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23 Luglio 2018

Regolamento di esecuzione (UE) 13 ottobre 2014 n. 1112

Formato comune per la condivisione di informazioni relative agli indicatori dei grandi rischi da parte degli operatori e dei proprietari degli impianti in mare nel settore degli idrocarburi nonché un formato comune per la pubblicazione delle informazioni relative agli indicatori dei grandi rischi da parte degli Stati membri.

Come modificato dalla rettifica del 25 aprile 2017.

 

Il testo del Regolamento UE 1112/2014 nella versione originale, pubblicata nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea L 302 del 22 ottobre 2014, è stato successivamento modificato con la rettifica, pubblicata nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea L 107 del 25 aprile 2017, per correggere alcuni errori di traduzione.

 

LA COMMISSIONE EUROPEA

VISTO il trattato sul funzionamento dell'Unione europea,
VISTA la direttiva 2013/30/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 12 giugno 2013, sulla sicurezza delle opera­ zioni in mare nel settore degli idrocarburi e che modifica la direttiva 2004/35/CE, in particolare l'articolo 23, para­ grafo 2, e l'articolo 24, paragrafo 2,
CONSIDERANDO quanto segue:
1. Gli Stati membri sono tenuti a garantire che gli operatori e i proprietari degli impianti in mare nel settore degli idrocarburi comunichino all'autorità competente almeno i dati relativi agli indicatori dei grandi rischi, come specificato all'allegato IX della direttiva 2013/30/UE. Tali informazioni dovrebbero consentire agli Stati membri di lanciare allarmi tempestivi in merito al potenziale deterioramento della sicurezza e delle barriere ambientali critiche, e consentire loro di adottare misure preventive, tenuto conto altresì dei loro obblighi ai sensi della direttiva 2008/56/CE del Parlamento europeo e del Consiglio (direttiva quadro sulla strategia per l'ambiente marino).
2. Le informazioni dovrebbero inoltre dimostrare l'efficacia complessiva delle misure e dei controlli posti in essere da ogni operatore e proprietario e dal settore nel suo complesso, per evitare incidenti gravi e ridurre al minimo i rischi per l'ambiente. Le informazioni e i dati forniti dovrebbero inoltre garantire, all'interno dello Stato membro, il confronto fra le prestazioni di ogni operatore e proprietario e, fra Stati membri, delle prestazioni del settore nel suo complesso.
3. La condivisione di dati comparabili tra gli Stati membri è resa difficile e inaffidabile dalla mancanza di un formato comune a tutti gli Stati membri per la comunicazione dei dati. Un formato comune per la comunicazione dei dati da parte degli operatori e dei proprietari allo Stato membro dovrebbe garantire la trasparenza delle prestazioni in materia di sicurezza e ambiente degli operatori e dei proprietari nonché l'accesso del pubblico alle informazioni pertinenti comparabili in tutta l'Unione sulla sicurezza delle operazioni in mare nel settore degli idrocarburi e rendere più semplice la divulgazione delle esperienze acquisite a seguito di incidenti gravi e di quasi incidenti.
4. Per incrementare la fiducia del pubblico nei confronti dell'autorità e l'integrità delle operazioni in mare nel settore degli idrocarburi nell'Unione, gli Stati membri dovrebbero pubblicare con cadenza periodica le informazioni di cui al punto 2 dell'allegato IX della direttiva 2013/30/UE, ai sensi dell'articolo 24 della stessa direttiva. Un formato comune e i dettagli delle informazioni che gli Stati membri sono tenuti a pubblicare dovrebbero consentire un semplice raffronto transfrontaliero dei dati.
5. Le misure di cui al presente regolamento sono conformi al parere del comitato consultivo sulla sicurezza delle operazioni in mare nel settore degli idrocarburi,

HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Articolo 1
Oggetto e campo di applicazione
Il presente regolamento specifica i formati comuni relativi a:
a. le relazioni degli operatori e proprietari degli impianti in mare nel settore degli idrocarburi alle autorità competenti degli Stati membri, conformemente all'articolo 23 della direttiva 2013/30/UE;
b. la pubblicazione delle informazioni da parte degli Stati membri conformemente all'articolo 24 della direttiva 2013/30/UE.

