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03 Gennaio 2019

Rapporto annuale

Rapporto annuale 2019

Attività dell'anno 2018
dati al 31 dicembre 2018
aggiornamento del 4 dicembre 2019

Rapporti annuali degli anni precedenti

Anno 2018 (attività 2017)
Databook 2017 (attività 2016) - versione inglese
Anno 2016 (attività 2015) - versione inglese
Anno 2015 (attività 2014) - versione inglese
Anno 2014 (attività 2013) - versione inglese
Anno 2013 (attività 2012) - executive summary in lingua inglese
Anno 2012 (attività 2011) - versione inglese
Anno 2011 (attività 2010) - versione inglese
Anno 2009 - versione inglese
Anno 2008 - versione inglese
Anno 2007 - versione inglese
Anno 2006
Anno 2005
Anno 2004
Anno 2003
Anno 2002
Anno 2001

03 Gennaio 2019

Bollettino ufficiale degli idrocarburi e delle georisorse

Nel BUIG Nel Bollettino Ufficiale degli Idrocarburi e delle Georisorse (BUIG) vengono pubblicati mensilmente I provvedimenti e le istanze concernenti l’attività dei titoli minerari. A seguito della pubblicazione viene aggiornato l'Elenco dei titoli minerari.

 

Ultimo numero del Bollettino ufficiale per gli idrocarburi e le georisorse

Maggio 2020 anno LXIV, n. 5

 

Numeri precedenti

Di seguito sono riportati in ordine cronologico inverso i BUIG pubblicati in formato elettronico a partire dal mese di giugno 2001.

La raccolta completa dei BUIG pubblicati in formato cartaceo dal Poligrafico e Zecca dello Stato fino all'anno 2000 è disponibile presso la sede di Via Molise, 2 Roma. La scansione di alcuni di questi numeri è pubblicata alla pagina Archivio storico dei BUIG e delle Carte dei titoli minerari

 

2020

2019

2018

2017

2016

2015

2014

2013

2012

2011

2010

2009

2008

2007

2006

2005

2004

2003

2002

2001

03 Gennaio 2019

Val d'Agri

A seguito della definizione dell’Accordo Quadro firmato dal Ministero dello Sviluppo Economico, Regione Basilicata, Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), designato come Struttura Preposta al Monitoraggio (SPM), e sottoscritto da Eni in data 27 febbraio 2017, la sperimentazione ai sensi degli ILG oltre ai siti pilota già individuati per la sperimentazione, è stata estesa anche alla Concessione di coltivazione VAL D'AGRI.
In data 27 Aprile 2017 si è tenuto presso il Mise un Kick off meeting nel quale la Società Eni ha illustrato alle Amministrazioni ed a INGV i dati relativi della concessione; caratteristiche generali del giacimento, inquadramento geologico strutturale, analisi sismologica, reti di monitoraggio sismico e di deformazione del suolo, modello di giacimento e studi geomeccanici i dati relativi alla concessione al fine di garantire lo scambio di informazioni tecniche e di dati sulla concessione alle Amministrazioni e a INGV: ad esempio caratteristiche generali del giacimento, inquadramento geologico strutturale, analisi sismologica, reti di monitoraggio sismico e di deformazione del suolo, modello di giacimento e studi geomeccanici.

Successivamente a questo primo incontro tecnico è stata istituita e si è insediata una Commissione tecnica (Comitato) per la prosecuzione dei lavori composta da:

  • DGS UNMIG (Ministero Sviluppo Economico)
  • Regione Basilicata
  • INGV (SPM designata)
  • ENI (Società Titolare)

Per Val D’Agri l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia è stato designato come Struttura Preposta al Monitoraggio (SPM).

Ad oggi la Commissione ha prodotto i seguenti documenti:

  • Regolamento di Funzionamento (approvato in data 27 Giugno 2018)
  • Protocollo di Trasmissione Dati (approvato in data 27 Giugno 2018)

INGV sulla base del Documento Tecnico allegato all’Accordo Quadro ha fornito all’Amministrazione la Valutazione Economica per le attività previste dal Protocollo.
La valutazione economica è stata approvata formalmente in CIRM in data 29/11/2017.
È importante rilevare che l’Accordo Quadro per l’applicazione sperimentale dei monitoraggi ai sensi degli ILG in Val D’Agri prevede la completa cessione della rete sismica e quella delle deformazioni del suolo (CGPS) dalla Società Eni S.p.A. a INGV, dopo due anni dall’avvio dell’accordo (tempo necessario all’implementazione tecnica della rete ai fini del raggiungimento delle performance indicate dagli ILG).


