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25 Giugno 2018

Monitoraggi ambientali effettuati nell'anno 2015

Controllo delle emissioni in atmosfera

Nel corso del 2015 è proseguita l’attività di controllo delle emissioni in atmosfera degli impianti di produzione, stoccaggio e trattamento degli idrocarburi liquidi e gassosi. Sono state effettuate analisi delle emissioni nei seguenti impianti di trattamento e stoccaggio degli idrocarburi liquidi e gassosi:

Centrali

Piattaforme

Le concentrazioni degli inquinanti (CO, NOx e SO2) nei punti di emissioni convogliate esaminati presso le Centrali di produzione e stoccaggio gas sono risultate al di sotto dei limiti imposti dalle Autorizzazioni alle emissioni in atmosfera rilasciate dagli organi competenti (Province, Regioni, Ministero dell’Ambiente).
In particolare i valori degli inquinanti (CO, NOx e SO2) rilevati nei punti di emissioni convogliate presso il CENTRO OLIO VAL D’AGRI sono risultati inferiori ai limiti prescritti, per l’esercizio a regime, dalla Deliberazione della Giunta Regionale Basilicata n. 627 del 4 maggio 2011. Il 22 luglio 2015, nel corso di un transitorio, tali limiti sono risultati superati per il termo distruttore V580-FJ-951 (punto di emissione E20) relativamente alla concentrazione di SO2, come già comunicato dalla Società interessata alla Provincia di Potenza, all’ARPAB e al Comune di Viggiano, secondo le procedure disposte al paragrafo 11.3, punto 9 dell’Allegato 3 alla Deliberazione di autorizzazione alle emissioni n. 627 del 4 maggio 2011 in caso di superamento del limite orario.
I valori misurati degli inquinanti (CO, NOx e SO2) nei punti di emissioni convogliate esaminati presso la piattaforma BARBARA T2 della società Eni S.p.A., sono risultati al di sotto dei limiti imposti dalla Autorizzazione Integrata Ambientale “DSA- DEC 2009-0001804” del 26 novembre 2009.
Infine le emissioni delle piattaforme VEGA A e ROSPO MARE B della società Edison S.p.A. rientrano nei limiti di accettabilità indicati nel D. Lgs 152/2006 e sue modifiche ed integrazioni.

Controllo degli effluenti liquidi

La Direzione Generale ha partecipato ai controlli AIA disposti dall’ISPRA sulle piattaforme offshore. In particolare sono stati eseguiti campionamenti ed analisi degli effluenti liquidi (acque di strato separate dagli idrocarburi liquidi e gassosi, acque di raffreddamento) provenienti dalla piattaforma BARBARA T2.
I campionamenti sulla piattaforma BARBARA T2 e le successive analisi delle emissioni e degli effluenti liquidi sono stati effettuati nell’ambito della collaborazione tra la Direzione Generale e l’ISPRA con l’obiettivo di eseguire i controlli congiunti previsti dalla Autorizzazione Integrata Ambientale per gli impianti a mare (AIA), come definito dal D. Lgs 152/06 e s.m.i., art. 29 decies, commi 1 e 3.
Nell’ambito dei controlli AIA, tecnici della Divisione V e dell’UNMIG di Roma hanno effettuato, nel mese di luglio, la visita ispettiva congiunta di controllo ordinario, in coordinamento con i tecnici dell’ARPAM (Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale delle Marche), sulla piattaforma di compressione BARBARA T2 della società Eni S.p.A. ubicata nell’offshore Adriatico per la verifica del rispetto del Piano di monitoraggio previsto dalla Autorizzazione Integrata Ambientale relativa all’impianto. È stata inoltre determinata la concentrazione di diversi parametri caratteristici (anioni, cationi, metalli) nei reflui acquosi; in particolare, relativamente ai parametri per i quali sono fissati limiti della normativa vigente, la temperatura dello scarico dell’acqua di raffreddamento del gas sottoposto a compressione risulta inferiore al limite previsto dal D.Lgs. 152/06 e il contenuto di idrocarburi totali dell’acqua di strato scaricata a mare rientra nei limiti stabiliti nel Decreto del Ministero dell’Ambiente del 28 luglio 1994.

