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11 Gennaio 2019

Canoni

Canoni dovuti allo Stato dai titolari di titoli minerari

I canoni dovuti allo Stato dai titolari di titoli minerari conferiti per la ricerca e coltivazione di idrocarburi e per lo stoccaggio del gas naturale sono stati definiti dall'articolo 18 del Decreto Legislativo 25 novembre 1996, n. 625 e rideterminati dall'articolo 11-ter, commi 9 e 10, della Legge 11 febbraio 2019, n. 12.

Tipologia di titolo minerario

Importo ridefinito
dalla Legge 12/2019
(Euro/Km2)

Permesso di prospezione

92,50

Permesso di ricerca

185,25

Permesso di ricerca in prima proroga

370,25

Permesso di ricerca in seconda proroga

740,50

Concessione di coltivazione

1.481,25

Concessione di coltivazione in proroga

2.221,75

Concessione di stoccaggio su concessione di coltivazione

14,81

Concessione di stoccaggio senza concessione di coltivazione

59,25

 

 

04 Gennaio 2019

Zona G

Di seguito è riportata una descrizione della zona marina con riferimenti normativi ed accordi internazionali.

La Zona G, istituita con Decreto Interministeriale 26 giugno 1981, è stata successivamente ampliata con Decreto Ministeriale 30 ottobre 2008 e con Decreto Ministeriale 29 marzo 2010.
Il settore nord, che si estende nel mare Tirreno meridionale e nel Canale di Sicilia, è delimitato a nord da archi di meridiano e parallelo, a sud ovest dalla linea di delimitazione ITALIA-TUNISIA e a est dalla isobata dei 200 metri.
Il settore sud, che si estende nel Canale di Sicilia è delimitato a nord dalla isobata dei 200 metri, a ovest dalla linea di delimitazione ITALIA-TUNISIA e a est da archi di meridiano e parallelo internamente alla linea mediana ITALIA-MALTA.
La zona G si estende per circa 36.220 kmq e costituisce circa il 7 % della piattaforma continentale italiana.
La competenza territoriale è dell'UNMIG di Napoli.

Nel corso degli anni sono state introdotte, ai fini della salvaguardia delle coste e della tutela ambientale, alcune limitazioni alle aree dove possono essere svolte nuove attività minerarie.
In particolare il Decreto Legislativo 3 aprile 2006 n. 152 stabilisce il divieto nelle zone di mare poste entro dodici miglia dalle linee di costa lungo l'intero perimetro costiero nazionale e dal perimetro esterno delle aree marine e costiere protette.
Altre limitazioni sono poste dall’articolo 4 della Legge 9 gennaio 1991, n. 9 (divieto nelle acque delle isole Egadi).

Queste modifiche normative hanno di fatto ridotto l'area in cui è possibile presentare nuove istanze per il conferimento di nuovi titoli minerari anche se la Zona G resta comunque quella definita dal Decreto Ministeriale 26 giugno 1981, dal Decreto Ministeriale 30 ottobre 2008 e dal Decreto Ministeriale 29 marzo 2010 in quanto tutte le limitazioni successivamente imposte hanno sempre fatto salvi i titoli minerari conferiti prima dell’emanazione delle norme stesse.

Con il recenteDecreto Ministeriale 9 agosto 2013 si è proceduto a definire meglio le aree in cui è possibile effettuare nuove attività di ricerca di idrocarburi.
A seguito dell'adeguamento ai vincoli posti Decreto Legislativo 152/2006 alcune residue ed isolate aree sono state considerate non idonee alla presentazione di nuove istanze in quanto, per la loro forma e per la loro ridotta estensione, non avrebbero consentito di soddisfare il requisito previsto dall' articolo 19 della Legge 21 luglio 1967, n. 613 (l'area del permesso deve essere continua e compatta e deve essere delimitata da archi di meridiano e di parallelo di lunghezza pari ad un minuto primo o ad un multiplo di esso).
La zona G comprende comunque anche tre aree isolate delimitate dalla batimetrica dei 200 metri. Tali aree non sono state eliminate in applicazione dell’art. 19 della Legge 21 luglio 1967, n. 613, in quanto le stesse, essendo confinanti con la contigua zona C, sono utilmente utilizzabili ai fini della presentazione di nuove istanze.
Di seguito è riportata la descrizione dell'area della Zona G in cui è possibile presentare nuove istanze.




AREA APERTA ALLA PRESENTAZIONE DI NUOVE ISTANZE

  Area della zona marina: 36.220 kmq
  Area aperta alla presentazione di nuove istanze: 25.520 kmq (70%)