Il campo di Val d’Agri

Il giacimento ad olio Val d’Agri è stato scoperto nel 1987 ed è ubicato nella regione Basilicata, a circa 20 km a Sud-Est della città di Potenza. Il giacimento è ubicato all’interno della Concessione di coltivazione VAL D’AGRI che ha un’estensione di 660,15 Km2 ed è intestata ad Eni S.p.A. e Shell Italia E&P S.p.A., con quote rispettivamente del 60.77% e 39.23%.
Il giacimento, con area mineralizzata di circa 300 km2, è costituito da tre culminazioni principali: le strutture di Monte Alpi e Monte Enoc nella zona sud-orientale e quella di Cerro Falcone nella zona nord-occidentale. Il giacimento è costituito dai carbonati fratturati della Piattaforma Apula Interna con uno spessore, della colonna mineralizzata, di circa 800 m. Le rocce di copertura sono costituite delle formazioni Irpina, Pre-Irpina e Volturino.


Figura 1 - Sezione geologica di una porzione del campo Val d’Agri. ENI


Domini di Rilevazione

Il monitoraggio della sismicità naturale e/o eventualmente indotta dalle attività di coltivazione di idrocarburi, condotte nella concessione, viene effettuato nei volumi definiti Dominio Interno di rilevazione (DI, in rosso) e Dominio Esteso (DE, in arancione). In particolare le dimensioni risultano essere rispettivamente di circa 7.700 km3 e 23.000 km3.

I parametri significativi ai fini degli ILG sono i seguenti (profondità da livello mare):

  • Zowc = 3 km profondità del giacimento
  • DI = 5 km estensione del DI oltre il giacimento (caso di reiniezione)
  • DE = 5 km estensione del DE oltre il DI
  • Zi = 8 km profondità massima del DI
  • Ze= 13 km profondità massima del DE


Figura 2 - Estensione del giacimento di Val d’Agri (in verde), del DI (rosso), del DE (arancio). I triangoli gialli sono le stazioni sismiche della rete. In azzurro il pozzo iniettore CM-2.


Configurazione della Rete Sismica

La rete di monitoraggio sismico attualmente è costituita da 15 stazioni remote digitali dotate di sismometri 3C a corto periodo. La rete è orientata prevalentemente NW-SE con una lunghezza di circa 45 km e una larghezza di circa 36 km (vedi figura 2) ed è operante fin dal 2001.
Il sistema centrale di controllo è ubicato presso gli uffici Eni di S. Donato Milanese, a cui i dati sono trasmessi tramite segnale telefonico GSM..


Figura 3 - Integrazione dell’attuale rete per il monitoraggio sismico in Val d’Agri. ENI. Linea verde giacimento Val d’Agri, linea rossa DI, linea arancio DE. I triangoli gialli sono le stazioni sismiche della rete ENI, i triangoli azzurri le stazioni INGV, in rosso le 5 nuove stazioni integranti.

Descrizione delle stazioni

Le stazioni di monitoraggio sismico sono in genere equipaggiate con la seguente strumentazione:

  • Sismometro Le-3Dlite a 3 componenti con periodo di 1 s, massima frequenza utile di 80 Hz.
  • Trasmissione dati GSM.
  • Sistema di alimentazione con batterie tampone, pannelli solari 2x40 Wp.
  • Acquisitore Mars-88 a 20 bit a 3 canali, acquisizione continua con frequenza 125 Hz.

La completezza della rete attuale, così come determinata dagli studi di INGV, è di Magnitudo 0.9 – 1.2 con magnitudo minima registrata 0.0.


Sistema di acquisizione dati

La registrazione dei dati è in continua H24 e i dati sono sincronizzati con segnale radio DCF-77. Sulle stazioni locali avviene una pre-elaborazione che, tramite un algoritmo di tipo STA/LTA, verifica in tempo reale la presenza di possibili eventi sismici (trigger).
Il sistema centrale interroga periodicamente (ogni ora) le stazioni remote e verifica l’esistenza di trigger contemporanei su più stazioni (coincidenze).


Adeguamento agli ILG

Per l’adeguamento agli ILG, quindi per migliorare la detezione della rete (eventi di ML tra 0 ed 1), nonché la localizzazione degli eventi (incertezza entro qualche centinaio di metri) ed eseguire analisi più approfondite sui dati, Eni ha predisposto un piano con:

  • Sostituzione strumentazione (inclusi accelerometri) delle stazioni e software di elaborazione avanzata;
  • 5 stazioni aggiuntive e 1 rilocata (totale da 15 a 20);
  • Registrazione in continuo (attuale acquisizione a trigger) per la completezza degli eventi registrati.

Tale adeguamento è previsto essere completato nei tempi stabiliti dall’Accordo Quadro.


Il monitoraggio delle deformazioni del suolo

Per ottemperare agli ILG, anche per quanto riguarda il monitoraggio delle deformazioni del suolo, Eni sta implementando una rete CGPS le cui caratteristiche tecniche e geometriche rispettino i criteri e le indicazioni contenute negli ILG.