 

Ambiente nei luoghi di lavoro

Sono state eseguite analisi per determinare la concentrazione di gas radon in un locale seminterrato della sede del Ministero dello Sviluppo Economico di viale Boston n. 25, per la verifica del rispetto dei limiti per i luoghi di lavoro. Il valore medio di concentrazione di radon presente nell’ambiente esaminato è risultato inferiore ai livelli di riferimento previsti dal Decreto Legislativo n. 241/2000.
Nell’ambito del settore ambientale e della sicurezza dei lavoratori sono stati effettuati dalla Divisione V monitoraggi ambientali in alcuni locali della sede del Ministero dello Sviluppo Economico di Viale America n. 201, volti ad accertare la presenza di fibre aereo disperse di amianto. Nei campioni analizzati non è stata rilevata la presenza di materiale fibroso ascrivibile alla famiglia dell’amianto.

 

25 Giugno 2018

Monitoraggi ambientali effettuati nell'anno 2014

Controllo delle emissioni in atmosfera

Nel corso del 2014 è proseguita l’attività di controllo delle emissioni convogliate in atmosfera dagli impianti di raccolta e trattamento degli idrocarburi liquidi e gassosi. Sono state eseguite 2 campagne di analisi degli effluenti gassosi emessi dai camini dei termocombustori annessi all’impianto di trattamento degli idrocarburi CENTRO OLIO VAL D’AGRI ed una campagna di misura presso l’impianto CENTRO OLIO TRECATE. Sono state inoltre effettuate analisi delle emissioni in atmosfera in 9 centrali di trattamento del gas naturale e 4 piattaforme offshore.
Nello specifico sono stati effettuati i seguenti controlli:

Centrali

Piattaforme

 

Controllo degli effluenti liquidi

Sono stati eseguiti campionamenti e analisi degli effluenti liquidi (acque di strato separate dagli idrocarburi liquidi e gassosi) provenienti dalla piattaforma BARBARA T2, dal CENTRO OLIO VAL D’AGRI e dal CENTRO OLIO TRECATE della società Eni S.p.A.
I campionamenti sulla piattaforma BARBARA T2 e le successive analisi delle emissioni e degli effluenti liquidi sono stati svolti nell’ambito della collaborazione tra la Direzione generale e l’ISPRA, al fine di eseguire i controlli congiunti previsti dalla Autorizzazione Integrata Ambientale per gli impianti a mare, come definito dal Decreto legislativo 3 aprile 2006 n. 152 e s.m.i., art. 29 decies, commi 1 e 3.
Nell’ambito dei controlli AIA, tecnici della Divisione V e dell’UNMIG di Roma hanno effettuato nel mese di settembre 2014 la visita ispettiva congiunta di controllo ordinario sulla piattaforma di compressione BARBARA T2 della società Eni S.p.A. ubicata nell’offshore adriatico, in coordinamento con i tecnici dell’ARPAM (Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale delle Marche) per la verifica del rispetto del Piano di monitoraggio previsto dalla Autorizzazione Integrata Ambientale relativa all’impianto.
Nell’ambito della collaborazione con la Divisione III - Sezione UNMIG di Roma, sono stati eseguiti campionamenti e analisi degli effluenti liquidi e del terreno provenienti dalla CENTRALE GAS PINETO della società Adriatica Idrocarburi S.p.A.
Inoltre al fine della messa in sicurezza di un’area prossima agli impianti della concessione di coltivazione STRANGOLAGALLI della società Pentex Italia, è stata effettuata la caratterizzazione di campioni di terreno e di acqua per il loro smaltimento.

 

Ambiente nei luoghi di lavoro

Nell’ambito del settore ambientale e della sicurezza dei lavoratori, sono state effettuate misure di monitoraggio ambientale presso la sede del Ministero viale America 201 Roma, per la verifica della eventuale presenza di fibre di amianto aereo disperse.

 

25 Giugno 2018

Monitoraggi ambientali effettuati nell'anno 2013

Controllo delle emissioni in atmosfera

Nel corso del 2013 è proseguita l’attività di controllo delle emissioni convogliate in atmosfera dagli impianti di raccolta e trattamento degli idrocarburi liquidi e gassosi.

Sono state effettuate analisi degli effluenti gassosi emessi dai camini dei termocombustori annessi all’impianto di trattamento degli idrocarburi CENTRO OLIO VAL D'AGRI provenienti dai pozzi della Concessione di coltivazione VAL D'AGRI in titolo alla società eni S.p.A. Sono state inoltre effettuate analisi delle emissioni in atmosfera nelle centrali di trattamento del gas naturale CASALBORSETTI e RAVENNA MARE e nelle piattaforme offshore ROSPO MARE B, BARBARA T2, GARIBALDI K e CERVIA K.

