Gruppo di lavoro MISE/Regione Emilia-Romagna

Sicurezza ambientale nell’ambito delle attività antropiche di sottosuolo

Nel 2017 si sono tenuti due dei sei incontri organizzati fino ad oggi dal Gruppo di Lavoro istituito nell’ambito della CIRM in applicazione dell’Accordo Operativo stipulato nel mese di aprile 2014 tra la Regione Emilia-Romagna e il Ministero dello Sviluppo Economico.
A seguito degli eventi sismici del maggio 2012 e a valle dei risultati della Commissione Internazionale per l’esplorazione di idrocarburi e la sismicità (ICHESE), infatti il Ministero dello Sviluppo Economico ha ritenuto opportuno creare un Gruppo di lavoro per l’adozione degli indirizzi e linee guida per il monitoraggio e la valutazione dei procedimenti in corso nella Regione Emilia-Romagna, secondo i seguenti obiettivi:

  • Sperimentazione degli Indirizzi e Linee Guida Ministeriali per il monitoraggio della sismicità, delle deformazioni del suolo e delle pressioni di porto (Dialuce et al., 2014) sui siti pilota di Cavone, Minerbio e Casaglia .
  • Definizione delle modalità di applicazione degli Indirizzi e Linee Guida Ministeriali ai titoli in corso.
  • Confronto sulla capacità tecnica ed economica delle società richiedenti i permessi per la realizzazione di progetti sul territorio regionale.

 

Attività dell'anno 2017

Le attività 2017 del GdL hanno riguardato:

  1. il monitoraggio degli avanzamenti per la sperimentazione dei monitoraggi ai siti Pilota di Cavone e Minerbio . Inoltre sono ancora in corso le procedure per l’attuazione dei monito- raggio al sito di Casaglia;
  2. la verifica delle modalità di attuazione dei monitoraggi ai sensi degli ILG a regime ai titoli minerari in Emilia-Romagna;
  3. il monitoraggio dei procedimenti amministrativi in corso per il rilascio dei titolo minerari la definizione di progetti europei su artificial reef/decommissioning/monitoraggio per l’attuazione dell’accordo offshore siglato tra MISE e Regione Emilia-Romagna;
  4. la formalizzazione del “forum sul decomissioning” nell’ambito della strategia Blue Growth; il raccordo dei lavori del Gruppo di Lavoro con il Presidente del Comitato per la sicurezza delle operazioni a mare Prof . Ezio Mesini, al fine di garantire il coordinamento con la Regione sui temi di sicurezza mineraria a mare .

 

Attività dell'anno 2016

Ad ottobre 2016 è stato firmato un altro accordo, in ambito offshore, tra DGS-UNMIG e Regione Emilia-Romagna. Gli obiettivi dell’accordo sono riportati all’Art. 2 dello stesso e prevedono nello specifico di:

  1. Garantire e migliorare la sicurezza delle attività sviluppando protocolli di monitoraggio;
  2. Realizzare progetti per l’integrazione delle attività offshore con programmi e progetti di carattere turistico/scientifico/ambientale;
  3. Elaborare misure integrate di gestione dei SIC;
  4. Valorizzare le competenze e Formare capitale umano specializzato;
  5. Studiare l’uso integrato delle strutture;
  6. Promuovere il coinvolgimento di tutti gli stakeholder.

 

Attività dell'anno 2015

Il 5 Agosto 2015 si è tenuto il terzo incontro del Gruppo di Lavoro (GdL) istituito nell’ambito della CIRM in applicazione dell’Accordo Operativo stipulato tra la Regione Emilia-Romagna e il Ministero dello sviluppo economico; l’incontro ha fatto seguito alle precedenti riunioni del 22 luglio (Insediamento del GdL) e del 29 luglio. Nel corso di questi primi incontri il GdL ha affrontato alcune delle tematiche inerenti i contenuti dell’Accordo e, in particolare, l’applicazione degli “Indirizzi e linee guida” per i monitoraggi e, più in generale, le modalità di collaborazione nell’ambito dei procedimenti per il rilascio dei titoli minerari e delle autorizzazioni allo svolgimento delle relative operazioni.

Primi risultati:

  1. È stata fatta una ricognizione dei procedimenti in istruttoria in Emilia-Romagna riguardanti concessioni di coltivazione idrocarburi o di stoccaggio di gas naturale. È stato stabilito che il GdL ricoprirà un ruolo attivo nell’ambito di tali procedimenti attraverso la partecipazione alle conferenze dei servizi e l’espressione del parere in merito ai progetti delle reti di monitoraggio che dovranno essere predisposti secondo quanto indicato negli “Indirizzi e linee guida”;
  2. Relativamente ai progetti, nuovi e in istruttoria, inerenti la fase di ricerca, il GdL ha definito in dettaglio gli studi geologici che, in riferimento alle indicazioni contenute negli “Indirizzi e Linee guida”, le Società dovranno presentare all’atto dell’istanza, basate sugli studi pregressi o comunque reperibili. Le Società dovranno infatti dimostrare, tramite specificata documentazione, di aver condotto un’attenta caratterizzazione geologica preliminare dell’area, con annesso studio della sismicità locale e storica. Particolare attenzione, inoltre, dovrà essere riservata alla caratterizzazione della subsidenza. Sono in corso di definizione, da parte del GdL, proposte di prescrizioni da adottare per la fase di perforazione, volte a garantire una migliore conoscenza del comportamento del sottosuolo;
  3. Relativamente alle garanzie economiche che le Società richiedenti titoli minerari dovranno presentare per coprire i costi di un eventuale incidente durante le attività, il GdL ha esaminato quanto disposto dalla normativa mineraria recentemente emanata (Decreto Legge 12 settembre 2014, n. 133Decreto Ministeriale 25 marzo 2015 e Decreto Direttoriale 15 luglio 2015) con particolare riferimento alle tempistiche della presentazione delle garanzie e ai loro importi. Il GdL ha verificato che quanto disposto nei decreti citati risponde pienamente alle esigenze di individuazione di criteri per la determinazione e verifica delle garanzie e che, quindi, tali disposizioni verranno direttamente applicate nelle valutazioni che verranno condotte in maniera condivisa;
  4. Infine, in relazione alla verifica della sostenibilità economica dei progetti di monitoraggio da realizzare secondo le indicazioni degli “indirizzi e linee guida”, il GdL ha stabilito di fare una ricognizione dei costi delle reti di monitoraggio e di valutarne la sostenibilità economica, caso per caso, inserendo i relativi costi, sia di investimento che di gestione, nel flusso di cassa complessivo dell’impianto.

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