Attualmente sono state implementate e sono funzionanti 3 delle 12 stazioni previste. Il completamento della rete è previsto essere completato nei tempi stabiliti dall’Accordo Quadro.
Oltre alla rete CGPS, per la determinazione dei movimenti verticali del suolo, così come stabilito dagli ILG, Eni dispone dal 2003 anche delle mappe satellitarie InSAR.

03 Gennaio 2019

Casaglia

L’accordo con la Regione Emilia-Romagna prevedeva che la sperimentazione fosse eseguita anche sul sito pilota di Casaglia, in qualità di concessione di produzione di energia geotermica tradizionale.
La sperimentazione non è ancora iniziata in quanto è ancora in corso la procedura amministrativa per la riattribuzione della concessione.
Al contempo la DGS UNMIG sta portando avanti l’iter amministrativo per la definizione dell’accordo di sperimentazione e la definizione della SPM in funzione anche delle manifestazione di interesse per lo svolgimento del ruolo di SPM pervenute da parte di enti interessati.

 

Manifestazioni di interesse pervenute

  • Università di Ferrara
  • Istituto Nazionale di Vulcanologia e Geofisica

03 Gennaio 2019

Mirandola

L’accordo per l’applicazione sperimentale degli ILG alla Concessione di coltivazione MIRANDOLA è stato firmato in data 15 novembre 2016 da Regione Emilia-Romagna, DGS-UNMIG, Assomineraria, Società Padana Energia avente come scopo:

  • l’applicazione in via sperimentale gli ILG alla concessione di coltivazione idrocarburi “Mirandola”, quale caso pilota, regolando l’adeguamento e l’eventuale potenziamento della rete di monitoraggio esistente e disciplinando la conduzione dei monitoraggi;
  • la conduzione, per almeno un anno, del monitoraggio utilizzando la rete di acquisizione che tenga in considerazione le specifiche tecniche indicate negli ILG e in applicazione del principio di “valorizzazione dell’esistente” più volte citato negli stessi ILG;
  • di fornire gli elementi necessari per un eventuale aggiornamento degli ILG in base all’esperienza acquisita, così come previsto dagli ILG stessi;
  • acquisire informazioni per l’adeguamento degli ILG alle attività offshore.

Il Comitato Tecnico è costituito da:

  • DGS UNMIG (Direttore UNMIG Bologna)
  • Regione Emilia-Romagna
  • SPM
  • Società Titolare
  • Assomineraria

Al Comitato possono anche partecipare i rappresentanti dei Comuni interessati dal giacimento. La sperimentazione sul sito di Mirandola è iniziata formalmente in data 31 gennaio 2017. Anche in questo caso però la sperimentazione è iniziata con un anno di ritardo principalmente a causa dell’impossibilità della definizione del fondo nazionale previsto per l’avvio dei lavori ma anche perché gli accordi fra i comuni la società Padana Energia, ed INGV sono stati effettivamente conclusi nel 2018.

Ai sensi dell’art. 6 dell’accordo firmato in data 15 novembre 2016 sopra citato, la SPM:

  • acquisisce ed analizza i dati di produzione e reiniezione, geologici e di sottosuolo, nonché tutti i dati reputati utili ai fini delle Attività, unitamente ai risultati e agli esiti dei monitoraggi fin qui condotti dal Concessionario;
  • supervisiona la verifica da parte del Concessionario della rete esistente, il programma di implementazione, nel rispetto delle specifiche degli ILG;
  • Supervisiona la realizzazione dell’eventuale implementazione della rete di monitoraggio di cui al punto precedente;
  • verifica, elabora e interpreta i dati grezzi acquisiti dalla rete di monitoraggio;
  • redige e distribuisce ai componenti del Comitato, della DGS-UNMIN, Regione Emilia-Romagna e Assomineraria la relazione trimestrale con i risultati del monitoraggio, a firma del Dirigente di Ricerca INGV responsabile delle attività.

Nell’ambito dei lavori del Comitato sono stati prodotti i seguenti documenti:

  • Regolamento di Funzionamento: approvato in data 29 Novembre 2016
  • Protocollo di Trasmissione Dati: approvato in data 14 Dicembre 2016
  • Documento tecnico: approvato in data 21 Dicembre 2016

Per la concessione Mirandola la SPM designata, dato il carattere sperimentale dell’attività e quale Centro per i monitoraggi del Sottosuolo, è INGV - Centro per i monitoraggi del Sottosuolo.
INGV, sulla base del Documento tecnico, ha fornito all’Amministrazione la Valutazione Economica per le attività previste dal Protocollo.
La valutazione economica è stata approvata formalmente in CIRM in data 29/11/2017.
Il Comitato si è riunito nel 2017 e nel 2018. In particolare nel 2018 si è riunito due volte: in data 26 Marzo ed in data 11 Giugno. In occasione di quest’ultima riunione è stato valutato di eseguire le attività previste nella valutazione economica di cui al precedente capoverso nell’arco del biennio 2018-2019.