Nello specifico, sono stati effettuati i seguenti controlli:

 Centrali

 Piattaforme

 

Controllo degli effluenti liquidi

Sono stati effettuati campionamenti e analisi degli effluenti liquidi (acque di strato separate dagli idrocarburi liquidi e gassosi e inviate alla reiniezione o smaltimento per gli impianti a terra oppure alla reiniezione o scarico a mare per le piattaforme offshore) provenienti dalla piattaforma BARBARA T2 e dal CENTRO OLIO VAL D'AGRI della società eni S.p.A. e dal CENTRO OLIO CAVONE della società Padana Energia S.p.A.

Nel 2013 è proseguita la collaborazione tra la Direzione Generale per le Risorse Minerarie ed Energetiche e l’ISPRA, per l’effettuazione dei controlli previsti dall’Autorizzazione Integrata Ambientale per gli impianti a mare, come definito dal Decreto Legislativo 3 aprile 2006 n. 152 e s.m.i., art. 29 decies, commi 1 e 3.
Tecnici della Divisione V e dell’UNMIG di Roma, hanno effettuato nel mese di settembre 2013 la visita ispettiva congiunta di controllo ordinario sulla piattaforma di compressione BARBARA T2 della società eni S.p.A. ubicata nell’off-shore adriatico, in coordinamento con i tecnici dell’ARPAM (Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale delle Marche) per la verifica del rispetto del Piano di monitoraggio previsto dalla Autorizzazione Integrata Ambientale relativa all’impianto.

 

Ambiente nei luoghi di lavoro

Nell’ambito del settore ambientale e della sicurezza dei lavoratori, sono state effettuate dalla Divisione V misure del rumore presso la sede di via Molise del Ministero per la verifica del rispetto dei limiti per i luoghi di lavoro.

 

25 Giugno 2018

Monitoraggi ambientali effettuati nell'anno 2012

Controllo delle emissioni in atmosfera

Nel corso del 2012 è proseguita l’attività di controllo delle emissioni convogliate in atmosfera dagli impianti di raccolta e trattamento degli idrocarburi liquidi e gassosi.

Sono state effettuate analisi degli effluenti gassosi emessi dai camini dei termocombustori annessi all’impianto di trattamento degli idrocarburi CENTRO OLI VAL D'AGRI provenienti dai pozzi della concessione di coltivazione VAL d'AGRI in titolo alla società eni S.p.A. Sono state inoltre effettuate analisi delle emissioni in atmosfera nelle centrali di trattamento del gas naturale CASALBORSETTI e RAVENNA MARE e dei motori asserviti ai compressori nell’area pozzi Bordolano 1 e 21.

Nello specifico, sono stati effettuati i seguenti controlli:

 Centrali

 

Nel 2012 è iniziata la collaborazione tra la Direzione Generale per le Risorse Minerarie ed Energetiche e l’ISPRA, per l’effettuazione dei controlli previsti dall’Autorizzazione Integrata Ambientale per gli impianti a mare, come definito dalla recente modifica normativa del Decreto Legislativo 3 aprile 2006 n. 152 e s.m.i., art. 29 decies, commi 1 e 3.
Tecnici della Divisione V e dell’ UNMIG di Roma, hanno effettuato a novembre 2012 la prima visita ispettiva congiunta di controllo ordinario sulla piattaforma di compressione BARBARA T2 della società eni S.p.A. ubicata nell’off-shore adriatico, in coordinamento con i tecnici dell’ARPAM (Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale delle Marche) per la verifica del rispetto del Piano di monitoraggio previsto dalla Autorizzazione Integrata Ambientale relativa all’impianto.

 

Ambiente nei luoghi di lavoro

Nell’ambito del settore ambientale e della sicurezza dei lavoratori, è stata inoltre effettuata dalla Divisione V l’analisi di campioni di pavimento in “Cloruro di Polivinile” (PVC) installato presso la sede del Ministero dello Sviluppo Economico di Roma, per la rilevazione dell’eventuale presenza di fibre di amianto.
L’analisi effettuata sui campioni di pavimentazione in PVC, ha escluso la presenza di materiale fibroso appartenente alla famiglia dell’amianto.