SETTORE NORD

Vertice Longitudine E GRW Latitudine N Descrizione
1 10° 45' 38° 43'  
2 10° 55' 38° 43'  
3 10° 55' 38° 42'  
4 10° 59' 38° 42'  
5 10° 59' 38° 41'  
6 11° 02' 38° 41'  
7 11° 02' 38° 38'  
8 11° 04' 38° 38'  
9 11° 04' 38° 35'  
10 11° 06' 38° 35'  
11 11° 06' 38° 33'  
12 11° 08' 38° 33'  
13 11° 08' 38° 31'  
14 11° 10' 38° 31'  
15 11° 10' 38° 29'  
16 11° 12' 38° 29'  
17 11° 12' 38° 28'  
18 11° 18' 38° 28'  
19 11° 18' 38° 29'  
20 11° 28' 38° 29'  
21 11° 28' 38° 30'  
22 11° 34' 38° 30'  
23 11° 34' 38° 31'  
24 11° 45' 38° 31'  
25 11° 45' 38° 29'  
26 11° 52' 38° 29'  
27 11° 52' 38° 30'  
28 11° 54' 38° 30'  
29 11° 54' 38° 32'  
30 11° 56' 38° 32'  
31 11° 56' 38° 35'  
32 11° 58' 38° 35'  
33 11° 58' 38° 37'  
34 12° 06' 38° 37'  
35 12° 06' 38° 26'  
36 12° 03' 38° 26'  
37 12° 03' 38° 25'  
38 11° 58' 38° 25'  
39 11° 58' 38° 24'  
40 11° 54' 38° 24'  
41 11° 54' 38° 20'  
42 11° 50' 38° 20'  
43 11° 50' 38° 19'  
44 11° 46' 38° 19'  
45 11° 46' 38° 20'  
46 11° 42' 38° 20'  
47 11° 42' 38° 18'  
48 11° 44' 38° 18'  
49 11° 44' 38° 12'  
50 11° 47' 38° 12'  
51 11° 47' 38° 11'  
52 Intersezione tra il parallelo 38°11' e la linea delle 12 miglia marine dalla linea di costa
e dalle aree protette marine e costiere
53 Intersezione tra la linea delle 12 miglia marine dalla linea di costa e dalle aree protette marine e costiere,
e la linea di delimitazione della zona G (batimetrica dei 200 metri)
54 Intersezione tra la linea di delimitazione della zona G (batimetrica dei 200 metri)
e la linea di delimitazione della zona G (linea Italia-Tunisia tra il vertice 12 e il vertice 11)
55 11° 19' 37° 41', 20 vertice 11 della linea Italia-Tunisia
56 11° 10', 30 37° 47', 40 vertice 10 della linea Italia-Tunisia
57 10° 52', 70 38° 03', 50 vertice 9 della linea Italia-Tunisia
58 10° 41', 70 38° 24', 60 vertice 8 della linea Italia-Tunisia
59 9° 54', 20 38° 14', 50 vertice 7 della linea Italia-Tunisia
60 9° 40', 40 38° 13', 50 vertice 6 della linea Italia-Tunisia
61 9° 33', 80 38° 15' vertice 5 della linea Italia-Tunisia
62 Intersezione tra la linea di delimitazione della zona G (linea Italia-Tunisia, tra il vertice 5 e il vertice 4)
ed il meridiano di 9°33'
63 9° 33' 38° 18'  
64 9° 35' 38° 18'  
65 9° 35' 38° 19'  
66 9° 37' 38° 19'  
67 9° 37' 38° 18'  
68 9° 41' 38° 18'  
69 9° 41' 38° 17'  
70 9° 45' 38° 17'  
71 9° 45' 38° 18'  
72 9° 47' 38° 18'  
73 9° 47' 38° 19'  
74 9° 49' 38° 19'  
75 9° 49' 38° 20'  
76 9° 51' 38° 20'  
77 9° 51' 38° 21'  
78 9° 53' 38° 21'  
79 9° 53' 38° 22'  
80 9° 55' 38° 22'  
81 9° 55' 38° 24'  
82 9° 57' 38° 24'  
83 9° 57' 38° 26'  
84 10° 09' 38° 26'  
85 10° 09' 38° 21'  
86 10° 11' 38° 21'  
87 10° 11' 38° 26'  
88 10° 17' 38° 26'  
89 10° 17' 38° 27'  
90 10° 19' 38° 27'  
91 10° 19' 38° 28'  
92 10° 21' 38° 28'  
93 10° 21' 38° 32'  
94 10° 23' 38° 32'  
95 10° 23' 38° 33'  
96 10° 25' 38° 33'  
97 10° 25' 38° 34'  
98 10° 35' 38° 34'  
99 10° 35' 38° 36'  
100 10° 41' 38° 36'  
101 10° 41' 38° 40'  
102 10° 43' 38° 40'  
103 10° 43' 38° 42'  
104 10° 45' 38° 42'  


SETTORE SUD

Vertice Longitudine E GRW Latitudine N Descrizione
1 Intersezione tra la linea di delimitazione della zona G (batimetrica dei 200 m)
ed il parallelo 36°30’
2 14°12’ 36°30’  
3 14°12’ 36°34’  
4 13°30’ 36°34’  
5 13°30’ 36°30’  
6 13°25’ 36°30’  
7 13°25’ 36°15’  
8 13°27’ 36°15’  
9 13°27’ 36°00’  
10 13°30’ 36°00’  
11 13°30’ 35°47’  
12 13°32’ 35°47’  
13 13°32’ 35°45’  
14 13°34’ 35°45’  
15 13°34’ 35°40’  
16 13°36’ 35°40’  
17 13°36’ 35°35’  
18 13°37’ 35°35’  
19 13°36’,60 35°15’ vertice 32 della linea Italia-Tunisia
20 13°11',5 35°39',6 vertice 31 Italia-Tunisia
21 Intersezione tra la linea di delimitazione della zona G (linea Italia-Tunisia tra il vertice 30 e il vertice 30A)
e la linea delle 12 miglia marine dalla linea di costa e dalle aree protette marine e costiere
22 Intersezione tra la linea delle 12 miglia marine dalla linea di costa e dalle aree protette marine e costiere,
e la linea di delimitazione della zona G (linea Italia-Tunisia tra il vertice 25A e il vertice 25)
23 12°38',1 36°08',7 vertice 24 della linea Italia-Tunisia
24 12°32',4 36°15',2 vertice 23 Italia-Tunisia
25 12°30',2 36°21',7 vertice 22 della linea Italia-Tunisia
26 12°29',4 36°23', vertice 21 della linea Italia-Tunisia
27 12°21',2 36°35', vertice 20 della linea Italia-Tunisia
28 Intersezione tra la linea di delimitazione della zona G (linea Italia-Tunisia tra il vertice 19 e il vertice 19A)
e la linea delle 12 miglia marine dalla linea di costa e dalle aree protette marine e costiere
29 Intersezione tra la linea delle 12 miglia marine dalla linea di costa e dalle aree protette marine e costiere
e la linea di delimitazione della zona G (batimetrica dei 200 metri)
30 Intersezione tra la linea di delimitazione della zona G (batimetrica dei 200 m)
e la linea delle 12 miglia marine dalla linea di costa e dalle aree protette marine e costiere
31 Intersezione tra la linea delle 12 miglia marine dalla linea di costa e dalle aree protette marine e costiere
e la linea di delimitazione della zona G (batimetrica dei 200 metri)
32 Intersezione tra la linea di delimitazione della zona G (batimetrica dei 200 metri)
e la linea delle 12 miglia marine dalla linea di costa e dalle aree protette marine e costiere
33 Intersezione tra la linea delle 12 miglia marine dalla linea di costa e dalle aree protette marine e costiere
e la linea di delimitazione della zona G (batimetrica dei 200 metri)