 

Nell’ambito del Laboratorio Cavone sono stati ottenuti importanti risultati per l’avvio delle metodologie di monitoraggio sui siti di produzione di idrocarburi con reiniezione delle acque di produzione:

  • sono state per la prima volta applicate su un caso concreto le definizioni per l’applicazione dei monitoraggi al cosiddetto “Dominio interno di rilevazione – DI”.
  • attraverso dati INGV, sul sito internet del Laboratorio sono visualizzati i dati relativi alla sismicità di tutta la bassa modenese e per una più vasta area di circa 8.000 chilometri quadrati.
  • in base alla definizione del dominio di rilevazione è stato possibile applicare un modello di gestione del monitoraggio che confronta gli eventi sismici registrati con le attività di produzione e iniezione, cercando di identificare eventuali correlazioni.
  • è pubblicato sul sito del Laboratorio Cavone un rapporto relativo a ciascun evento sismico ubicato all’interno del DI con relativa analisi e confronto con le attività di produzione e iniezione.

Oltre che nell’applicazione tecnica dei monitoraggi, il Laboratorio ha:

  • verificato la copertura di rilevazione della rete di monitoraggio nella configurazione attuale;
  • effettuato una verifica preliminare della correlazione statistica degli eventi con le attività di coltivazione del giacimento;
  • valutato dal punto di vista statistico l’accadimento di eventi microsismici che ricadono entro le diverse soglie di attenzione individuate per il sistema a semaforo;
  • adottato un modello di comunicazione e trasparenza con le amministrazioni locali e il territorio.

In particolare, soprattutto in riferimento a quest’ultimo punto, il Laboratorio ha fornito una procedura di comunicazione con l’Autorità competente, ha proposto l’adozione di importanti strumenti quali il sito web dedicato, l’organizzazione di eventi aperti al pubblico e la segnalazione all’ingresso della centrale di raccolta e trattamento (Cavone Centro Olio) degli eventi registrati dalla rete e dei volumi prodotti e iniettati.
Il giacimento ad olio Cavone, scoperto nel 1972, ricade nella concessione Mirandola che è ubicata prevalentemente in Emilia-Romagna nella provincia di Modena, e in parte in Lombardia, in provincia di Mantova; ha un’estensione di 121,96 km2 ed è intestata a Società Padana Energia.
L’ area mineralizzata (ossia l’area vera e propria del giacimento) è di circa 15 km2; le rocce serbatoio sono costituite da Calcari Grigi di Noriglio, calcare Oolitico e Brecce di Cavone, mentre le rocce di copertura sono costituite da Marne del Cerro.
Il giacimento si trova ad una profondità di circa 2900 m. La trappola è costituita da un’anticlinale allungata in direzione est-ovest e fagliata sia longitudinalmente che trasversalmente.
Il fluido prodotto dal giacimento è composto da olio, gas metano ed acqua di strato (ossia l’acqua fossile caratterizzata da un elevato contenuto di sali).
Nel campo sono presenti 11 pozzi, di cui 1 dedicato alla reiniezione; l’acqua di strato viene infatti reiniettata all’interno del giacimento dal quale è stata estratta insieme all’olio e al gas, in accordo con le best practices internazionali.


Figura 1- In alto, sezione geologica del giacimento Cavone.



Dominio di Rilevazione

Il monitoraggio della sismicità naturale e/o eventualmente indotta dalle attività di coltivazione del giacimento condotte nella concessione, viene effettuato nel volume definito Dominio Interno di rilevazione (figura 2), che per il giacimento di Cavone si estende fino alla superficie, per una fascia di raggio 5 Km che contorna il margine del giacimento posto a circa 3 chilometri di profondità (datum di campo: 2.900 m s.l.m.). Inoltre attraverso dati INGV e delle stazioni di monitoraggio locali sono visualizzati sul sito del Laboratorio Cavone (www.labcavone.it) i dati relativi alla sismicità di tutta la bassa modenese e per una più vasta area di circa 8.000 chilometri quadrati.

I parametri significativi ai fini degli ILG sono i seguenti (profondità da livello mare):

  • Zowc = 3 km. Rappresenta la profondità del giacimento
  • DI = 5 km. È l’estensione del Dominio Interno oltre il margine del giacimento (caso di reiniezione) • Zi = 8 km profondità massima del DI (che si estende 5 km sotto al giacimento)


Figura 2-a) Proiezione in mappa del giacimento (poligono centrale) e del Dominio interno.


Figura 2-b) Sezione ovest-est del Dominio interno.

La configurazione della Rete Sismica e la descrizione delle stazioni è disponibile sul sito www.labcavone.it.