 

25 Giugno 2018

Attività delle Sezioni UNMIG e dei laboratori chimici e mineralogici

La Direzione Generale per la sicurezza anche ambientale delle attività minerarie ed energetiche - UNMIG con le sue strutture centrali, le Sezioni UNMIG e i Laboratori chimici e mineralogici, vigila sul regolare svolgimento dei lavori e sul rispetto delle norme di sicurezza nei luoghi di lavoro nell’intero settore della ricerca e coltivazione di idrocarburi e lo stoccaggio di gas naturale.
Gli Uffici Territoriali UNMIG (Divisioni II, III e IV della DGS-UNMIG) hanno il compito di effettuare verifiche e controlli nell’ambito della sicurezza di impianti, della prevenzione di infortuni, della sicurezza e salute dei lavoratori, sia in terraferma che in mare; curano la gestione tecnico-amministrativa delle attività svolte nell’ambito di permessi di prospezione e ricerca o di concessioni di coltivazione di idrocarburi e stoccaggio di gas naturale.

Ispezioni, verifiche e collaudi

Nell’anno 2018 sono state svolte dagli Uffici UNMIG le seguenti attività ispettive e di verifica:

  Acquisizione dati di produzione Verifiche apparecchiature
apparati e impianti
Visite ispettive su impianti di perforazione
e produzione
Altro Inchieste infortuni gravi (verbali, accertamenti, relazioni alla Procura)
Gennaio 12 223 45 3 0
Febbraio 7 313 23 3 7
Marzo 23 478 47 11 2
Aprile 14 231 22 8 9
Maggio 17 385 63 3 7
Giugno 6 499 56 8 1
Luglio 5 587 99 7 3
Agosto 3 120 41 5 0
Settembre 5 389 45 6 5
Ottobre 19 408 60 12 3
Novembre 13 406 61 22 4
Dicembre 25 420 43 14 1
Totale 149 4.459 605 102 42

Tabella 1 - Attività ispettive svolte nell'anno 2018

 

Anno Acquisizione dati di produzione Verifiche apparecchiature
apparati e impianti
Visite ispettive su impianti di perforazione
e produzione
Altro Totale
2011 79 3.766 150 0 3.995
2012 209 4.002 178 4 4.393
2013 256 4.555 390 92 5.293
2014 282 5.369 507 67 6.225
2015 198 5.767 456 60 6.481
2016 149 4.606 333 131 5.219
2017 135 4.033 473 110 4.751
2018 149 4.459 605 144 5.357

Tabella 2 - Attività ispettive - Anni 2011-2018

 

Le visite ispettive ordinarie

Consistono in: controllo dei lavori in corso e controllo sui fine lavoro prima della relativa autorizzazione; verifica e controllo del corretto funzionamento dei sistemi di sicurezza (causa/effetti); verifica e controllo del luogo di lavoro con riferimento al testo unico sulla salute e sicurezza sul lavoro (D.Lgs. 81/2008, D.Lgs. 624/1996, etc.) e norme collegate; controllo del corretto funzionamento dei sistemi di generazione di emergenza e relativi carichi; controllo del corretto funzionamento degli impianti antincendio e prove di intervento sia delle squadre di emergenza che dei sistemi di protezione e controllo automatici, come cavi termosensibili o tappi fusibili; controlli dei sistemi di protezione di atmosfere esplosive e/o nocive; controllo del corretto funzionamento del sistema blocchi sia automatici, che manuali locali, che da remoto; verifica dei vari ruoli del personale con riferimento alla Denuncia di esercizio e delle ditte contrattiste; controllo dell’idoneità del personale.

 

Autorizzazioni

Gli Uffici UNMIG hanno concesso nel corso dell’anno 2017 le seguenti autorizzazioni:

  Attività geofisica Attività di perforazione Lavori impianti Esercizio impianti Varie
Gennaio 0 5 5 20 131
Febbraio 0 3 6 25 41
Marzo 0 6 13 17 95
Aprile 1 0 10 17 97
Maggio 0 5 10 27 73
Giugno 0 4 15 26 70
Luglio 0 5 16 35 52
Agosto 0 10 5 25 39
Settembre 0 2 7 16 81
Ottobre 0 13 16 27 83
Novembre 0 3 11 18 62
Dicembre 0 3 3 18 54
Totale 1 59 117 271 878

Tabella 3 - Autorizzazioni rilasciate nell’anno 2018

 

