Minerbio

L'accordo relativo alla Concessione di stoccaggio MINERBIO STOCCAGGIO, è stato siglato in data 5 maggio 2016 da MiSE, Regione Emilia-Romagna e Stogit S.p.A. La sperimentazione è formalmente iniziata in data 11 luglio 2016. Tuttavia, le attività per l’avvio della sperimentazione sono iniziate con un ritardo di 6 mesi rispetto al 11 luglio 2016 a causa degli eventi sismici dell’agosto 2016 avvenuti in Italia centrale che hanno di fatto impegnato INGV oltre i normali compiti istituzionali, sul fronte degli studi e delle attività di monitoraggio effettuate per la Protezione Civile (cfr. verbale 27 Luglio 2017).. La sperimentazione è formalmente iniziata in data 11 luglio 2016. Tuttavia, si precisa che le attività per l’avvio della sperimentazione sono iniziate con un ritardo di 6 mesi rispetto al 22 luglio 2016 a causa degli eventi sismici dell’agosto 2016 avvenuti in Italia centrale che hanno di fatto impegnato INGV oltre i normali compiti istituzionali, sul fronte degli studi e delle attività di monitoraggio effettuate per la Protezione Civile (cfr. verbale 27 Luglio 2017).

In base all’Accordo siglato il Comitato per la concessione di Minerbio è così composto:

  • DGS UNMIG (Ministero Sviluppo Economico)
  • Regione Emilia Romagna;
  • SPM;
  • Società Titolare

Al Comitato possono anche partecipare un rappresentante del Comune di Minerbio ed un delegato di Assomineraria
Per la concessione Minerbio INGV quale Centro per i monitoraggi del Sottosuolo è stato designato come SPM.

Nell’ambito dei lavori del Comitato sono stati prodotti i seguenti documenti:

  • Regolamento di Funzionamento (approvato in data 27 Maggio 2016): definisce la composizione del Comitato, il ruolo di ciascun rappresentante, le modalità di incontro e la definizione ed approvazione dei documenti.
  • Protocollo di Trasmissione Dati (approvato in data 04 Giugno 2016): definisce le modalità di trasmissione dei dati (tipologia e frequenza di trasmissione dalla SPM al Comitato).
  • Documento tecnico (approvato in data 04 Giugno 2016): definisce in via programmatica il piano tecnico di realizzazione o implementazione della rete sulla base delle specifiche tecniche della Concessione.

INGV sulla base del Documento tecnico ha fornito all’Amministrazione la valutazione economica per le attività previste dal Protocollo la quale è stata approvata formalmente nella seduta della CIRM a) del 29 novembre 2017.
In attesa della definizione delle procedure amministrative, INGV ha realizzato un rapporto sulle condizioni geologico strutturali dell’area, sulla sismicità regionale e sugli eventi sismici storici registrati dalla rete sismica locale.
Nota Bene: Per quanto riguarda la sperimentazione degli ILG sul sito di Minerbio si specifica che per quanto riportato nel verbale del Gruppo di Lavoro ILG 23 Dicembre 2015, al caso dello stoccaggio non è applicato il cap. 9.4 degli ILG ovvero l’attivazione delle soglie, poiché applicabile solo alla “reiniezione di fluidi incomprimibili”.



Il campo di stoccaggio

Il giacimento di stoccaggio di Minerbio, collocato ad una profondità di circa 1300 m, è costituito da un sistema geologico in grado di assicurare l’intrappolamento del gas, in virtù delle caratteristiche delle rocce che lo compongono e della propizia conformazione degli strati in questa porzione del sottosuolo (“trappola strutturale”). Questo giacimento era stato oggetto di una precedente coltivazione di gas iniziata alla fine degli anni ’50 e conclusa nel 1971, mentre l’attività di stoccaggio è iniziata nel 1975. Dal punto di vista geologico il giacimento comprende inferiormente una roccia-serbatoio (“reservoir”), costituita da sabbie con elevate porosità e permeabilità, il cui spessore è nell’ordine di un centinaio di metri. Questi livelli sono uniformemente ricoperti da sedimenti argillosi (“Argille del Santerno”), che rappresentano un’efficace formazione di copertura, grazie al loro elevato spessore (nell’ordine di alcune centinaia di metri) e all’ampia estensione areale


Figura 1- Sezione Geologica da: Boccaletti et al. (2004). Carta sismotettonica della Regione Emilia Romagna, 1:250.000 e note illustrative. SELCA Editore, Firenze



Domini di Rilevazione

Il monitoraggio della sismicità naturale e/o eventualmente indotta dalle attività di stoccaggio gas, condotta nella concessione, viene effettuato nei volumi definiti Dominio Interno di rilevazione (DI, in rosso) e Dominio Esteso (DE, in blu). In particolare le dimensioni risultano essere rispettivamente di (10 x 10 x 5) km3 e (22 x 22 x 11) km3. DI e DE sono stati definiti considerando posizione e dimensioni del giacimento, situato alla profondità media di 1370 m, che si estende per 2 e 6 km nelle direzioni NE-SO e NO-SE rispettivamente. Nelle Figure vengono mostrate la mappa delle proiezioni in superficie dei domini di rilevazione e le proiezioni di tali domini sulla sezione geologica C-C’ di Boccaletti et al. (2004).