Configurazione della Rete Sismica

La rete di monitoraggio sismico attualmente è costituita da 4 stazioni remote digitali dotate di sismometri 3C a corto periodo. La rete è orientata prevalentemente W-E con una lunghezza di circa 9 km e una larghezza di circa 6 km (vedi figura 3). La rete è stata installata nel dicembre del 1982 ed è operativa nella configurazione attuale da novembre 1992 con una sospensione dell’operatività, a causa di danneggiamento di 2 stazione in seguito ai sismi di maggio-giugno 2012, da settembre 2012 a giugno 2013.
I dati sono trasmessi tramite segnale telefonico GSM al sistema centrale di controllo.

Figura 3- Configurazione della rete sismica. Padana Energia..


Descrizione delle stazioni

Le stazioni di monitoraggio sismico sono equipaggiate con la seguente strumentazione:

  • Sismometro Le-3D71s Lennartz a 3 componenti con periodo di 1 s, massima frequenza di campionamento 80 Hz; trasmissione dati GSM; sistema di alimentazione con batterie tampone, corrente elettrica.
  • Acquisitore Mars-88 a 20 bit Lennartz Electronic 3 canali, acquisizione continua.



Sistema di acquisizione dati

La registrazione dei dati è in continua H24 e i dati sono sincronizzati con segnale radio DCF-77. Sulle stazioni locali avviene una pre-elaborazione che, tramite un algoritmo di tipo STA/LTA, verifica in tempo reale la presenza di possibili eventi sismici (trigger).
Il sistema centrale interroga periodicamente (ogni ora) le stazioni remote e verifica l’esistenza di trigger contemporanei su più stazioni (coincidenze).


Il monitoraggio delle deformazione del suolo

Nell’ambito del LabCavone sono in corso studi ed approfondimenti che riguardano rispetto alla specificità geologica del giacimento le tecniche di acquisizione dati che permettono di fornire informazioni sia sull’andamento temporale che su quello spaziale delle deformazioni dello strato superficiale del suolo durante il periodo di osservazione.
Nel prossimo periodo sono previste ulteriori valutazioni tecnico-economiche anche in merito alla possibilità di effettuare un’analisi storica dei dati disponibili, volta ad individuare il quadro dei movimenti del suolo che si sono già realizzati e delle eventuali attività di monitoraggio geodinamico.





Il monitoraggio delle pressioni di poro

La pressione di fondo del pozzo reiniettore Cavone 14 viene misurata con frequenza annuale e registrato il profilo di pressione e temperatura a profondità prefissate.
Le sopraccitate verifiche annuali, così come anche le analisi dei dati di campo misurati nel maggio-giugno 2014, confermano che l’attuale pressione del giacimento coincide con la pressione originaria misurata al momento della scoperta alla fine degli anni ‘70.

03 Gennaio 2019

Minerbio

L'accordo relativo alla Concessione di stoccaggio MINERBIO STOCCAGGIO, è stato siglato in data 5 maggio 2016 da MiSE, Regione Emilia-Romagna e Stogit S.p.A. La sperimentazione è formalmente iniziata in data 11 luglio 2016. Tuttavia, le attività per l’avvio della sperimentazione sono iniziate con un ritardo di 6 mesi rispetto al 11 luglio 2016 a causa degli eventi sismici dell’agosto 2016 avvenuti in Italia centrale che hanno di fatto impegnato INGV oltre i normali compiti istituzionali, sul fronte degli studi e delle attività di monitoraggio effettuate per la Protezione Civile (cfr. verbale 27 Luglio 2017).. La sperimentazione è formalmente iniziata in data 11 luglio 2016. Tuttavia, si precisa che le attività per l’avvio della sperimentazione sono iniziate con un ritardo di 6 mesi rispetto al 22 luglio 2016 a causa degli eventi sismici dell’agosto 2016 avvenuti in Italia centrale che hanno di fatto impegnato INGV oltre i normali compiti istituzionali, sul fronte degli studi e delle attività di monitoraggio effettuate per la Protezione Civile (cfr. verbale 27 Luglio 2017).

In base all’Accordo siglato il Comitato per la concessione di Minerbio è così composto:

  • DGS UNMIG (Ministero Sviluppo Economico)
  • Regione Emilia Romagna;
  • SPM;
  • Società Titolare

Al Comitato possono anche partecipare un rappresentante del Comune di Minerbio ed un delegato di Assomineraria
Per la concessione Minerbio INGV quale Centro per i monitoraggi del Sottosuolo è stato designato come SPM.