RIFERIMENTI NORMATIVI

04 Gennaio 2019

Zona F

Di seguito è riportata una descrizione della zona marina con riferimenti normativi ed accordi internazionali.

Si estende nel mare Adriatico meridionale e nel mare Ionio fino allo stretto di Messina ed è delimitata ad ovest dalla isobata dei 200 metri, ad est dalle linee di delimitazione ITALIA-CROAZIA, ITALIA-ALBANIA e ITALIA-GRECIA e a sud da archi di meridiano e parallelo.
La Zona F, istituita con Decreto Ministeriale 13 giugno 1975, è stata aperta precedentemente agli accordi con Grecia e Albania, e quindi inizialmente era delimitata da archi di meridiano e parallelo internamente alla linea mediana. Per adeguarla ai citati accordi, con Decreto Ministeriale 30 ottobre 2008, è stata riperimetrata e ampliata sul lato sud, anche in considerazione delle nuove tecnologie che consentono attività minerarie in acque profonde.
La Zona F si estende per circa 50.520 kmq e costituisce circa il 9 % della piattaforma continentale italiana.
La competenza territoriale è dell'UNMIG di Napoli.

Nel corso degli anni sono state introdotte, ai fini della salvaguardia delle coste e della tutela ambientale, alcune limitazioni alle aree dove possono essere svolte nuove attività minerarie.
In particolare il Decreto Legislativo 3 aprile 2006 n. 152 stabilisce il divieto nelle zone di mare poste entro dodici miglia dalle linee di costa lungo l'intero perimetro costiero nazionale e dal perimetro esterno delle aree marine e costiere protette.

Queste modifiche normative hanno di fatto ridotto l'area in cui è possibile presentare nuove istanze per il conferimento di nuovi titoli minerari anche se la Zona F resta comunque quella definita dal Decreto Ministeriale 13 giugno 1975 e dal Decreto Ministeriale 30 ottobre 2008 in quanto tutte le limitazioni successivamente imposte hanno sempre fatto salvi i titoli minerari conferiti prima dell’emanazione delle norme stesse.

Con il recente Decreto Ministeriale 9 agosto 2013 si è proceduto a definire meglio le aree in cui è possibile effettuare nuove attività di ricerca di idrocarburi. Di seguito è riportata la descrizione dell'area della Zona F in cui è possibile presentare nuove istanze.




AREA APERTA ALLA PRESENTAZIONE DI NUOVE ISTANZE

  Area della zona marina: 50.520 kmq
  Area aperta alla presentazione di nuove istanze: 39.960 kmq (79%)

 

Vertice Longitudine E GRW Latitudine N Descrizione
1 Intersezione tra la batimetrica dei 200 m
e la linea di delimitazione della zona F (linea Italia-Croazia, tra il vertice 37 e il vertice 38)
2 16°56',616 42°07',03 vertice 38 della linea Italia-Croazia
3 17°12',9 41°59',483 vertice 39 della linea Italia-Croazia
4 17°18',7 41°54',733 vertice 40 della linea Italia-Croazia
5 17°37',05 41°50',083 vertice 41 della linea Italia-Croazia
6 17°59',85 41°38',333 vertice 42 della linea Italia-Croazia
7 18°13', 41°30',  
8 18°13', 41°28',  
9 18°16', 41°28',  
10 18°16', 41°26',  
11 18°19', 41°26',  
12 18°19', 41°23',  
13 18°22', 41°23',  
14 18°22', 41°20',  
15 18°25', 41°20',  
16 18°25', 41°16',65  
17 18°27',716 41°16',65 vertice 1 della linea Italia-Albania
18 18°32',566 41°11',616 vertice 2 della linea Italia-Albania
19 18°34',616 41°08',016 vertice 3 della linea Italia-Albania
20 18°35',7 41°06',483 vertice 4 della linea Italia-Albania
21 18°39',516 40°55',05 vertice 5 della linea Italia-Albania
22 18°39',566 40°53',1 vertice 6 della linea Italia-Albania
23 18°40',266 40°50',833 vertice 7 della linea Italia-Albania
24 18°42',666 40°43',983 vertice 8 della linea Italia-Albania
25 18°44',383 40°40',166 vertice 9 della linea Italia-Albania
26 18°44',716 40°38',766 vertice 10 della linea Italia-Albania
27 18°45',583 40°35',633 vertice 11 della linea Italia-Albania
28 18°47',75 40°30',733 vertice 12 della linea Italia-Albania
29 18°51',083 40°23',283 vertice 13 della linea Italia-Albania
30 18°51',583 40°21',5 vertice 14 della linea Italia-Albania
31 18°52',8 40°18',833 vertice 15 della linea Italia-Albania
32 18°57',083 40°12',216 vertice 16 della linea Italia-Albania
33 18°58',633 40°07',916 vertice 17 della linea Italia-Albania
34 18°58', 40°07',916  
35 18°58', 40°02',  
36 18°56', 40°02',  
37 18°56', 39°57',7  
38 18°57',5 39°57',7 vertice 1 della linea Italia-Grecia
39 18°56',1 39°52',4 vertice 2 della linea Italia-Grecia
40 18°54',9 39°49', vertice 3 della linea Italia-Grecia
41 18°55',6 39°17',3 vertice 4 della linea Italia-Grecia
42 18°54', 39°02', vertice 5 della linea Italia-Grecia
43 Intersezione tra la linea di delimitazione della zona F
(linea Italia-Grecia tra il vertice 5 e il vertice 6) ed il parallelo 38°47'
44 17°54', 38°47',  
45 17°54', 38°30',  
46 17°49', 38°30',  
47 17°49', 38°24',  
48 17°45', 38°24',  
49 17°45', 38°12',  
50 17°32', 38°12',  
51 17°32', 37°55',  
52 17°20', 37°55',  
53 17°20', 37°48',  
54 16°45', 37°48',  
55 16°45', 37°40',  
56 16°25', 37°40',  
57 16°25', 37°32',  
58 15°34', 37°32',  
59 Intersezione tra il meridiano 15°34'
e la linea delle 12 miglia marine dalla linea di costa e dalle aree protette marine e costiere