Articolo 2
Date di riferimento e d'invio delle segnalazioni
1. Gli operatori e i proprietari degli impianti in mare nel settore degli idrocarburi trasmettono la relazione di cui all'articolo 1, lettera a), entro dieci giorni lavorativi dall'evento.
2. Il periodo di riferimento per le informazioni di cui all'articolo 1, lettera b), è della durata di un anno, dal 1° gennaio al 31 dicembre, a decorrere dall'anno di calendario 2016. Il formato comune di pubblicazione è usato per pubblicare le informazioni richieste ai sensi dell'articolo 24 della direttiva 2013/30/UE sul sito web dell'autorità competente entro il 1° giugno dell'anno seguente il periodo di riferimento.
3. I formati stabiliti agli allegati I e II sono usati a fini di relazione e pubblicazione, conformemente a quanto disposto all'articolo 1, lettere a) e b), rispettivamente.

Articolo 3
Dettagli delle informazioni da condividere
L'allegato I stabilisce i dettagli delle informazioni da condividere a norma del punto 2 dell'allegato IX della direttiva 2013/30/UE.

Articolo 4
Entrata in vigore
Il presente regolamento entra in vigore il ventesimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.
Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Fatto a Bruxelles, il 13 ottobre 2014

Per la Commissione
Il presidente: José Manuel BARROSO

 

ALLEGATO I - Formato comune per comunicare i dati relativi agli incidenti e agli incidenti gravi nelle operazioni in mare nel settore degli idrocarburi
ALLEGATO II - Formato comune di pubblicazione (a norma dell'articolo 24 della direttiva 2013/30/UE)

23 Luglio 2018

Direttiva 2013/30/UE

LA DIRETTIVA

La Commissione europea ha reagito all'incidente nel Golfo del Messico (occorso al “pozzo Macondo”) dell’Aprile 2010, avviando un’approfondita analisi delle attuali norme adottate nell‘intera Unione Europea e dai suoi Stati Membri.
Lo studio è sfociato nella redazione del documento Affrontare la sfida della sicurezza delle attività offshore nel settore degli idrocarburi (Commissione Europea, 2010), nel quale si riporta come, benché l'Unione disponga già di esempi eccellenti di pratiche normative nazionali (tra le quali figurano, a buon diritto, quelle italiane), un'armonizzazione “verso l'alto” dell'attuale quadro normativo potrebbe ulteriormente migliorare la sicurezza di tali attività.
Sulla scorta di tali risultanze, il 27 ottobre 2011, la Commissione Europea ha adottato lo schema di Proposta di regolamento del Parlamento Europeo e del Consiglio sulla sicurezza delle attività offshore di prospezione, ricerca e produzione nel settore degli idrocarburi (Regolamento Offshore), che ha come obiettivo quello fissare elevati standard minimi di sicurezza per la prospezione, la ricerca e la produzione di idrocarburi in mare aperto, riducendo le probabilità di accadimento di incidenti gravi, limitandone le conseguenze e aumentando, così, nel contempo, la protezione dell'ambiente marino.
Nel corso di tre diverse Presidenze UE (Polonia, Danimarca e Cipro), il Consiglio, per il tramite del suo Working Party on Energy (EWP), cui partecipano attivamente alcuni rappresentanti della DGRME, ha analizzato la Proposta di Regolamento e ha presentato diversi emendamenti.
Successivamente, la Proposta di Regolamento è divenuta una “Proposta di Direttiva”, a seguito di quanto deliberato dall’EWP del Consiglio e, parallelamente, anche dalla Commissione Industria, Ricerca ed Energia (ITRE) del Parlamento Europeo.
Sotto la presidenza irlandese, la Proposta di Direttiva è stata approvata prima dal Consiglio dell’Unione Europea, poi dal Parlamento Europeo e, infine, pubblicata in Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea in data 28 Giugno 2013 come Direttiva 2013/30/UE del 12 giugno 2013 sulla sicurezza delle operazioni in mare nel settore degli idrocarburi e che modifica la direttiva 2004/35/CE
La DGRME ha partecipato attivamente ai lavori mediante la formulazione di osservazioni e proposte volte ad accrescere gli standard di sicurezza europei. In particolare, è stata accolta la proposta italiana di inserire nella normativa l’adozione di strumenti quali la “black box”, già introdotti nel nostro ordinamento a seguito degli approfondimenti tecnici successivi all’incidente del Golfo del Messico, e che entreranno a far parte del patrimonio di sicurezza comune di tutti gli Stati membri.