Nell’ambito dei lavori del Comitato sono stati prodotti i seguenti documenti:

  • Regolamento di Funzionamento (approvato in data 27 Maggio 2016): definisce la composizione del Comitato, il ruolo di ciascun rappresentante, le modalità di incontro e la definizione ed approvazione dei documenti.
  • Protocollo di Trasmissione Dati (approvato in data 04 Giugno 2016): definisce le modalità di trasmissione dei dati (tipologia e frequenza di trasmissione dalla SPM al Comitato).
  • Documento tecnico (approvato in data 04 Giugno 2016): definisce in via programmatica il piano tecnico di realizzazione o implementazione della rete sulla base delle specifiche tecniche della Concessione.

INGV sulla base del Documento tecnico ha fornito all’Amministrazione la valutazione economica per le attività previste dal Protocollo la quale è stata approvata formalmente nella seduta della CIRM a) del 29 novembre 2017.
In attesa della definizione delle procedure amministrative, INGV ha realizzato un rapporto sulle condizioni geologico strutturali dell’area, sulla sismicità regionale e sugli eventi sismici storici registrati dalla rete sismica locale.
Nota Bene: Per quanto riguarda la sperimentazione degli ILG sul sito di Minerbio si specifica che per quanto riportato nel verbale del Gruppo di Lavoro ILG 23 Dicembre 2015, al caso dello stoccaggio non è applicato il cap. 9.4 degli ILG ovvero l’attivazione delle soglie, poiché applicabile solo alla “reiniezione di fluidi incomprimibili”.



Il campo di stoccaggio

Il giacimento di stoccaggio di Minerbio, collocato ad una profondità di circa 1300 m, è costituito da un sistema geologico in grado di assicurare l’intrappolamento del gas, in virtù delle caratteristiche delle rocce che lo compongono e della propizia conformazione degli strati in questa porzione del sottosuolo (“trappola strutturale”). Questo giacimento era stato oggetto di una precedente coltivazione di gas iniziata alla fine degli anni ’50 e conclusa nel 1971, mentre l’attività di stoccaggio è iniziata nel 1975. Dal punto di vista geologico il giacimento comprende inferiormente una roccia-serbatoio (“reservoir”), costituita da sabbie con elevate porosità e permeabilità, il cui spessore è nell’ordine di un centinaio di metri. Questi livelli sono uniformemente ricoperti da sedimenti argillosi (“Argille del Santerno”), che rappresentano un’efficace formazione di copertura, grazie al loro elevato spessore (nell’ordine di alcune centinaia di metri) e all’ampia estensione areale


Figura 1- Sezione Geologica da: Boccaletti et al. (2004). Carta sismotettonica della Regione Emilia Romagna, 1:250.000 e note illustrative. SELCA Editore, Firenze



Domini di Rilevazione

Il monitoraggio della sismicità naturale e/o eventualmente indotta dalle attività di stoccaggio gas, condotta nella concessione, viene effettuato nei volumi definiti Dominio Interno di rilevazione (DI, in rosso) e Dominio Esteso (DE, in blu). In particolare le dimensioni risultano essere rispettivamente di (10 x 10 x 5) km3 e (22 x 22 x 11) km3. DI e DE sono stati definiti considerando posizione e dimensioni del giacimento, situato alla profondità media di 1370 m, che si estende per 2 e 6 km nelle direzioni NE-SO e NO-SE rispettivamente. Nelle Figure vengono mostrate la mappa delle proiezioni in superficie dei domini di rilevazione e le proiezioni di tali domini sulla sezione geologica C-C’ di Boccaletti et al. (2004).

Figura 2 - Proiezione in superficie dei domini di rilevazione interno (DI) ed esteso (DE) (box rosso e box blu, rispettivamente). Vengono mostrati la proiezione in superficie del contatto GWC, i confini dei comuni interessati dalla concessione “Minerbio Stoccaggio” e la posizione di C, il punto centrale delle proiezioni in superficie dei domini di rilevazione. La linea blu che affianca il lato ovest del dominio interno corrisponde alla traccia della sezione C-C’ di Boccaletti et al. (2004).
Figura 3 - Sezione Geologica da: Boccaletti et al. (2004). Carta sismotettonica della Regione Emilia Romagna, 1:250.000 e note illustrative. SELCA Editore, Firenze.



Configurazione della Rete Sismica Minerbio Stoccaggio

Il monitoraggio sismico è stato realizzato dal Concessionario mediante una rete di sensori velocimetrici che, nel periodo Giugno 1979 - Giugno 1986, ha raggiunto un numero massimo di 7 stazioni. Successivamente, la rete è stata limitata ad una sola stazione, integrata con le stazioni di altre reti emiliane gestite dal Concessionario. A partire da Settembre 1990, la rete di Minerbio è stata implementata con l’installazione di 3 stazioni velocimetriche, inizialmente dotate della sola componente verticale (come usuale in quel periodo) e, da Luglio 1998, dotate di sensori triassiali. A partire da Aprile 2016, la rete è stata ulteriormente implementata con l’installazione di una stazione aggiuntiva in pozzetto (a 100 m di profondità) dotata di sensore velocimetrico triassiale. Altre 4 stazioni (di cui 3 in pozzetto a 150 m di profondità) sono in funzione da Aprile 2018. Tutti i segnali delle 8 stazioni attualmente operanti sono trasmessi e ricevuti in tempo reale. L’acquisizione delle forme d’onda registrate dalla rete microsismica è basata su un apposito protocollo standard per la comunità scientifica sismologica: Seedlink (IRIS 2018). I dati non processati vengono inviati in tempo reale parallelamente all’archivio unico dell’INGV (sede di Milano), dove sono integrati con i dati provenienti dalle stazioni della rete sismica nazionale.