RIFERIMENTI NORMATIVI

04 Gennaio 2019

Zona E

Di seguito è riportata una descrizione della zona marina con riferimenti normativi ed accordi internazionali.

La Zona E, istituita con Legge 21 luglio 1967, n. 613, è stata successivamente ampliata con Decreto Ministeriale 9 agosto 2013.
La Zona E, come originariamente istituita, si estende nel mare Ligure, nel mare Tirreno e nel mare di Sardegna. È delimitata da un lato dalla linea di costa delle regioni Sardegna, Liguria, Toscana, Lazio, Campania, Basilicata e Calabria fino allo stretto di Messina, e dall’altro lato dalla isobata dei 200 metri ad eccezione dell’area marina delle Bocche di Bonifacio in cui è delimitata dalla linea ITALIA-FRANCIA.

La Zona E, come recentemente ampliata con Decreto Ministeriale 9 agosto 2013, comprende anche il “Settore Ovest” nel mare Balearico delimitato a ovest dalla linea ITALIA-SPAGNA, a nord da una linea spezzata interna alla linea mediana ITALIA-FRANCIA e a sud-est da una linea spezzata nella piattaforma continentale italiana.
La Zona E si estende per circa 60.150 kmq costituendo circa il 10 % della piattaforma continentale italiana. La competenza territoriale è degli uffici UNMIG di Bologna, Roma e Napoli.

Nel corso degli anni sono state introdotte, ai fini della salvaguardia delle coste e della tutela ambientale, alcune limitazioni alle aree dove possono essere svolte nuove attività minerarie.
In particolare il Decreto Legislativo 3 aprile 2006 n. 152 stabilisce il divieto nelle zone di mare poste entro dodici miglia dalle linee di costa lungo l'intero perimetro costiero nazionale e dal perimetro esterno delle aree marine e costiere protette.
Altre limitazioni sono poste dall’articolo 4 della Legge 9 gennaio 1991, n. 9 (divieto nelle acque del Golfo di Napoli e del Golfo di Salerno).

Queste modifiche normative hanno di fatto ridotto l'area in cui era possibile presentare nuove istanze per il conferimento di nuovi titoli minerari anche se la Zona E resta comunque quella definita dalla Legge 613/67 in quanto tutte le limitazioni successivamente imposte hanno sempre fatto salvi i titoli minerari conferiti prima dell’emanazione delle norme stesse.

Con il recente Decreto Ministeriale 9 agosto 2013 si è proceduto a definire meglio le aree in cui è possibile effettuare nuove attività di ricerca di idrocarburi. Per la zona E tali aree coincidono con il Settore Ovest che ha una distanza dalle coste sarde e dalle aree di tutela ambientale tra i 45 e i 75 km.
Di seguito è riportata la descrizione dell'area della Zona E in cui è possibile presentare nuove istanze.




AREA APERTA ALLA PRESENTAZIONE DI NUOVE ISTANZE

  Area della zona marina: 60.150 kmq
  Area aperta alla presentazione di nuove istanze: 20.890 kmq (35%)


SETTORE OVEST

Vertice Longitudine E GRW Latitudine N Descrizione
1 5°56',6 41°09', Intersezione tra la linea Italia-Spagna, tra il vertice A e il vertice B, ed il parallelo 41°09'
2 6°00', 41°09',  
3 6°00', 41°18',  
4 6°10', 41°18',  
5 6°10', 41°22',  
6 6°15', 41°22',  
7 6°15', 41°25',  
8 6°20', 41°25',  
9 6°20', 41°28',  
10 6°28', 41°28',  
11 6°28', 41°32',  
12 6°35', 41°32',  
13 6°35', 41°35',  
14 6°39', 41°35',  
15 6°39', 41°37',  
16 6°45', 41°37',  
17 6°45', 41°40',  
18 6°50', 41°40',  
19 6°50', 41°42',  
20 7°08', 41°42',  
21 7°08', 41°40',  
22 7°15', 41°40',  
23 7°15', 41°39',  
24 7°18', 41°39',  
25 7°18', 41°37',  
26 7°25', 41°37',  
27 7°25', 41°35',  
28 7°31', 41°35',  
29 7°31', 41°34',  
30 7°36', 41°34',  
31 7°36', 40°05',  
32 6°16',68 40°05', Intersezione tra il parallelo 40°05' e la linea Italia-Spagna, tra il vertice G e il vertice F
33 6°11',9 40°21',5 Vertice F della linea Italia-Spagna
34 6°10',1 40°27',3 Vertice E della linea Italia-Spagna
35 6°08',9 40°31',7 Vertice D della linea Italia-Spagna
36 6°07',8 40°35',7 Vertice C della linea Italia-Spagna
37 5°57',6 41°06',5 Vertice B della linea Italia-Spagna