 

 

RECEPIMENTO DELLA DIRETTIVA

La Direttiva 2013/30/UE è stata recepita con il Decreto Legislativo 18 agosto 2015, n.145 (Attuazione della direttiva 2013/30/UE sulla sicurezza delle operazioni in mare nel settore degli idrocarburi e che modifica la direttiva 2004/35/CE).
Il Decreto legislativo si inserisce in un quadro normativo già esistente in materia di sicurezza e di protezione del mare dall'inquinamento che ha finora garantito, attraverso una rigorosa applicazione e costanti controlli da parte delle strutture tecniche del Ministero dello sviluppo economico, in collaborazione con gli altri enti competenti, il raggiungimento dei più alti livelli europei di sicurezza per i lavoratori e l’ambiente, con incidenti e infortuni tendenti allo zero e comunque sei volte inferiori a quelli del complesso industriale produttivo.

 

Direttiva 2013/30/UE
Decreto Legislativo 18 agosto 2015, n.145

 

 

PANORAMICA AUTORITÀ DI SICUREZZA

In Europa, fra i paesi che hanno attività di esplorazione e produzione rilevanti o in via di sviluppo, le autorità di vigilanza e sicurezza fanno quasi tutte capo al Ministero che ha la delega per l’energia (e mineraria) e presentano gradi di separazione diversi dall’autorità di licensing.
In particolare nel Regno Unito, in Norvegia e in Francia l’Autorità di vigilanza e sicurezza è completamente separata dal Ministero dell’energia, sia in termini funzionali che in termini ente di appartenenza; infatti nel Regno Unito l’Autorità risponde al Governo, in Norvegia al Ministero del Lavoro, in Francia al Ministero degli Interni.
In Olanda l’Autorità di vigilanza e sicurezza risponde al Ministero dell’Economia che ha anche la delega per l’energia, ma è separata funzionalmente ed è posta ai più alti livelli gerarchici del Ministero.
Negli altri Paesi (Spagna, Croazia, Grecia, Cipro, Malta), il Governo direttamente o il Ministero dell’energia esercita le funzioni di licensing e l’Autorità di sicurezza fa capo al Governo o al Ministero, con un gradi di separazione diversi a seconda dei casi.

 

Panoramica autorità di sicurezza - sintesi
Panoramica autorità di sicurezza - dettaglio

 

 

26 Giugno 2018

Normativa di settore

Raccolta delle norme relative alla ricerca ed alla coltivazione degli idrocarburi liquidi e gassosi, delle risorse geotermiche e dei minerali solidi ed alle attività di stoccaggio

Avviso

La pubblicazione dei testi normativi non ha carattere di ufficialità.

Si rammenta che testi normativi aventi validità giuridica sono quelli pubblicati nelle edizioni cartacee della Gazzetta Ufficiale e dei Bollettini Ufficiali.

Alcuni collegamenti puntano al sito www.normattiva.it, il portale della legge vigente, contenente tutte le leggi, i decreti legge, i decreti legislativi, ed altri atti numerati emanati dal 1946 ad oggi. I testi delle leggi comprendono tutte le eventuali modifiche apportate da provvedimenti successivi alla loro emanazione.

 

25 Giugno 2018

Elenco dei titoli minerari

Con l’entrata in vigore della Legge 11 febbraio 2019, n. 12 , che converte il Decreto-Legge 14 dicembre 2018, n.135 sono stati avviati i lavori per la predisposizione del Piano per la transizione energetica sostenibile delle aree idonee allo svolgimento delle attività di prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi (PiTESAI), da approvarsi entro 18 mesi.