Anno Attività geofisica Attività di perforazione Lavori impianti Esercizio impianti Varie Totale
2011 18 121 157 85 313 694
2012 5 129 144 97 569 944
2013 5 83 128 183 795 1.194
2014 5 92 137 170 461 865
2015 0 109 118 245 530 1.002
2016 8 106 90 159 748 1.111
2017 3 63 61 159 780 1.066
2018 1 59 117 271 878 1.326

Tabella 4 - Autorizzazioni rilasciate - Anni 2011-2018

 

Autorizzazioni alla perforazione

L’autorizzazione alla perforazione di nuovi pozzi comporta, oltre alla valutazione degli aspetti tecnici delle operazioni, anche la gestione amministrativa della Conferenza dei Servizi nell’ambito della quale vengono acquisiti i pareri delle altre Amministrazioni interessate (Regione, Comune, altri Enti come, ad esempio, le Sovraintendenze).

 

15 Febbraio 2018

Regolamento di esecuzione (UE) 13 ottobre 2014 n. 1112

Formato comune per la condivisione di informazioni relative agli indicatori dei grandi rischi da parte degli operatori e dei proprietari degli impianti in mare nel settore degli idrocarburi nonché un formato comune per la pubblicazione delle informazioni relative agli indicatori dei grandi rischi da parte degli Stati membri.

Come modificato dalla rettifica del 25 aprile 2017.

 

Il testo del Regolamento UE 1112/2014 nella versione originale, pubblicata nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea L 302 del 22 ottobre 2014, è stato successivamento modificato con la rettifica, pubblicata nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea L 107 del 25 aprile 2017, per correggere alcuni errori di traduzione.

 

LA COMMISSIONE EUROPEA

VISTO il trattato sul funzionamento dell'Unione europea,
VISTA la direttiva 2013/30/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 12 giugno 2013, sulla sicurezza delle opera­ zioni in mare nel settore degli idrocarburi e che modifica la direttiva 2004/35/CE, in particolare l'articolo 23, para­ grafo 2, e l'articolo 24, paragrafo 2,
CONSIDERANDO quanto segue:
1. Gli Stati membri sono tenuti a garantire che gli operatori e i proprietari degli impianti in mare nel settore degli idrocarburi comunichino all'autorità competente almeno i dati relativi agli indicatori dei grandi rischi, come specificato all'allegato IX della direttiva 2013/30/UE. Tali informazioni dovrebbero consentire agli Stati membri di lanciare allarmi tempestivi in merito al potenziale deterioramento della sicurezza e delle barriere ambientali critiche, e consentire loro di adottare misure preventive, tenuto conto altresì dei loro obblighi ai sensi della direttiva 2008/56/CE del Parlamento europeo e del Consiglio (direttiva quadro sulla strategia per l'ambiente marino).
2. Le informazioni dovrebbero inoltre dimostrare l'efficacia complessiva delle misure e dei controlli posti in essere da ogni operatore e proprietario e dal settore nel suo complesso, per evitare incidenti gravi e ridurre al minimo i rischi per l'ambiente. Le informazioni e i dati forniti dovrebbero inoltre garantire, all'interno dello Stato membro, il confronto fra le prestazioni di ogni operatore e proprietario e, fra Stati membri, delle prestazioni del settore nel suo complesso.
3. La condivisione di dati comparabili tra gli Stati membri è resa difficile e inaffidabile dalla mancanza di un formato comune a tutti gli Stati membri per la comunicazione dei dati. Un formato comune per la comunicazione dei dati da parte degli operatori e dei proprietari allo Stato membro dovrebbe garantire la trasparenza delle prestazioni in materia di sicurezza e ambiente degli operatori e dei proprietari nonché l'accesso del pubblico alle informazioni pertinenti comparabili in tutta l'Unione sulla sicurezza delle operazioni in mare nel settore degli idrocarburi e rendere più semplice la divulgazione delle esperienze acquisite a seguito di incidenti gravi e di quasi incidenti.
4. Per incrementare la fiducia del pubblico nei confronti dell'autorità e l'integrità delle operazioni in mare nel settore degli idrocarburi nell'Unione, gli Stati membri dovrebbero pubblicare con cadenza periodica le informazioni di cui al punto 2 dell'allegato IX della direttiva 2013/30/UE, ai sensi dell'articolo 24 della stessa direttiva. Un formato comune e i dettagli delle informazioni che gli Stati membri sono tenuti a pubblicare dovrebbero consentire un semplice raffronto transfrontaliero dei dati.
5. Le misure di cui al presente regolamento sono conformi al parere del comitato consultivo sulla sicurezza delle operazioni in mare nel settore degli idrocarburi,

HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Articolo 1
Oggetto e campo di applicazione
Il presente regolamento specifica i formati comuni relativi a:
a. le relazioni degli operatori e proprietari degli impianti in mare nel settore degli idrocarburi alle autorità competenti degli Stati membri, conformemente all'articolo 23 della direttiva 2013/30/UE;
b. la pubblicazione delle informazioni da parte degli Stati membri conformemente all'articolo 24 della direttiva 2013/30/UE.

Articolo 2
Date di riferimento e d'invio delle segnalazioni
1. Gli operatori e i proprietari degli impianti in mare nel settore degli idrocarburi trasmettono la relazione di cui all'articolo 1, lettera a), entro dieci giorni lavorativi dall'evento.
2. Il periodo di riferimento per le informazioni di cui all'articolo 1, lettera b), è della durata di un anno, dal 1° gennaio al 31 dicembre, a decorrere dall'anno di calendario 2016. Il formato comune di pubblicazione è usato per pubblicare le informazioni richieste ai sensi dell'articolo 24 della direttiva 2013/30/UE sul sito web dell'autorità competente entro il 1° giugno dell'anno seguente il periodo di riferimento.
3. I formati stabiliti agli allegati I e II sono usati a fini di relazione e pubblicazione, conformemente a quanto disposto all'articolo 1, lettere a) e b), rispettivamente.

Articolo 3
Dettagli delle informazioni da condividere
L'allegato I stabilisce i dettagli delle informazioni da condividere a norma del punto 2 dell'allegato IX della direttiva 2013/30/UE.

Articolo 4
Entrata in vigore
Il presente regolamento entra in vigore il ventesimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.
Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Fatto a Bruxelles, il 13 ottobre 2014

Per la Commissione
Il presidente: José Manuel BARROSO

 

ALLEGATO I - Formato comune per comunicare i dati relativi agli incidenti e agli incidenti gravi nelle operazioni in mare nel settore degli idrocarburi
ALLEGATO II - Formato comune di pubblicazione (a norma dell'articolo 24 della direttiva 2013/30/UE)

25 Gennaio 2018

Sicurezza delle attività e tutela ambientale

In merito alle tematiche afferenti la salute e la sicurezza dei lavoratori, nonché la salvaguardia e la tutela dell’ambiente, l'UNMIG - Ufficio nazionale minerario per gli idrocarburi e le georisorse svolge un ruolo chiave, in quanto tramite i laboratori e le Sezioni UNMIG vigila sul regolare svolgimento dei lavori e sul rispetto delle norme di sicurezza nei luoghi di lavoro nell’intero settore della prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi, ivi incluse le attività offshore.

Il nostro Paese ha tradotto nel proprio ordinamento normativo le deliberazioni UE in materia in modo puntuale e stringente, dotandosi di norme severe e all’avanguardia, a tal punto da essere state più volte prese a riferimento a livello comunitario; si segnalano in particolare:

 

Panorama comunitario

È ben noto come la politica dell'Unione Europea sia sempre stata mirata a ridurre il verificarsi di incidenti gravi legati alle attività offshore nel settore degli idrocarburi e a limitarne le conseguenze, aumentando così la protezione dell'ambiente marino e delle economie costiere dall'inquinamento e migliorando i meccanismi di risposta in caso d’incidente.

Di conseguenza, il quadro normativo comunitario è divenuto nel tempo estremamente ampio, poggiando su alcune direttive di capitale importanza quali:

  • Direttiva 92/91/CEE relativa alla sicurezza e salute dei lavoratori nelle industrie estrattive per trivellazione;
  • Direttiva 96/61/CE del Consiglio, del 24 settembre 1996, sulla prevenzione e la riduzione integrate dell'inquinamento;
  • Direttiva 2000/60/CE, che istituisce un quadro per l'azione comunitaria in materia di acque;
  • Direttiva 2013/30/UE, che stabilisce i requisiti minimi per prevenire gli incidenti gravi nelle operazioni in mare nel settore degli idrocarburi e limitare le conseguenze di tali incidenti.

 

Altre informazioni

29 Marzo 2017

Speciale OMC 2017

Offshore Mediterranean Conference 2017