 

Dati in formato ESRI shp file


RIFERIMENTI NORMATIVI

04 Gennaio 2019

Zona D

Di seguito è riportata una descrizione della zona marina con riferimenti normativi ed accordi internazionali.


Istituita con Legge 21 luglio 1967, n. 613 la Zona D si estende nel mare Adriatico meridionale e nel mare Ionio ed è delimitata ad ovest dalla linea di costa delle regioni Puglia, Basilicata e Calabria, fino allo stretto di Messina; a est dalla isobata dei 200 metri.
La zona D si estende per circa 18.470 kmq e costituisce circa il 3 % della piattaforma continentale italiana.
La competenza territoriale è dell'UNMIG di Napoli.

Nel corso degli anni sono state introdotte, ai fini della salvaguardia delle coste e della tutela ambientale, alcune limitazioni alle aree dove possono essere svolte nuove attività minerarie.
In particolare il Decreto Legislativo 3 aprile 2006 n. 152 stabilisce il divieto nelle zone di mare poste entro dodici miglia dalle linee di costa lungo l'intero perimetro costiero nazionale e dal perimetro esterno delle aree marine e costiere protette.

Queste modifiche normative hanno di fatto ridotto l'area in cui è possibile presentare nuove istanze per il conferimento di nuovi titoli minerari anche se la Zona D resta comunque quella definita dalla Legge 613/67 in quanto tutte le limitazioni successivamente imposte hanno sempre fatto salvi i titoli minerari conferiti prima dell’emanazione delle norme stesse.

Con il recente Decreto Ministeriale 9 agosto 2013 si è proceduto a definire meglio le aree in cui è possibile effettuare nuove attività di ricerca di idrocarburi.
La Zona D comprende anche quattro aree isolate, delimitate dalla linea delle 12 miglia marine dalla linea di costa e dalle aree protette marine e costiere e dalla batimetrica dei 200 metri. Tali aree non sono state eliminate in applicazione dell’art. 19 della Legge 613/1967 in quanto le stesse, essendo confinanti con la contigua Zona F, sono utilmente utilizzabili ai fini della presentazione di nuove istanze.
Di seguito è riportata la descrizione dell'area della Zona D in cui è possibile presentare nuove istanze.




AREA APERTA ALLA PRESENTAZIONE DI NUOVE ISTANZE

  Area della zona marina: 18.470 kmq
  Area aperta alla presentazione di nuove istanze: 3.570 kmq (19%)

 

Vertice Descrizione
1 Intersezione tra la linea delle 12 miglia marine dalla linea di costa e dalle aree protette marine e costiere, ed il parallelo 42°00'
2 Intersezione tra il parallelo 42°00' e la linea di delimitazione della zona D (batimetrica dei 200 m)
3 Intersezione tra la linea di delimitazione della zona D (batimetrica dei 200 m) e la linea
delle 12 miglia marine dalla linea di costa e dalle aree protette costiere e marine


RIFERIMENTI NORMATIVI

04 Gennaio 2019

Zona C

Di seguito è riportata una descrizione della zona marina con riferimenti normativi ed accordi internazionali.

Istituita con Legge 21 luglio 1967, n. 613 la Zona C si estende a nord nel Mare Tirreno meridionale, tra la linea di costa siciliana e la linea isobata dei 200 metri, a ovest nel Canale di Sicilia tra la linea di costa siciliana, la linea isobata dei 200 metri e un tratto della linea di delimitazione ITALIA-TUNISIA, a sud nel Canale di Sicilia tra la linea di costa siciliana, la linea isobata dei 200 metri e il "Modus vivendi" ITALIA-MALTA, a est nel Mare Ionio meridionale tra la linea di costa siciliana e la linea isobata dei 200 metri.
Fa parte della zona C anche il sottofondo marino adiacente l'isola di Lampedusa tra l'isobata dei 200 metri e la linea di delimitazione ITALIA-TUNISIA.
Recentemente con Decreto Ministeriale 27 dicembre 2012 la zona C è stata ampliata a sud est in una parte della piattaforma continentale italiana del Mare Ionio meridionale tra il meridiano 15°10’ (limite definito dalla sentenza della Corte Internazionale di Giustizia del 3/06/85) e da archi di meridiano e parallelo internamente alla linea di delimitazione ITALIA-GRECIA.
La zona C si estende per circa 46.390 kmq e costituisce circa l’8 % della piattaforma continentale italiana.
La competenza territoriale è dell'UNMIG di Napoli.

Nel corso degli anni sono state introdotte, ai fini della salvaguardia delle coste e della tutela ambientale, alcune limitazioni alle aree dove possono essere svolte nuove attività minerarie.
In particolare il Decreto Legislativo 3 aprile 2006 n. 152 stabilisce il divieto nelle zone di mare poste entro dodici miglia dalle linee di costa lungo l'intero perimetro costiero nazionale e dal perimetro esterno delle aree marine e costiere protette.
Altre limitazioni sono poste dall’articolo 4 della Legge 9 gennaio 1991, n. 9 (divieto nelle acque delle isole Egadi).