La Legge prevede che fino all'adozione del Piano i procedimenti amministrativi per il conferimento di nuovi permessi di prospezione e di ricerca di idrocarburi sono sospesi, così come sono sospesi i permessi già in essere, sia per aree in terraferma che in mare, con conseguente interruzione delle relative attività. La sospensione non riguarda le istanze di concessione di coltivazione già presentate né le attività di coltivazione in essere.

I titoli minerari sospesi riprenderanno efficacia, dopo l’adozione del Piano, nelle aree in cui tali operazioni risulteranno compatibili con le previsioni del Piano stesso. Nelle aree che saranno invece ritenute non compatibili, il Ministero dello sviluppo economico provvederà a rigettare le istanze sia per nuovi i permessi che per le nuove concessioni di coltivazione non ancora rilasciate, e revocherà, anche limitatamente ad aree parziali, i permessi di prospezione e di ricerca in essere. Le attività di coltivazione esistenti che dovessero risultare incompatibili con le previsioni del PITESAI manterranno invece la loro efficacia sino alla scadenza.

Qualora il piano non dovesse essere adottato entro 24 mesi dalla data di entrata in vigore della citata legge, cessa la sospensione prevista sia per i procedimenti che per le attività esistenti.

 

Titoli minerari vigenti

Dati al 31 agosto 2020

 

Istanze per il conferimento di nuovi titoli

L'elenco delle istanze per il conferimento di nuovi titoli minerari è pubblicato dalla DGISSEG per conto della DGAECE che è la Direzione generale competente in materia.

Dati al 31 agosto 2020

 

Tipologie di titoli minerari

Le attività di esplorazione, ricerca e coltivazione di idrocarburi in Italia sono disciplinate dalla Legge 11 gennaio 1957, n. 6 e successive modifiche ed integrazioni; i titoli minerari sono conferiti con Decreto del Ministero dello sviluppo economico.

La Legge prevede tre tipologie di titoli minerari:

  • PERMESSI DI PROSPEZIONE
    Titoli minerari non esclusivi finalizzati allo studio generale di vaste aree di territorio; non è previsto un limite di estensione dell’area interessata dalla prospezione; il titolo ha un periodo di vigenza di un anno e consente esclusivamente l’acquisizione di dati geologici e geofisici.
  • PERMESSI DI RICERCA
    Titoli minerari esclusivi che possono essere richiesti su aree con un’estensione massima di 750 km2; la stessa area può essere richiesta da più operatori petroliferi in regime di concorrenza. Oltre al primo periodo di vigenza della durata di 3 anni sono previsti due possibili ulteriori periodi di proroga della durata di 3 anni ciascuno; è anche prevista, per motivate ragioni, la sospensione del decorso temporale. Nel permesso di ricerca, oltre all’acquisizione di dati geofisici, è possibile effettuare uno o più pozzi esplorativi; nel caso il pozzo esplorativo dia esito positivo, e venga quindi individuato un nuovo giacimento, l’operatore può presentare un’istanza di concessione di coltivazione che, una volta conferita, consente la messa in produzione del giacimento stesso.
  • CONCESSIONI DI COLTIVAZIONE
    Titoli minerari esclusivi, richiesti su una porzione di area del permesso di ricerca in cui è stato rinvenuto un nuovo giacimento, dell’estensione massima di 300 km2. Oltre al primo periodo di vigenza di 20 o 30 anni sono previsti ulteriori periodi di proroga di 10 e 5 anni. Nell’ambito di una concessione di coltivazione possono essere svolte tutte le attività inerenti la produzione di idrocarburi come ad esempio la realizzazione di pozzi di sviluppo e di centrali di raccolta e trattamento.

