comparto estrattivo al fine di valorizzare la risorsa mineraria per la crescita sociale ed economica dei territori.
L’Unione Europea considera l’attività estrattiva rilevante per lo sviluppo economico dei paesi membri: solo chi potrà assicurare gli approvvigionamenti di materie prime strategiche potrà consentire la crescita sia tecnologica che tecnica della propria industria.


Nel corso della presentazione, avvenuta a Roma il 5 aprile 2011 presso la sede del Ministero, sono state evidenziate le finalità e i primi obiettivi per la community mineraria, in particolare proporre soluzioni in grado di migliorare le attività estrattive in un’ottica di sviluppo sostenibile, cooperare con l’iniziativa “Raw Materials Initiative” dell’Unione Europea, raccogliere dati sulla produzione del settore estrattivo, identificare minerali strategici e critici per la sicurezza degli approvvigionamenti di materie prime.


A tal fine è stato attivata una sezione del sito web del CRIET dedicata alle materie prime: http://criet.unimib.it/research-area/laboratorio-materie-prime/


Obiettivo primario del Laboratorio è incentivare le attività di ricerca per lo sviluppo sostenibile nel comparto estrattivo e creare una community per tutti i soggetti interessati alla valorizzazione della risorsa mineraria per la crescita sociale ed economica di un dato territorio, di dare supporto alle politiche regionali relative allo sfruttamento delle materie prime e fornire collaborazione per la definizione dei minerali strategici in ambito nazionale nel rispetto dei documenti europei di politica mineraria.

 

19 Dicembre 2018

Stoccaggio del gas naturale

Lo stoccaggio di gas naturale in sotterraneo è un processo che consiste nell’iniezione di gas naturale nella roccia porosa di un giacimento esaurito che già lo conteneva, riportando quindi il giacimento, in una certa misura, al suo stato originario. Lo stoccaggio è necessario per ottimizzare l’utilizzo della rete del gas nazionale, per permettere di gestire le strutture produttive e di trasporto gas con adeguati margini di elasticità, per contribuire al fabbisogno energetico nazionale e, soprattutto, per fronteggiare situazioni di mancanza/riduzione degli approvvigionamenti o di crisi del sistema nazionale (per esempio in caso di condizioni climatiche molto rigide o di blocchi di approvvigionamento da fonti estere).

La capacità di stoccaggio complessiva è suddivisa in tre categorie (o tipologie di servizio):

  • strategico, riserva di gas con un ruolo di sostegno del sistema nazionale del gas naturale in situazioni di emergenza; può essere utilizzato solo su decisione del MiSE. Questo gas è di proprietà dell’operatore e pertanto non è disponibile al mercato;
  • modulazione (commerciale), servizio finalizzato a soddisfare le esigenze di modulazione dell’andamento giornaliero, stagionale e di punta dei consumi;
  • minerario, servizio necessario, per motivi tecnici ed economici, a consentire lo svolgimento ottimale della coltivazione dei giacimenti di gas naturale nel territorio italiano, con la duplice finalità (i) di assicurare alla produzione nazionale una flessibilità della fornitura e (ii) di tenere conto dei rischi tecnici di fermata della produzione.

 

Concessioni di stoccaggio di gas naturale

Dati al 31 ottobre 2020

 

Istanze per il conferimento di nuove concessioni di stoccaggio di gas naturale

Dati al 31 ottobre 2020

 

Centrali di stoccaggio di gas naturale

Dati al 30 giugno 2020 - aggiornamento del 13 ottobre 2020

 

Pozzi di stoccaggio

Dati al 30 giugno 2020 - aggiornamento del 13 ottobre 2020

19 Dicembre 2018

Altre attività

 

 

QUI IL TESTO