Figura 4- Stazioni di monitoraggio sismico STOGIT. MI01 MI02 MI03 MI06 (sensori in superficie) MI04 MI05 MI08 MI10 (sensori in pozzetto), proiezione in superficie dei domini di rilevazione interno (DI) ed esteso (DE) (box rosso e box blu, rispettivamente).
Figura 5 - Stazioni di monitoraggio sismico INGV, proiezione in superficie dei domini di rilevazione interno (DI) ed esteso (DE) (box rosso e box blu, rispettivamente).



Descrizione delle stazioni

Le stazioni di monitoraggio sismico sono in genere equipaggiate con la seguente strumentazione:

  • sismometro a 3 componenti a corto periodo
  • registratore (Digitizer) a 24 bit DYMAS24 (prodotto da SolGeo s.r.l.) a 6 canali;
  • frequenza di campionamento a 100 Hz;
  • antenna GPS per l’estrazione del segnale temporale;
  • sistema di alimentazione;
  • batterie tampone.

La stazione MI04 è dotata di un accelerometro in superficie (modello SA10). Sono in corso di sperimentazione test con differenti tipologie di sensori e con frequenza di campionamento a 200 Hz: La rete è soggetta ad interventi periodici di manutenzione per verificare lo stato della strumentazione e assicurare un’acquisizione dei dati in linea con la qualità richiesta per la loro corretta interpretazione.





Strumentazione sismometrica e sistema di acquisizione dati

L’acquisizione delle forme d’onda registrate dalla rete microsismica è basata su un apposito protocollo standard per la comunità scientifica sismologica: Seedlink (IRIS 2018). I dati non processati vengono inviati in tempo reale parallelamente all’archivio unico dell’INGV (sede di Milano), dove sono integrati con i dati provenienti dalle stazioni della rete sismica nazionale.


Figura 6 - Schema di acquisizione.



Il monitoraggio delle deformazioni del suolo

Nella Concessione Minerbio Stoccaggio il monitoraggio dei movimenti del suolo è eseguito dal 2003 attraverso la tecnica di Interferometria SAR, con elaborazione ed interpretazione di sequenze temporali di immagini radar satellitari (Tecnica Ps) e con analisi estesa su una superficie di circa 150 km2.
A seguito dell’elaborazione dei dati acquisiti in geometria ascendente e discendente, viene ricavato il tasso di deformazione medio nelle componenti verticale ed orizzontale del moto su una griglia regolare di dimensioni 50 x 50 m, con precisione millimetrica.
Inoltre da dicembre 2008 è installata presso la centrale di stoccaggio di Minerbio una stazione CGPS, che provvede all’acquisizione dei dati in modalità continuativa con frequenza di campionamento ogni 30 secondi. L’elaborazione dei dati consente di determinarne il posizionamento tridimensionale in termini assoluti con elevata accuratezza mediante l’uso di 8 stazioni GPS permanenti di riferimento appartenenti alla rete EUREF.



Il monitoraggio delle pressioni di poro

Il monitoraggio delle pressioni di poro nel giacimento di Minerbio, attivo fin dalla scoperta dello stesso, viene eseguito con regolari misure a testa-pozzo e a fondo-pozzo (sensori permanenti, temporanei e profili statici periodici) in pozzi selezionati, ritenuti significativi al fine di valutare correttamente la situazione dell’intero giacimento.
I dati acquisiti sono utilizzati per la gestione operativa del giacimento in relazione all’andamento della portata in iniezione e in erogazione, inoltre consentono un accurato monitoraggio della fluidodinamica del reservoir.

 

27 Dicembre 2018

Reti deformazioni del suolo

Il monitoraggio delle deformazioni del suolo viene effettuato presso tutte le concessioni. La maggioranza delle concessioni di stoccaggio di gas naturale è dotata di un monitoraggio di tipo InSAR (eccetto Mirandola, Collalto e Sillaro) e GNSS (attivato nel 2017 anche per i siti di Ripalta, Sabbioncello e Brugherio, talvolta abbinato a livellazioni geodetiche di precisione.
Come per le reti microsismiche sarà possibile consultare informazioni più dettagliate riguardanti le reti di monitoraggio delle deformazioni del suolo per le concessioni che al 2016 già avevano installato una rete di monitoraggio.