Il recepimento della Direttiva europea sulla sicurezza delle operazioni in mare nel settore degli idrocarburi ha comportato la riorganizzazione del Ministero dello sviluppo economico. Le funzioni relative al rilascio dei permessi di prospezione, di ricerca e delle concessioni di coltivazione di idrocarburi, ed alla gestione delle relative entrate economiche sono diventate di competenza della Direzione generale per l’approvvigionamento, l’efficienza e la competitività energetica (DGAECE); le funzioni relative al rilascio di pareri tecnici, le verifiche ispettive sugli impianti, le attività di vigilanza e di monitoraggio ambientale sono di competenza della Direzione generale per le infrastrutture e la sicurezza dei sistemi energetici e geominerari (DGISSEG).

25 Giugno 2018

Elenco degli esplosivi

L'elenco contiene prodotti esplodenti secondo la classifica prevista dal titolo VIII del Decreto del Presidente della Repubblica 9 aprile 1959, n. 128, a seguito delle prove o verifiche condotte dall'Amministrazione per la conformità ai requisiti previsti dal Decreto Ministeriale 6 febbraio 2018. I prodotti sono iscritti nell'elenco a seguito del versamento del canone annuo di cui all'art. 32 della Legge 12 dicembre 2002, n. 273 da parte del fabbricante, di un suo rappresentante autorizzato o di un importatore.

Riferimenti normativi

Il titolo VIII del Decreto del Presidente della Repubblica 9 aprile 1959, n. 128 disciplina l'impiego degli esplosivi nelle attività estrattive; in particolare l'art. 297 stabilisce che

"nelle miniere e nelle cave è vietato impiegare esplosivi da mina, accessori detonanti e mezzi di accensione non compresi tra quelli riconosciuti dal Ministero dell'Interno ai sensi dell'art. 53 del Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza approvato con Regio Decreto 18 giugno 1931 n. 773, e riconosciuti idonei per l'impiego minerario dal Ministero per l'industria ed il commercio".

L'art. 299 recita: "È istituito presso il Ministero dell'industria e del commercio l'elenco degli esplosivi, degli accessori detonanti e dei mezzi di accensione, riconosciuti idonei per l'impiego minerario dallo stesso Ministero [omissis] L'elenco è approvato con decreto da pubblicarsi nella Gazzetta Ufficiale".

L'art. 303 stabilisce che "gli imprenditori sono tenuti a fornirsi degli esplosivi, degli accessori detonanti e dei mezzi di accensione destinati alle lavorazioni minerarie, eventualmente tramite imprese commerciali, soltanto dalle ditte produttrici comprese nell'elenco di cui all'art. 299".

L'art. 687 stabilisce: "Quando per gli strumenti, apparecchi, dispositivi, macchinari, esplosivi o materiali vari è richiesta dalle norme del presente decreto una specifica idoneità, il Ministro per l'industria ed il commercio stabilisce i requisiti per il riconoscimento di tale idoneità e, accertata attraverso prove di controllo la rispondenza dei tipi ai requisiti previsti, li ammette all'impiego fissando il termine per l'adozione. Fino a quando non siano stati stabiliti i requisiti per il riconoscimento di idoneità previsto dal precedente comma, l'ingegnere capo prescrive le misure di sicurezza eventualmente necessarie. I controlli sono eseguiti a spese degli interessati presso la Stazione mineraria statale di prova del Corpo delle miniere e, se questa non sia costituita o non sia ancora attrezzata per particolari incombenze, presso laboratori, istituti, e servizi tecnici di riconosciuta competenza".

La Direttiva 2013/29/UE e la Direttiva 2014/28/UE, che hanno armonizzato le legislazioni degli Stati membri sulla messa a disposizione sul mercato di articoli pirotecnici ed esplosivi per uso civile, in particolare introducendo nei due settori figure di operatori economici fino ad ora non considerate, nel settore in questione definendone compiti e responsabilità, nonché dettando norme per l’immissione sul mercato dei prodotti de quo, hanno avuto impatto anche sulla regolazione dell’utilizzo di esplosivi nelle specifico settore estrattivo.

Il Decreto Ministeriale 6 febbraio 2018, al fine di recepire le sopra dette modificazioni, interviene pertanto ad aggiornare e sostituire il precedente Decreto Ministeriale 21 aprile 1979, dettando "norme per il rilascio dell'idoneità di prodotti esplodenti ed accessori di tiro all'impiego estrattivo”, ai sensi dell'art. 687 del Decreto del Presidente della Repubblica 9 aprile 1959, n. 128".