Figura 2 - Proiezione in superficie dei domini di rilevazione interno (DI) ed esteso (DE) (box rosso e box blu, rispettivamente). Vengono mostrati la proiezione in superficie del contatto GWC, i confini dei comuni interessati dalla concessione “Minerbio Stoccaggio” e la posizione di C, il punto centrale delle proiezioni in superficie dei domini di rilevazione. La linea blu che affianca il lato ovest del dominio interno corrisponde alla traccia della sezione C-C’ di Boccaletti et al. (2004).
Figura 3 - Sezione Geologica da: Boccaletti et al. (2004). Carta sismotettonica della Regione Emilia Romagna, 1:250.000 e note illustrative. SELCA Editore, Firenze.



Configurazione della Rete Sismica Minerbio Stoccaggio

Il monitoraggio sismico è stato realizzato dal Concessionario mediante una rete di sensori velocimetrici che, nel periodo Giugno 1979 - Giugno 1986, ha raggiunto un numero massimo di 7 stazioni. Successivamente, la rete è stata limitata ad una sola stazione, integrata con le stazioni di altre reti emiliane gestite dal Concessionario. A partire da Settembre 1990, la rete di Minerbio è stata implementata con l’installazione di 3 stazioni velocimetriche, inizialmente dotate della sola componente verticale (come usuale in quel periodo) e, da Luglio 1998, dotate di sensori triassiali. A partire da Aprile 2016, la rete è stata ulteriormente implementata con l’installazione di una stazione aggiuntiva in pozzetto (a 100 m di profondità) dotata di sensore velocimetrico triassiale. Altre 4 stazioni (di cui 3 in pozzetto a 150 m di profondità) sono in funzione da Aprile 2018. Tutti i segnali delle 8 stazioni attualmente operanti sono trasmessi e ricevuti in tempo reale. L’acquisizione delle forme d’onda registrate dalla rete microsismica è basata su un apposito protocollo standard per la comunità scientifica sismologica: Seedlink (IRIS 2018). I dati non processati vengono inviati in tempo reale parallelamente all’archivio unico dell’INGV (sede di Milano), dove sono integrati con i dati provenienti dalle stazioni della rete sismica nazionale.


Figura 4- Stazioni di monitoraggio sismico STOGIT. MI01 MI02 MI03 MI06 (sensori in superficie) MI04 MI05 MI08 MI10 (sensori in pozzetto), proiezione in superficie dei domini di rilevazione interno (DI) ed esteso (DE) (box rosso e box blu, rispettivamente).
Figura 5 - Stazioni di monitoraggio sismico INGV, proiezione in superficie dei domini di rilevazione interno (DI) ed esteso (DE) (box rosso e box blu, rispettivamente).



Descrizione delle stazioni

Le stazioni di monitoraggio sismico sono in genere equipaggiate con la seguente strumentazione:

  • sismometro a 3 componenti a corto periodo
  • registratore (Digitizer) a 24 bit DYMAS24 (prodotto da SolGeo s.r.l.) a 6 canali;
  • frequenza di campionamento a 100 Hz;
  • antenna GPS per l’estrazione del segnale temporale;
  • sistema di alimentazione;
  • batterie tampone.

La stazione MI04 è dotata di un accelerometro in superficie (modello SA10). Sono in corso di sperimentazione test con differenti tipologie di sensori e con frequenza di campionamento a 200 Hz: La rete è soggetta ad interventi periodici di manutenzione per verificare lo stato della strumentazione e assicurare un’acquisizione dei dati in linea con la qualità richiesta per la loro corretta interpretazione.





Strumentazione sismometrica e sistema di acquisizione dati

L’acquisizione delle forme d’onda registrate dalla rete microsismica è basata su un apposito protocollo standard per la comunità scientifica sismologica: Seedlink (IRIS 2018). I dati non processati vengono inviati in tempo reale parallelamente all’archivio unico dell’INGV (sede di Milano), dove sono integrati con i dati provenienti dalle stazioni della rete sismica nazionale.


Figura 6 - Schema di acquisizione.



Il monitoraggio delle deformazioni del suolo

Nella Concessione Minerbio Stoccaggio il monitoraggio dei movimenti del suolo è eseguito dal 2003 attraverso la tecnica di Interferometria SAR, con elaborazione ed interpretazione di sequenze temporali di immagini radar satellitari (Tecnica Ps) e con analisi estesa su una superficie di circa 150 km2.
A seguito dell’elaborazione dei dati acquisiti in geometria ascendente e discendente, viene ricavato il tasso di deformazione medio nelle componenti verticale ed orizzontale del moto su una griglia regolare di dimensioni 50 x 50 m, con precisione millimetrica.
Inoltre da dicembre 2008 è installata presso la centrale di stoccaggio di Minerbio una stazione CGPS, che provvede all’acquisizione dei dati in modalità continuativa con frequenza di campionamento ogni 30 secondi. L’elaborazione dei dati consente di determinarne il posizionamento tridimensionale in termini assoluti con elevata accuratezza mediante l’uso di 8 stazioni GPS permanenti di riferimento appartenenti alla rete EUREF.



Il monitoraggio delle pressioni di poro

Il monitoraggio delle pressioni di poro nel giacimento di Minerbio, attivo fin dalla scoperta dello stesso, viene eseguito con regolari misure a testa-pozzo e a fondo-pozzo (sensori permanenti, temporanei e profili statici periodici) in pozzi selezionati, ritenuti significativi al fine di valutare correttamente la situazione dell’intero giacimento.
I dati acquisiti sono utilizzati per la gestione operativa del giacimento in relazione all’andamento della portata in iniezione e in erogazione, inoltre consentono un accurato monitoraggio della fluidodinamica del reservoir.

 


Questa pagina ti è stata utile?

NO