Queste modifiche normative hanno di fatto ridotto l'area in cui è possibile presentare nuove istanze per il conferimento di nuovi titoli minerari anche se la Zona C resta comunque quella definita dalla Legge 613/67 in quanto tutte le limitazioni successivamente imposte hanno sempre fatto salvi i titoli minerari conferiti prima dell’emanazione delle norme stesse.

Con il recente Decreto Ministeriale 9 agosto 2013 si è proceduto a definire meglio le aree in cui è possibile effettuare nuove attività di ricerca di idrocarburi.
A seguito dell'adeguamento ai vincoli posti Decreto Legislativo 152/2006 alcune residue ed isolate aree sono state considerate non idonee alla presentazione di nuove istanze in quanto, per la loro forma e per la loro ridotta estensione, non avrebbero consentito di soddisfare il requisito previsto dall' articolo 19 della Legge 21 luglio 1967, n. 613 (l'area del permesso deve essere continua e compatta e deve essere delimitata da archi di meridiano e di parallelo di lunghezza pari ad un minuto primo o ad un multiplo di esso).
La zona C comprende comunque anche due aree isolate delimitate dalla batimetrica dei 200 metri. Tali aree non sono state eliminate in applicazione dell’art. 19 della Legge 21 luglio 1967, n. 613, in quanto le stesse, essendo confinanti con la contigua zona G, sono utilmente utilizzabili ai fini della presentazione di nuove istanze.
Di seguito è riportata la descrizione dell'area della Zona C in cui è possibile presentare nuove istanze.




AREA APERTA ALLA PRESENTAZIONE DI NUOVE ISTANZE

  Area della zona marina: 46.390 kmq
  Area aperta alla presentazione di nuove istanze: 32.720 kmq (71%)


SETTORE NORD

Vertice Longitudine E GRW Latitudine N descrizione
1 Intersezione tra la linea di delimitazione della zona C (linea Italia-Tunisia tra il vertice 11 e il vertice 12)
e la linea di delimitazione della zona C (batimetrica dei 200 metri)
2 Intersezione tra la linea di delimitazione della zona C (batimetrica dei 200 metri)
e la linea delle 12 miglia marine dalla linea di costa e dalle aree protette marine e costiere
3 Intersezione tra la linea delle 12 miglia marine dalla linea di costa e dalle aree protette marine e costiere,
e la linea di delimitazione della zona C (batimetrica dei 200 metri)
4 Intersezione tra la linea di delimitazione della zona C (batimetrica dei 200 metri)
e la linea delle 12 miglia marine dalla linea di costa e dalle aree protette marine e costiere
5 Intersezione tra la linea delle 12 miglia marine dalla linea di costa e dalle aree protette marine e costiere,
e la linea di delimitazione della zona C (batimetrica dei 200 metri)
6 Intersezione tra la linea di delimitazione della zona C (batimetrica dei 200 metri)
e la linea delle 12 miglia marine dalla linea di costa e dalle aree protette marine e costiere
7 Intersezione tra la linea delle 12 miglia marine dalla linea di costa e dalle aree protette marine e costiere,
e la linea di delimitazione della zona C (linea Italia-Tunisia tra il vertice 18 e il vertice 17)
8 11°56',8 37°08',4 vertice 17 della linea Italia-Tunisia
9 11°52',7 37°14',2 vertice 16 della linea Italia-Tunisia
10 11°48',2 37°20',6 vertice 15 della linea Italia-Tunisia
11 11°45',5 37°22',4 vertice 14 della linea Italia-Tunisia
12 11°42', 37°24',5 vertice 13 della linea Italia-Tunisia
13 11°19', 37°41',2 vertice 12 della linea Italia-Tunisia


SETTORE SUD

Vertice Longitudine E GRW Latitudine N descrizione
1 Intersezione tra la linea di delimitazione della zona C (batimetrica dei 200 metri)
e la linea delle 12 miglia marine dalla linea di costa e dalle aree protette marine e costiere
2 Intersezione tra la linea delle 12 miglia marine dalla linea di costa
e dalle aree protette marine e costiere, e ed il parallelo 36°34'
3 16°04', 36°34',  
4 16°04', 36°00',  
5 16°46', 36°00',  
6 16°46', 35°04',  
7 16°40', 35°04',  
8 16°40', 35°00',  
9 16°33', 35°00',  
10 16°33', 34°57',  
11 16°29', 34°57',  
12 16°29', 34°54',  
13 16°23', 34°54',  
14 16°23', 34°52',  
15 16°18', 34°52',  
16 16°18', 34°50',  
17 16°14', 34°50',  
18 16°14', 34°48',  
19 16°10', 34°48',  
20 16°10', 34°46',  
21 16°04', 34°46',  
22 16°04', 34°44',  
23 16°00', 34°44',  
24 16°00', 34°43',  
25 15°56', 34°43',  
26 15°56', 34°40',  
27 15°45', 34°40',  
28 15°45', 34°38',  
29 15°36', 34°38',  
30 15°36', 34°35',  
31 15°10', 34°35',  
32 Intersezione tra il meridiano 15°10' e la linea di delimitazione della zona C
(segmento del "modus vivendi" Italia-Malta)
33 Intersezione tra la linea di delimitazione della zona C (segmento del "modus vivendi" Italia-Malta)
e la linea di delimitazione della zona C (batimetrica dei 200 metri)


RIFERIMENTI NORMATIVI

04 Gennaio 2019

Zona B

Di seguito è riportata una descrizione della zona marina con riferimenti normativi ed accordi internazionali.