 

Elenco degli esplosivi, degli accessori detonanti e dei mezzi di accensione riconosciuti idonei all'impiego nelle attività estrattive - Anno 2020
Aggiornamento: 6 luglio 2020

 

Altri documenti

Decreti

 

Comunicati Gazzetta Ufficiale

25 Giugno 2018

Infortuni

Nell’ambito delle attività di ricerca, coltivazione e stoccaggio di idrocarburi, ad esclusione della Sicilia onshore, nel 2016 si sono verificati in totale 21 infortuni.
Rispetto al dato 2015 (12 infortuni) si registra un aumento a cui concorrono principalmente le attività in terraferma. Nel 2016 si sono verificati 4 infortuni in fase di perforazione, tra cui 2 classificati come gravi. Tra gli incidenti in terraferma, 4 infortuni (1 lieve e 3 gravi) sono accaduti nell’ambito dei siti di stoccaggio.

25 Giugno 2018

Clypea - Il network per sicurezza offshore

A valle della crescente rilevanza e del forte interesse nel panorama europeo e globale in merito alla questione della sicurezza delle attività offshore, la DGS UNMIG ha ritenuto strategico avviare, a partire dal 2014, una serie di collaborazioni con università, enti di ricerca e Corpi dello Stato. Le collaborazioni finora avviate hanno portato a risultati positivi nell’ambito dei controlli e nel miglioramento delle conoscenze in campo scientifico per il monitoraggio delle operazioni offshore.

25 Giugno 2018

Monitoraggi ambientali

I Laboratori chimici e mineralogici (Divisione V) eseguono controlli sperimentali sui parametri riguardanti la prevenzione e la sicurezza nelle attività del settore energetico e minerario (in particolare vibrazioni del suolo, rumore, qualità dell’atmosfera di cantiere); organizzano ed eseguono campagne di ispezione, prelievo di campioni e analisi chimico-fisiche, effettuando sperimentazioni, ricerche e studi su campioni di sostanze minerali e materiali geologici provenienti dal settore estrattivo, inclusi i relativi materiali di recupero e rifiuti finalizzati anche al riuso; effettuano valutazioni e analisi sui progressi della tecnologia mineraria e sui nuovi campi di applicazione delle materie prime minerarie e sostanze derivate.

 

Monitoraggi ambientali distinti per anno

25 Giugno 2018

Monitoraggi ambientali effettuati nell'anno 2018

Controllo delle emissioni in atmosfera

Nel corso del 2018 è proseguita l’attività di controllo delle emissioni in atmosfera degli impianti di produzione, stoccaggio e trattamento degli idrocarburi liquidi e gassosi. Sono state effettuate analisi delle emissioni nei seguenti impianti di trattamento e stoccaggio degli idrocarburi liquidi e gassosi:

 

Centrali

 

Piattaforme

 

Controllo degli effluenti liquidi

La Direzione Generale ha effettuato campionamenti ed analisi degli effluenti liquidi (acque di strato separate dagli idrocarburi liquidi e gassosi, acque di raffreddamento) sulle piattaforme offshore.

Piattaforme

25 Giugno 2018

Monitoraggi ambientali effettuati nell'anno 2019

Controllo delle emissioni in atmosfera

Nel corso del 2019 è proseguita l’attività di controllo delle emissioni in atmosfera degli impianti di produzione, stoccaggio e trattamento degli idrocarburi liquidi e gassosi. Sono state effettuate analisi delle emissioni nei seguenti impianti di trattamento e stoccaggio degli idrocarburi liquidi e gassosi:

Centrali

Piattaforme

 

Controllo degli effluenti liquidi

La Direzione Generale nel 2019 ha effettuato i seguenti campionamenti ed analisi degli effluenti liquidi (acque di strato separate dagli idrocarburi liquidi e gassosi, acque di raffreddamento)

Centrali