27 Dicembre 2018

Reti microsismiche

Per quanto riguarda il monitoraggio sismico, esso viene effettuato in tutte le Concessioni di stoccaggio di gas naturale che allo stato attuale effettuano monitoraggio, eccetto quelle di BRUGHERIO STOCCAGGIO e SAN POTITO E COTIGNOLA STOCCAGGIO; tuttavia per quest’ultima la rete di monitoraggio sismico è in fase di realizzazione.
Nota bene: a breve sarà possibile consultare informazioni più dettagliate inerenti le reti di monitoraggio microsismico per le concessioni che al 2016 già avevano installato una rete di monitoraggio.

27 Dicembre 2018

Il fondo

Nelle more dell’Istituzione di un fondo ministeriale che consenta l’attribuzione di incarico diretto da parte del MiSE alla Struttura preposta al monitoraggio, l’Amministrazione può avvalersi degli enti territoriali per l’istituzione di un capitolato di spesa relativo all’applicazione dei monitoraggi ai sensi degli Indirizzi e Linee Guida (ILG).
Le modalità di istituzione e funzionamento del fondo saranno stabiliti in tal caso di comune accordo tra le Parti e tramite un accordo di collaborazione che istituisce all’uopo un Comitato di Coordinamento.
Nella fase transitoria, nelle more dell’istituzione di un fondo nazionale, il Ministero dello Sviluppo Economico – DGS UNMIG svolge, attraverso la sua presenza nel Comitato di Coordinamento, il ruolo di garante dei flussi economici in entrata ed in uscita attraverso la definizione e approvazione, attraverso l’ottenimento del parare della Commissione Tecnica per gli Idrocarburi e le Risorse Minerarie (CIRM a) un piano economico conforme alle specifiche tecniche del piano di monitoraggio redatto dalla SPM.

27 Dicembre 2018

Struttura Preposta al Monitoraggio

La SPM - Struttura Preposta al Monitoraggio, come definita dagli Indirizzi e Linee Guida (ILG), è il soggetto tecnico-scientifico (costituito da una o più Università o Enti di ricerca, di comprovate competenze in materia) a cui vengono conferiti dall'Amministrazione competente (MiSE) compiti di raccolta e di analisi dei dati di monitoraggio e di supporto all'Amministrazione nelle valutazioni conseguenti.

Si riporta infatti quanto specificato negli Indirizzi e Linee Guida:

“Per ogni concessione sarà designata una SPM che svolgerà, in via esclusiva, il compito di organo tecnico di supervisione dei progetti, raccolta, trattamento e trasmissione dei dati al MiSE e al Concessionario. Le modalità di conferimento dell’incarico saranno stabilite dal MiSE.
Per quanto riguarda la realizzazione e la gestione del monitoraggio – intendendo con il termine “monitoraggio” l’insieme dei tre tipi di monitoraggio previsti, ovvero monitoraggio sismico, delle deformazioni del suolo e della misurazione della pressione di poro – i compiti del Concessionario e della SPM sono suddivisi come spiegato nel seguito.
Il Concessionario, in concerto con la SPM designata, è in carico di predisporre il progetto di monitoraggio, ed è responsabile della realizzazione delle reti (intendendo con ciò l’acquisto, l’installazione o l’eventuale adeguamento della strumentazione), nonché per la loro manutenzione e gestione.
La SPM esamina e valuta il progetto di monitoraggio ai fini della sua approvazione da parte del MiSE ed esegue l’elaborazione, l’analisi e l’interpretazione dei dati. La SPM può anche essere incaricata dal Concessionario di eseguire la realizzazione e la manutenzione delle reti, ferme restando la responsabilità e la copertura dei costi da parte dello stesso Concessionario. Al fine di consentire la completa operatività della SPM, il flusso dei dati in continuo deve essere disponibile direttamente per la SPM.”

 

Modalità per la manifestazione di interesse allo svolgimento del ruolo di Struttura Preposta al Monitoraggio (SPM)

Considerato che negli ILG non è individuato uno specifico ente per lo svolgimento dei compiti di SPM, ma al contrario si delega il MISE per l’individuazione di un organo tecnico competente (soprattutto nella fase transitoria), è necessario avviare un processo trasparente di valutazione dell’idoneità di enti per lo svolgimento delle funzioni di SPM.
Per questo è necessario, con il supporto degli esperti, che vengano definiti i criteri tecnici di idoneità allo svolgimento di tale ruolo.
Le modalità per la presentazione della manifestazione di interesse e la procedura seguita per l’iter di attribuzione saranno pubblicate attraverso una specifica Circolare della DGS UNMIG e pubblicate sul BUIG.