Istituita con Legge 21 luglio 1967, n. 613 la Zona B si estende nel mare Adriatico centrale dal parallelo 44° al parallelo 42°, è delimitata ad ovest dalla linea di costa delle regioni Marche, Abruzzo e parte del Molise e ad est dalla linea di delimitazione Italia-Croazia.
La zona B si estende per circa 23.000 kmq e costituisce circa il 4 % della piattaforma continentale italiana.
La competenza territoriale è dell'UNMIG di Roma.

Nel corso degli anni sono state introdotte, ai fini della salvaguardia delle coste e della tutela ambientale, alcune limitazioni alle aree dove possono essere svolte nuove attività minerarie.
In particolare il Decreto Legislativo 3 aprile 2006 n. 152 stabilisce il divieto nelle zone di mare poste entro dodici miglia dalle linee di costa lungo l'intero perimetro costiero nazionale e dal perimetro esterno delle aree marine e costiere protette.

Queste modifiche normative hanno di fatto ridotto l'area in cui è possibile presentare nuove istanze per il conferimento di nuovi titoli minerari anche se la Zona B resta comunque quella definita dalla Legge 613/67 in quanto tutte le limitazioni successivamente imposte hanno sempre fatto salvi i titoli minerari conferiti prima dell’emanazione delle norme stesse.

Con il recente Decreto Ministeriale 9 agosto 2013 si è proceduto a definire meglio le aree in cui è possibile effettuare nuove attività di ricerca di idrocarburi.
A seguito dell'adeguamento ai vincoli posti Decreto Legislativo 152/2006 alcune residue ed isolate aree sono state considerate non idonee alla presentazione di nuove istanze in quanto, per la loro forma e per la loro ridotta estensione, non avrebbero consentito di soddisfare il requisito previsto dall' articolo 19 della Legge 21 luglio 1967, n. 613 (l'area del permesso deve essere continua e compatta e deve essere delimitata da archi di meridiano e di parallelo di lunghezza pari ad un minuto primo o ad un multiplo di esso).
Di seguito è riportata la descrizione dell'area della Zona B in cui è possibile presentare nuove istanze.




AREA APERTA ALLA PRESENTAZIONE DI NUOVE ISTANZE

  Area della zona marina: 23.000 kmq
  Area aperta alla presentazione di nuove istanze: 12.980 kmq (56%)


SETTORE NORD

Vertice Longitudine E GRW Latitudine N descrizione
1 Intersezione tra la linea delle 12 miglia marine dalla linea di costa e dalle aree protette marine e costiere, ed il parallelo 44°00'
2 Intersezione tra il parallelo 44°00' e la linea di delimitazione della zona B (linea Italia-Croazia, tra il vertice 16 e il vertice 17)
3 14°04',816 43°57',616 vertice 17 della linea Italia-Croazia
4 14°10',116 43°54',16 vertice 18 della linea Italia-Croazia
5 14°21',266 43°43',016 vertice 19 della linea Italia-Croazia
6 14°23',516 43°40',266 vertice 20 della linea Italia-Croazia
7 14°24',566 43°38',516 vertice 21 della linea Italia-Croazia
8 14°26',266 43°35',966 vertice 22 della linea Italia-Croazia
9 14°30',116 43°31',916 vertice 23 della linea Italia-Croazia
10 14°31',816 43°29',916 vertice 24 della linea Italia-Croazia
11 14°35',116 43°25',316 vertice 25 della linea Italia-Croazia
12 14°46',016 43°12',866 vertice 26 della linea Italia-Croazia
13 14°47',866 43°10',466 vertice 27 della linea Italia-Croazia
14 14°54',666 43°03',766 vertice 28 della linea Italia-Croazia
15 14°57',816 43°00',866 vertice 29 della linea Italia-Croazia
16 15°00',616 42°59',266 vertice 30 della linea Italia-Croazia
17 15°09',466 42°47',816 vertice 31 della linea Italia-Croazia
18 15°21',766 42°36',766 vertice 32 della linea Italia-Croazia
19 15°44',766 42°29',566 vertice 33 della linea Italia-Croazia
20 Intersezione tra la linea di delimitazione della zona B (linea Italia-Croazia, tra il vertice 33 e il vertice 34) e il meridiano 15°47'
21 Intersezione tra il meridiano 15°47' e la linea delle 12 miglia marine dalla linea di costa e dalle aree protette marine e costiere


SETTORE SUD

Vertice Longitudine E GRW Latitudine N descrizione
1 Intersezione tra il meridiano 16°16' e la linea di delimitazione della zona B (linea Italia-Croazia, tra il vertice 35 e il vertice 36)
2 16°34',5 42°16',883 vertice 36 della linea Italia-Croazia
3 16°37',066 42°15',983 vertice 37 della linea Italia-Croazia
4 Intersezione tra la linea di delimitazione della zona B (linea Italia-Croazia, tra il vertice 37 e il vertice 38) e la linea di delimitazione
della zona B (batimetrica dei 200)
5 Intersezione tra la linea di delimitazione della zona B (batimetrica dei 200 m) ed il parallelo 42°00'
6 Intersezione tra il parallelo 42°00' e la linea delle 12 miglia marine dalla linea di costa e dalle aree protette marine e costiere
7 Intersezione tra la linea delle 12 miglia marine dalla linea di costa e dalle aree protette marine e costiere, ed il meridiano 16°16'


RIFERIMENTI NORMATIVI

04 Gennaio 2019

Zona A

Di seguito è riportata una descrizione della zona marina con riferimenti normativi ed accordi internazionali.


Istituita con Legge 21 luglio 1967, n. 613 la Zona A si estende nel mare Adriatico settentrionale fino al parallelo 44°, è delimitata ad ovest dalla linea di costa delle regioni Friuli Venezia Giulia, Veneto e Emilia Romagna e ad est dalle linee di delimitazione Italia-Slovenia e Italia-Croazia.
La zona A si estende per circa 13.300 kmq e costituisce circa il 2 % della piattaforma continentale italiana.
La competenza territoriale è dell'UNMIG di Bologna.

Nel corso degli anni sono state introdotte, ai fini della salvaguardia delle coste e della tutela ambientale, alcune limitazioni alle aree dove possono essere svolte nuove attività minerarie.
In particolare il Decreto Legislativo 3 aprile 2006 n. 152 stabilisce il divieto nelle zone di mare poste entro dodici miglia dalle linee di costa lungo l'intero perimetro costiero nazionale e dal perimetro esterno delle aree marine e costiere protette.
Altre limitazioni sono poste dall’articolo 4 della Legge 9 gennaio 1991, n. 9 (divieto nelle acque del Golfo di Venezia, nel tratto di mare compreso tra il parallelo passante per la foce del fiume Tagliamento e il parallelo passante per la foce del ramo di Goro del fiume Po).

Queste modifiche normative hanno di fatto ridotto l'area in cui è possibile presentare nuove istanze per il conferimento di nuovi titoli minerari anche se la Zona A resta comunque quella definita dalla Legge 613/67 in quanto tutte le limitazioni successivamente imposte hanno sempre fatto salvi i titoli minerari conferiti prima dell’emanazione delle norme stesse.

Con il recente Decreto Ministeriale 9 agosto 2013 si è proceduto a definire meglio le aree in cui è possibile effettuare nuove attività di ricerca di idrocarburi. Di seguito è riportata la descrizione dell'area della Zona A in cui è possibile presentare nuove istanze.




AREA APERTA ALLA PRESENTAZIONE DI NUOVE ISTANZE

 
  Area della zona marina: 13.300 kmq
  Area aperta alla presentazione di nuove istanze: 4.016 kmq (30%)

 

Vertice Longitudine E Greenwich Latitudine N Descrizione
1 Intersezione tra la linea delle 12 miglia marine dalla linea di costa e dalle aree protette marine e costiere, ed il parallelo 44°47'
2 Intersezione tra il parallelo 44°47' e la linea di delimitazione della zona A (linea Italia-Croazia, tra il vertice 7 e il vertice 8)
3 13°06',116 44°46',216 vertice 8 della linea Italia-Croazia
4 13°06',566 44°44',216 vertice 9 della linea Italia-Croazia
5 13°07',766 44°30',16 vertice 10 della linea Italia-Croazia
6 13°10',716 44°28',566 vertice 11 della linea Italia-Croazia
7 13°11',566 44°28',016 vertice 12 della linea Italia-Croazia
8 13°27',916 44°17',766 vertice 13 della linea Italia-Croazia
9 13°37',866 44°12',616 vertice 14 della linea Italia-Croazia
10 13°40',016 44°10',766 vertice 15 della linea Italia-Croazia
11 14°00',916 44°00',616 vertice 16 della linea Italia-Croazia
12 Intersezione tra la linea di delimitazione della zona A (linea Italia-Croazia, tra il vertice 16 e il vertice 17) ed il parallelo 44°00'
13 Intersezione tra il parallelo 44°00' e la linea delle 12 miglia marine dalla linea di costa e dalle aree protette marine e costiere


RIFERIMENTI NORMATIVI

03 Gennaio 2019

Risorse geotermiche

Il Decreto Legislativo 31 marzo 1998, n. 112 ha delegato alle regioni le funzioni relative al conferimento di titoli minerari per risorse geotermiche nella terraferma, lasciando allo Stato, oltre che il compito di rilasciare solo quelli in mare, le funzioni di inventario, i relativi aggiornamenti, l’acquisizione di dati e la promozione di nuove tecnologie.

Le recenti modifiche al Decreto Legislativo 11 febbraio 2010, n. 22 apportate dall'art.9 del Decreto Legislativo 3 marzo 2011, n. 28, hanno stabilito che il Ministero dello sviluppo economico, di concerto con il Ministero dell’ambiente e per la tutela del territorio e del mare, d’intesa con la Regione interessata, sia l’autorità competente per il conferimento di particolari titoli geotermici finalizzati alla sperimentazione di impianti pilota ad emissioni nulle. Con la Direttiva Direttoriale 1 luglio 2011 sono state fornite indicazioni per la prima attuazione delle modifiche introdotte dal Decreto legislativo 28/2011 al Decreto legislativo 22/2010

 

Elenco dei titoli minerari per la ricerca e coltivazione di risorse geotermiche

Dati al 31 luglio 2020

 

 

03 Gennaio 2019

Il Mare - Attività di ricerca e produzione di idrocarburi nell’offshore italiano

Il Mare
Seconda edizione revisionata e ampliata
Marzo 2015

Argomenti trattati

  • Legislazione delle attività minerarie in mare
  • Sicurezza delle attività offshore e tutela ambientale
  • Accordi con enti, università ed altre amministrazioni
  • Cenni di geologia dell'offshore italiano
  • Piattaforma continentale italiana
  • Attività minerarie internazionali: Artico, panorama Mare Mediterraneo
  • Attività minerarie nazionali in mare

 

Numeri speciali precedenti

Anno 2013 - versione inglese